Bambina che piange per il voto di Pupo: il passo falso di Ti lascio una canzone

Caro presidente della Rai Anna Maria Tarantola, sabato sera una bambina ha pianto in diretta nel varietà del sabato sera di Rai 1. Si tratta di una concorrente del programma Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici. Il programma è un talent show di successo che però riceve da anni non poche critiche per il fatto di basarsi sull’esibizione/gara di bambini che cantano canzoni da adulti. Sono in molti inoltre a ritenere che i bambini ed i loro genitori prendono la gara un po’ troppo sul serio. Le lacrime accorate della bambina Caterina (11 anni) non faranno che aumentare i detrattori del programma. E’ successo che, proprio ad inizio serata, la bambina Caterina ha cantato La musica è finita di Franco Califano e Umberto Bindi, definita dalla conduttrice Antonella Clerici “Una canzone che racconta la struggente fine di un amore”. Al termine dell’esibizione la giuria ha dato i seguenti voti: 8 Massimiliano Pani, 8 Cecilia Gasdia e 7 Pupo. Continua a leggere

Neil Armstrong, il telespettatore Dino Buzzati e certe trasmissioni di contorno

Caro Tito Stagno, sabato è morto Neil Armstrong e, dopo l’inevitabile tuffo al cuore, hai passato la giornata a rispondere ai tuoi colleghi giornalisti che ti chiedevano un ricordo dell’uomo che ha segnato per sempre la tua vita professionale. Non ho un ricordo diretto (avevo 5 anni) della tua telecronaca notturna dell’allunaggio dell’Apollo 11 e della passeggiata di Armstrong ma, nel corso degli anni, ho rivisto tante volte le fasi salienti di quella storica diretta e nel 2009 ho seguito con curiosità la riproposizione integrale trasmessa da La Storia siamo Noi-Rai Educational, in occasione della celebrazione dei 40 anni dallo sbarco. Ieri invece ho letto (nella ripubblicazione del Corriere della Sera) un articolo del 22 luglio 1969 firmato dallo scrittore Dino Buzzati. La cosa che mi ha colpito di più è stato l’approccio da telespettatore di Buzzati. Spesso noi telespettatori “moderni” rimpiangiamo la liricità della tv del passato ma leggendo Buzzati ho scoperto che anche quella tv non era immune da certe inappropriate leggerezze. Scriveva Buzzati:  Continua a leggere

Flavia Perina e Miss Italia in un orario da vampiri

Caro direttore di Rai 1 Mauro Mazza, non preoccuparti; non farò dei post su Miss Italia 2012. E’ una trasmissione televisiva che non guardo più da anni e quindi non ne scrivo. Però noto con apprezzamento che c’è ancora qualcuno che cerca di alimentare il dibattito sull’opportunità di trasmettere Miss Italia con la grande rilevanza che le riserva la Rai. Ieri Flavia Perina (giornalista e deputata di Futuro e Libertà per l’Italia, alla quale ideologicamente dovresti essere molto vicino; o non lo sei più?) su Il Fatto Quotidiano ha sparato a zero sul concorso di Miss Italia e sulla copertura televisiva da parte del servizio pubblico Rai. La Perina vorrebbe che Miss Italia 2012, fosse trasmessa “in orari da vampiri” (visto che di certo ormai non è più possibile evitarne la messa in onda). Continua a leggere

In un ferragosto senza gossip, con Belen ai fornelli, bisognava scegliere tra Varriale e Assange. Ho scelto Varriale.

Caro Enrico Varriale, nelle ore in cui Julian Assange si barricava dentro l’ambasciata dell’Ecuador a Londra per tentare di evitare l’estradizione in Svezia, tu finivi su un paginone di Libero con questo titolone: “Telecronaca sponsorizzata. Cinepanettone alla Supercoppa. Bufera su Varriale, ospite di De Laurentiis in Cina prima di Juve-Napoli. Rabbia dei bianconeri e Rai sotto accusa: il giornalista l’aveva informata”. L’articolo, firmato da Giampiero De Chiara, ha preso spunto da una indiscrezione di Dagospia ed ha anche avuto l’onore del lancio in prima pagina di Libero (17/8/12) con questo titolo: “Giornalista Rai spesato dal Napoli. Polemica su Varriale a Pechino”. La storia, riassunta nell’articolo di Libero, sembra semplice. Continua a leggere

Lo studiolo Rai di Londra 2012: la spending review comincia a mostrarsi?

Caro neo direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, come si vedono le olimpiadi dal settimo piano di viale Mazzini? Bene, vero? No, non sto facendo allusioni al tuo compenso di dirigente a tempo determinato. Mi riferivo al fatto che immagino avrai a disposizione una mega parete attrezzata con tutti i campi di gara in bassa frequenza e potrai vedere tutto quello che non potete mandare in onda perché chi ti ha preceduto ha acquistato i diritti per sole 200 ore di trasmissione. La prima giornata è stata ricca di medaglie italiane da raccontare. Oro a squadre nel tiro con l’arco maschile (Galiazzo-Frangilli-Nespoli) argento nella pistola individuale maschile 10 metri (Luca Tesconi) e poi il capolavoro delle ragazze del fioretto individuale che hanno animato la serata televisiva prima con due semifinali spettacolari in cui la giovane Arianna Errigo ha eliminato la portabandiera e campione uscente Valentina Vezzali (che ha vinto il bronzo) e poi con la finalissima vinta all’ultima stoccata dall’altra giovane italiana Elisa Di Francisca contro Arianna Errigo. Tre donne italiane ai primi tre posti. Tre bandiere italiane sul pennone olimpico. Una giornata memorabile anche dal punto di vista televisivo. Continua a leggere

Le RaiOlimpiadi cominciano male: la telecronaca di Icardi e Caprarica disturba l’opera d’arte televisiva di Danny Boyle

Caro Antonio Caprarica, ieri in un sussulto di orgoglio che ha assalito il mio lato di abbonato Rai ho twittato: “Rai Sport facci sognare! Che questi di @SkySport stanno facendo troppo gli spacconi su twitter #SkyOlimpiadi”. La vostra impari sfida con SkySport è uno dei temi televisivi di Londra 2012 e stare con il più debole è il minimo che un blogger televisivo possa fare; se però il più debole non lo fa desistere. La tua telecronaca insieme a Claudio Icardi ha solo disturbato. Avete parlato in continuazione in modo meccanico, banale, didascalico. Non siete stati capaci di appassionarvi ad un evento appassionante che avevate la fortuna di vivere in diretta. Vi siete affidati anima e pensieri alla cartella stampa, senza un briciolo di inventiva, originalità, spontaneità. Aver già visto le prove generali non vi giustifica anzi aggrava il mio giudizio. Possibile non vi siate resi conto che il regista Danny Boyle aveva ideato uno spettacolo straordinario al quale era impossibile aggiungere il proprio commento? Da quello che leggo anche Beppe Severgnini su Sky non ha brillato ma questo non mi fa sbandierare l’orgoglio di abbonato Rai. Caro Antonio Caprarica, il problema non è tanto aver messo da parte il piglio brillante dei servizi che confezioni per i telegiornali Rai (più che la cerimonia di apertura delle olimpiadi sembrava stessi commentando la cerimonia di insediamento di un papa o di un altro capo di stato). Il vero limite della vostra telecronaca è stato di averla fatta. Danny Boyle ieri sera ha esaltato il mezzo televisivo dal punto di vista tecnico e narrativo. Ha dato alla ripresa televisiva la dignità cinematografica. Ha raccontato mille storie in una storia. Ha creato un’opera d’arte televisiva in diretta. Se non ci fosse stato l’audio Rai sarebbe stata perfetta.