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Le Ragazze di Rai 3: il mio appuntamento fisso del sabato sera. Il live tweeting della prima puntata della stagione 3
Mi riesce sempre più difficile affezionarmi, da telespettatore, ad un programma televisivo e, quando accade, torno a provare il piacere di aspettarne la messa in onda. Le Ragazze di Rai 3 è tornato con la terza stagione ed io che non ho perso una puntata della prima e della seconda stagione, ieri sera ero lì, a seguire i racconti delle protagoniste che come sempre sono state scelte con intelligenza per dare al telespettatore il mix unico di emozioni, passioni, ricordi, esperienze, sensazioni, dolori, delusioni, vittorie, felicità, rivincite e tutto quello che può dare la conoscenza delle vite vissute in differenti epoche.
Le Ragazze, è una produzione che ha avuto origine con due stagioni “tematiche” Le Ragazze del ’46 e Le Ragazze del ’68 e che aveva tutte le caratteristiche per consolidarsi nella struttura e raccontare tante, tantissime, altre vite di donne. A tre anni di distanza dal primo ciak, il programma affronta la sfida impossibile del sabato sera autunnale con la maturità e la consapevolezza di avere la qualità ed i contenuti per distinguersi e per offrire al proprio pubblico il piacere dell’attesa di un appuntamento televisivo settimanale. Da blogger tv negli anni ho scritto delle tante qualità tecniche e di contenuto del programma. Le ho ritrovate tutte ieri sera all’inizio della terza (quinta) stagione. Da telespettatore, so che per le prossime 5 prime serate del sabato, avrò un appuntamento fisso con Le Ragazze.
La prima puntata di Battute? di Rai 2 vista da Caro Televip
La Domenica Ventura su Rai 2: un’ora di televisione inutile
Simona Ventura ci promette che sarà pregna. Per il momento è pregna di già visto. La conduttrice urla come sempre, ribatezza “di Donatello” il David di Michelangelo, parla sugli ospiti, impedisce a Francesco Rocchi di parlare del fair play finanziario della Juve per non essere considerata anti juventina. Molto male. Ennesimo programma inutile nel panorama televisivo italiano. Un’ora di televisione insignificante dal primo all’ultimo minuto. È un record.
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L’ex direttore di Rai 1 e Rai 2 Andrea Fabiano è il nuovo responsabile multimedia di Tim e Amministratore Delegato di Tim Vision
Andrea Fabiano, già funzionario e dirigente della Direzione Marketing Rai, oltre che ex direttore di Rai 1 e di Rai 2, lascia l’azienda di viale Mazzini per intraprendere una nuova esperienza professionale ai massimi livelli nel settore dei media: responsabile multimedia di TIM e Amministratore Delegato di TIMVISION, Società del Gruppo per i contenuti audiovisivi.
Sul blog e sull’account Twitter di Caro Televip sono stato severissimo con lui e lui mi ha insegnato e dato tanto come blogger tv perché ha scelto di confrontarsi con me e di questo, oltre che esserne orgoglioso, gliene sono grato.
Caro Andrea Fabiano, ti farà piacere sapere che sono un abbonato Tim e nel mio pacchetto ho Tim Vision!
Complimenti per questa scelta coraggiosa: lasciare una grandissima certezza come la Rai per intraprendere una nuova carriera da super manager, anche se in un altro gruppo multimediale di livello mondiale, è ammirevole. Buon lavoro da Akio di Caro Televip!
I tweet con cui Andrea Fabiano ringrazia la Rai
La vita in diretta 2019/20 condotta da Lorella Cuccarini e Alberto Matano: la prima puntata nel live tweeting di Caro Televip
Partono con il salotto: contro gli heaters di Vanessa Incontrada; sui look del red carpet della mostra del cinema di Venezia; poi la barca di Kennedy e la sua storia con Marilyn. E del Festival di Sanremo il 9 settembre non ne vuoi parlare? Boh e pure mah.
Nei primi minuti, se escludiamo qualche risata sgnasciata e sonora, Lorella Cuccarini si contiene e lavora di sottrazione. Ma non durerà questo autocontrollo. Infatti è bastato nominare Amadeus per farla uscire al suo naturale di urlatrice.
Viva Rai Play con Fiorello su Rai Play: la Rai darà gli ascolti dello streaming dopo la messa in onda di ogni puntata o quando?
Caro responsabile Rai del progetto Viva Rai Play con Fiorello, Andrea Fabiano, mi sono inserito con una domanda nel seguente dialogo che hai avuto (oggi, 1/9/2019) via Twitter con il giornalista Giuseppe Candela:
Giuseppe Candela: “Tecnicismi per televisivi. Rispetto allo scorso anno le sfide del sabato sera avranno un nuovo avversario, la partita di #dazn trasmessa su Sky sarà ovviamente rilevata dall’Auditel. E si parte con il botto sabato 21 settembre #milaninter.”
Andrea Fabiano: “Esattamente. L’ascolto verra’ rilevato, ma la sua pubblicazione dipenderà dalle decisioni dell’editore del canale. Se vorrà, verrà pubblicato singolarmente. Altrimenti l’ascolto confluirà nell’aggregato “altre sat”.”
Giuseppe Candela: “Dazn ovviamente punterà alla diffusione del dato per dimostrare la forza della sua offerta. Una partita come Milan-Inter, per esempio, vale tra il 6 e l’8%, numeri che influiranno sullo share della generalista.”
La domanda di Giuseppe Candela riguarda DAZN, una rete streaming che ora è anche in un pacchetto satellitare Sky e quindi sarà misurata con il sistema Auditel classico.
Beppe Convertini conduttore di Rai 1: un tweet di Caro Televip
Viva Rai Play di Fiorello: piccolo studio, piccolo show?
Io e Te di Rai 1: un programma dal quale mi sento escluso
Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, l’idea che mi sono fatto di Io e Te, il programma del daytime pomeridiano estivo di Rai 1, è che si tratta di un programma televisivo escludente, a partire dal titolo che inequivocabilmente rimanda al rapporto tra due persone. Io e te: e gli altri? So che potresti rimproverarmi di farne una sbagliata lettura letterale ma te lo ribadisco: per me, è un mio sentire, il titolo rispecchia esattamente quello che è l’obiettivo del programma ed io mi sento escluso.
Il conduttore Pierluigi Diaco mette al centro del programma il suo rapporto con gli ospiti siano o meno a lui conosciuti, siano o meno personaggi noti o gente comune. Il suo stile di conduzione è Diacocentrico, ovvero, nel parlare o intervistare gli ospiti lui aggiunge sempre e comunque il suo punto di vista, la sua lettura e soprattutto rilettura, come se volesse appropriarsi dei concetti espressi dagli interlocutori e rigirarli al pubblico in “formato Diaco”.