Autore: akio
Viva Rai Play di Fiorello: piccolo studio, piccolo show?
Io e Te di Rai 1: un programma dal quale mi sento escluso
Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, l’idea che mi sono fatto di Io e Te, il programma del daytime pomeridiano estivo di Rai 1, è che si tratta di un programma televisivo escludente, a partire dal titolo che inequivocabilmente rimanda al rapporto tra due persone. Io e te: e gli altri? So che potresti rimproverarmi di farne una sbagliata lettura letterale ma te lo ribadisco: per me, è un mio sentire, il titolo rispecchia esattamente quello che è l’obiettivo del programma ed io mi sento escluso.
Il conduttore Pierluigi Diaco mette al centro del programma il suo rapporto con gli ospiti siano o meno a lui conosciuti, siano o meno personaggi noti o gente comune. Il suo stile di conduzione è Diacocentrico, ovvero, nel parlare o intervistare gli ospiti lui aggiunge sempre e comunque il suo punto di vista, la sua lettura e soprattutto rilettura, come se volesse appropriarsi dei concetti espressi dagli interlocutori e rigirarli al pubblico in “formato Diaco”.
Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera
Anno Rai 2019: su Rai 1 torna Miss Italia. La scelta anacronistica della direttrice Teresa De Santis
Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, difficilmente passarai alla storia come direttrice della più importante rete televisiva italiana nemmeno dopo aver preso la decisione di ripresentare il concorso di bellezza femminile Miss Italia dopo che nel 2013 l’allora direttore Giancarlo Leone l’aveva messa tra le cose televisive di cui la rete ammiraglia Rai poteva, e soprattutto doveva, fare a meno.
È perfino inutile stare a dire quanto siano anacronistici questo genere di concorsi. Non mi interessa che ci sia anche il corrispettivo maschile.
Senio Bonini: il “chigista” impeccabile di RaiNews 24, con qualsiasi governo
Viva RaiPlay, lo show di Fiorello a novembre 2019 sulla piattaforma streaming della Rai. Sarà l’inizio dello streaming Rai perfetto?
Caro Rosario Fiorello, il tuo ritorno in Rai è una realtà. A novembre 2019 andrà in onda un tuo show (e altre pillole video) sul canale in streaming Rai Play.
Nei primi promo giochi sul fatto che lo streaming, come sistema di trasmissione, può avere qualche problema di velocità e persino di blocco ma tu sembri fiducioso al punto che mi hai dato l’impressione di prenderti sulle spalle la responsabilità che con te e per il tuo show, Rai Play funzionerà benissimo.
Teche teche tè: nel 2019 è solo l’ennesimo monumento all’immobilismo di Rai 1
Su una Rai 1 estiva spenta in prime time, Teche teche tè fa il 16.4% di share. Un ottimo motivo per continuare a rimanere spenta e non sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori con la scusa che è “il pubblico che lo vuole”.
Quando la Rai si renderà conto che non è una cosa di cui gioire sarà troppo tardi. Rai 1 è la prima responsabile dell’immobilismo delle reti generaliste italiane.
Una Rai che esalta il successo estivo di Teche teche tè è un broadcaster con un futuro dietro alle spalle. Sono stato un fan di Teche teche tè ma oggi, nell’anno televisivo 2019, vorrei che Rai 1 utilizzasse quello spazio così importante, per lanciare nuove idee televisive e non per esaltare le glorie passate.
Intervista rilasciata da Barbara D’Urso a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine. Le due dichiarazioni che mi “allarmano” e le due “cosette” che mancano nell’intervista
Barbara D’Urso ha rilasciato (oggi, 27/6/2019) a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine, una intervista trionfale di fine stagione tv in cui esalta i risultati dei suoi programmi e si difende dalle critiche di chi la accusa di fare tv del dolore: “La mia tv è esattamente come quella che fa il mio competitor. Se c’è un femminicidio, i miei giornalisti cercano di parlare con la mamma della ragazza che non c’è più. I giornalisti del competitor cercano di fare esattamente la stessa cosa”.
A chi la accusa di fare tv trash risponde: “In inglese “trash”significa “immondizia”. Allora, cos’è trash nei miei programmi? Il fatto che io rida, faccia venire in trasmissione il Ken Umano e la ragazza con la vita più stretta? Allora anche il Guinness World Record è trash. Sono trash perché nei miei talk urlano? In tv si urla dalla mattina alla sera. Lo ripeto, c’è una lunga lista di programmi di successo che vengono etichettati così. Forse il pubblico li sceglie perché ha solo voglia di staccare la spina, ma non per questo deve essere giudicato”. La giornalista Claudia Rossi fa presente a Barbara D’Urso che il successo di ascolti di Live Non è la D’Urso è stato sostanzialmente merito dell’affaire Prati-Caltagirone ma non la pungola sulla più grande sconfitta della stagione tv 2018/2019, ovvero, la chiusura di Domenica Live nella fascia in cui veniva regolarmente battuta dalla Domenica In di Mara Venier. Di questa intervista di Claudia Rossi a Barbara D’Urso mi colpiscono due dichiarazioni allarmanti. La prima riguardo al pubblico che Barbara D’Urso dice di avere: “Fino a qualche tempo fa ero convinta che il mio pubblico fossero le signore che stanno a casa e guardano la tv mentre stirano ma in realtà ho scoperto che mi guardano un sacco di giovani”. E poi, alla domanda “Dove e come si vede tra 15 anni?”, Barbara D’Urso risponde: “Come dove mi vedo? In televisione, naturalmente”. Intanto io ribadisco un concetto: nella stagione 2018/2019 Canale 5 ha dovuto chiudere Domenica Live condotto da Barbara D’Urso nella fascia oraria in cui perdeva contro Domenica In di Mara Venier e, visto che anche di questo nell’intervista non si parla, aggiungo anche gli ascolti deludenti del ritorno della fiction La Dottoressa Giò in prima serata su Canale 5. Per fortuna, nell’era dei social media, certi televip non se la possono cantare e suonare a proprio piacere.
Reazione a catena: due righe sulla conduzione di Marco Liorni
L’intesa vincente di Reazione a catena: Marco Liorni ne fa una versione piatta, senza metterci un po’ di quel peperoncino nell’interazione con i concorrenti che la renderebbe divertente. Una conduzione da elettrocardiopeperoncino piatto. Ripete ai concorrenti “stiamo andando come treni… bisogna andare come treni” ma quello che va lento ed è moscio è lui. Non è che non riesce a fare una battuta è che proprio non ce l’ha nel suo bagaglio di conduttore. Purtroppo non ha nemmeno il lessico da quiz e nemmeno le espressioni da quiz quelle che dicono più di tante parole.
Un conduttore di un quiz fresco, estivo, deve avere lo stesso brio dell’acqua frizzantissima che va tanto con il caldo che fa. La cosa più frizzante di Marco Liorni è il colore dei capelli che io ricordavo più scuro verso il nero e invece mi sembra diventato più chiaro verso il color etrusco.