Fedez ride sulla scomparsa di Emanuela Orlandi: “Non l’hanno mai trovata” (e grande risata prolungata). Mica vorrete davvero trasmettere il suo Muschio Selvaggio su Rai 2?

Fedez è un personaggio pubblico. La sua battuta su Emanuela Orlandi “Non l’hanno mai trovata” con successiva risata fatta parlando su un mezzo di comunicazione pubblico, a mio avviso, lo qualifica come persona. Ingiustificabile. Indifendibile. Inaccettabile.

E se vi dicessi che Muschio selvaggio non dovrebbe più andare in onda su Rai 2 dopo l’uscita inaccettabile di Fedez sulla scomparsa di Emanuela Orlandi? L’immagine di Sanremo 2023 sarà abbinata a questo format Muschio Selvaggio?

Tu guarda se alla fine non mi tocca dare ragione a Rai 3 che per il Concertone del Primo Maggio 2021 gli ha chiesto di vedere, prima di andare in onda, il testo del suo intervento. Fedez che ride, prolungatamente, sul mancato ritrovamento di Emanuela Orlandi merita di andare in onda sulla Rai con il suo format?

E non ditemi “i social condannano Fedez”, perché si è condannato da solo ad essere considerato uno che parla e ride a vanvera di una tragedia familiare così drammatica come quella del rapimento e dei misteri sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

E comunque, Amadeus ed il Tg1 non ci hanno annunciato che il marito della co-conduttrice di Sanremo 2023 Chiara Ferragni avrebbe fatto una battuta condita da una lunga risata sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Ora dovranno tirare fuori tutte le cose buone che i Ferragnez fanno.

Aggiornamento delle ore 20.36

Il “perdono” di Pietro Orlandi è più che legittimo. Così come è legittima l’indignazione di chi critica Fedez e non vuole vedere il suo programma Muschio selvaggio su Rai 2.

Aggiornamento del 1/2/23

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Fedez, Rai 3, il testo dell’intervento al concerto del 1° maggio 2021, la linea editoriale e il caos che offusca il contenuto

Le linee editoriali esistono. Tu Fedez vai in onda su uno spazio televisivo Rai. Se la Rai vuole sapere cosa andrà in onda non è censura. Se però una vice-direttrice, pur ribadendo la libertà dell’artista di dire ciò che vuole, dice che per lei un testo è “inopportuno”, tale opinione può essere interpretata dall’artista come una pressione. Quello spazio televisivo non era dovuto all’artista. Una partecipazione tv così importante non può non essere regolata da un contratto-accordo.
Anche se la prestazione è a titolo gratuito. La Rai, dal canto suo, se riteneva il contenuto dell’artista, fuori dalla sua linea editoriale avrebbe dovuto non invitarlo.

Il resto è incapacità della governance Rai di fare bene il proprio lavoro e di comunicare. Fedez, abituato ai social media, dove fa quello che cazxo gli pare, non sa che ogni editore tv risponde di cosa e di chi manda in onda. Fedez è pronto a darmi la password del suo account Instagram per farmi dire tutto quello che voglio? La responsabilità non è solo di chi parla. La responsabilità di ciò che si dice su un mezzo di comunicazione di massa è anche dell’editore. La censura è un’altra cosa. È il controllo preventivo di un contenuto e obbligare l’autore a modificarlo per trasmetterlo. Fedez non ha tutta la ragione.
La Rai non ha tutti i torti. È la connotazione politica data al fatto che alimenta una polemica strumentale. Le idee di Fedez sono sacrosante. È giusto che le abbia proposte dove riteneva opportuno, ovvero, il palco del concerto del 1° maggio #1M2021.
Ha lottato per farlo. Amplificare questa “vittoria” mette in luce più i protagonisti dello scontro che il contenuto. Se Fedez non avesse attirato l’attenzione sulla “censura”, l’attenzione sarebbe andata tutta sul contenuto e non su chi lo ha espresso e su chi gli avrebbe impedito di farlo. Ora si parlerà solo di Fedez, dei vertici Rai, della Lega e della censura. I diritti civili? Ma perché è per quello che hanno litigato?

XFactor 10, Fedez, Chiara Ferragni: un esempio di crossmedialità espansa

La coppia dell’anno, il rapper Fedez e la fashion blogger Chiara Ferragni, in posa sull’account Twitter di lui poco prima della messa in onda del live di XFactor 10 dove è giudice/coach. E lei che sul suo account Twitter precisa “non l’ho vestito io”.
La crossmedialità espansa tra tv, social, fashion e gossip. Oltre il marketing.