A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà: la puntata con ospite Maria De Filippi nel live tweeting di Caro Televip

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A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà: la puntata con ospite Maria De Filippi nel live tweeting di Caro Televip Allora Maurizio Costanzo è a dieta. Sapevatelo. Maria De Filippi ha una terza abbondante ma non se ne accorge nessuno. Sapevatelo. La storia del maglione del fratello indossato da Maria De Filippi: ma che due ⚽️⚽️. Come la puntata con Fiorello, quella con Maria De Filippi è di una noia esagerata. Ora il racconto del pagamento delle multe con il lingotto di famiglia 😩. Adesso parlano dei bassotti di Maria De Filippi 😴. Ma la conduttrice chi è Raffaella Carrà o Maria De Filippi che le chiede "ma come è nato il tuca tuca?". Proprio come la prima puntata con Fiorello anche quella con Maria De Filippi è poco interessante. Tutte cose dette e ridette. Una cosa moscia che per ravvivarla esagerano con i pezzi di repertorio di Raffaella Carrà. Il racconto dell' esame di maturità di Maria De Filippi: per me persino Emma Marrone e Alessandra Amoroso hanno cambiato canale. A raccontare comincia tu sta facendo lo scoop dell'anno: la grande Maria De Filippi non ha niente da raccontare in un programma dove ci si racconta. Che storiona di corna quella tra Costanzo e la De Filippi! Perfetta per C'è posta per te. Massimo rispetto per il racconto di Maria De Filippi del vile e drammatico attentato subito da lei e Maurizio Costanzo. La vita professionale e personale di Maria De Filippi: appassionante come un cruciverba in polacco. In pratica si è raccontata di più la conduttrice #raffaellacarra che l'ospite #mariadefilippi. Maria De Filippi "Come s'intitola il programma? #uominiedonne? Perché gli uomini e le donne sono così". Ecco, finalmente #araccontarecominciatu ci ha detto chi è veramente Maria De Filippi. Puntata brutta, brutta, brutta. Niente di nuovo ed interessante sulla persona e sul personaggio televisivo. Solo uno spottone per una televip, per giunta volto della concorrenza, che di certo non ne ha bisogno. Finora 4 puntate. La 2 e la 3 con Sophia Loren e Riccardo Muti, bellissime. La 1 e la 4 con Fiorello e Maria De Filippi, bruttissime. Raffaella Carrà e gli autori non hanno saputo tirare fuori l'anima dei "televisivi" ma solo il guscio. #rai3

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La seconda puntata di A raccontare comincia tu con ospite Sophia Loren tutta un’altra storia rispetto alla prima con Fiorello: in meglio.

Il postino (o piccolo post) dopo la prima puntata.

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Il live tweeting della prima puntata

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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Quei venerdì un po’ così della televisione generalista gratuita italiana

La affollata prima serata del venerdì è diventata affollatissima venerdì 22 marzo 2019: La corrida, Ciao Darwin, Quarto grado, Propaganda live, la Finale di Italia’s got talent, Fratelli di Crozza, NCIS, Qualificazione Euro 2020, film Veloce come il vento.

La divisione degli ascolti in casi come questo è molto significativa dei valori in campo nel panorama televisivo generalista gratuito, in questo momento.

Non conta solo il dato individuale ma soprattutto il distacco dai competitor. Rai 1 (18.64%) sotto di 3 punti rispetto a Canale 5 (21.83%). Lo show “più vicino” alle due ammiraglie è la finale in diretta, ripeto, la finale, di Italia’s got talent su TV8 distaccata di 12 punti e 15 punti di share. Un abisso, anche calcolando che è uno show di punta prodotto da Sky appositamente per sfidare la concorrenza sul digitale terrestre gratuito. Non vale in questo caso essere arrivati terzi (gli strateghi del marketing aggiungeranno al 6.6% il dato del simulcast con mamma Sky Uno sul satellite, totale 8.2%). Se Sky piange, il resto di Rai e Mediaset, così come La7 e Discovery con Nove, non ridono. Tutte le proposte alternative vanno dal 3% a meno del 6% di share. Conclusione. Nella serata più affollata della tv generalista gratuita italiana, Rai 1 e Canale 5 totalizzano oltre il 40% di share con due show vecchi, anzi, vecchissimi. La concorrenza con maggior potenziale (8 canali) e con offerte di certo non nuove, in totale fa il 36%, punto più, punto meno. Per il telespettatore della tv generalista gratuita tutto questo vuol dire solo una cosa: le emittenti televisive anche nella prossima stagione non investiranno su programmi e conduttori nuovi perché non ci sono i presupposti statistici per muoversi dall’immobilismo che attanaglia tutti gli editori televisivi che dal punto di vista produttivo preferiscono “la certezza” di questi numeri. Per loro è un fatto aziendale, per il telespettatore è uno stato di fatto. O ti mangi queste minestrine riscaldate o ti abboni ad un servizio a pagamento con i contenuti che preferisci.

I fan si Barbara D’Urso contro Tv Talk è la legge del contrappasso: un tweet di Caro Televip

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il tweet sull'”invito” a Papa Francesco

A Tv Talk di Rai 3, su 15 analisti ci sono solo 4 donne. Se fossi un analista tv sarebbe un argomento che approfondirei. Anche se fossi un direttore di rete.

Caro direttore di Rai 3 Stefano Coletta, sono da sempre molto critico nei confronti di Tv Talk (sul mio blog ha una pagina dedicata) perché credo che, l’unico programma in onda sulla tv italiana che ha come obiettivo quello di analizzare e criticare la programmazione televisiva, debba per definizione essere criticato più dei programmi di cui si occupa.

Sabato scorso sono tornato a vedere una puntata per intero dopo un paio di anni dall’ultima volta e devo dire che l’idea che mi sono fatto è che è completamente inutile criticare Tv Talk finché Massimo Bernardini ne sarà il dominus indiscusso.

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Tv Talk di Rai 3: la puntata del 9 marzo 2019 nel live tweeting di Caro Televip.

Bernardini: “Sono ancora io a dire Benvenuti a Tv Talk!”. Ha bisogno di ripeterlo in continuazione altrimenti l’autoreferenzialità viene meno. Bernardini: “La nostra televisione sa raccontare la povertà?”. Voleva dire vorrei abolire la fame nel mondo ma non voleva usare le stesse parole di una aspirante miss.

L’inquadratura doppia Massimo Bernardini-Serena Bortone: C’è tanta simpatia oggi nello studio di Tv Talk oggi!

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Le Ragazze di Rai 3: le puntate del 10 e del 17 febbraio 2019 nei live tweeting di Caro Televip

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Le ragazze: le puntate del 27 gennaio e del 3 febbraio 2019 nei live tweeting di Caro Televip

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