Elezioni politiche 2022: la tanto vituperata televisione è ancora indispensabile per i partiti, per i politici, per gli addetti ai lavori e anche per gli elettori.

La campagna elettorale 2022 non è ancora entrata nel vivo. È iniziata ed ha fatto i fuochi d’artificio interni alle varie forze politiche e alle probabili coalizioni ma ancora non siamo al culmine della tensione elettorale . Non appena saranno depositati i simboli e le liste dei candidati di ciascun partito si darà fuoco alle polveri ed esploderà. Le presenze televisive saranno sottoposte al meccanismo della par condicio, come scrive la Federazione Nazionale della Stampa sintetizzando il regolamento approvato da Agcom:

“La verifica riguarderà il tempo di parola dedicato alle diverse posizioni politiche nei notiziari e nei programmi di approfondimento informativo diffusi da ciascuna testata, tenuto conto del format, della periodicità di ciascun programma nonché della collocazione delle trasmissioni nelle diverse fasce orarie del palinsesto. In sede di valutazione si terrà conto anche del tempo di notizia fruito da ciascun soggetto politico”.

Quindi, in teoria, dovrebbe emergere
soprattutto la “qualità” dei contenuti dei singoli politici che andranno in tv. Così non sarà. Assisteremo ad una lunga serie di presenze televisive orientate a distruggere politicamente l’avversario di turno sulla base della propaganda più banale.

I sondaggi danno alla coalizione politica di centrodestra un vantaggio sulla carta incolmabile. Tutti gli altri schieramenti, ovvero, centrosinistra, pentastellati, centristi e liste varie, faranno a turno da sparring partner. Le misure di monitoraggio del rispetto della par condicio riguarderanno anche i social media ma sarà ancora una volta la tanto vituperata televisione a portare il volto e la voce dei politici nelle case degli italiani.

Nell’accordo durato 5 giorni tra Enrico Letta e Carlo Calenda era ben specificato:

“Le parti si impegnano a chiedere che il tempo di parola attribuito alla coalizione nelle trasmissioni televisive sia ripartito nelle stesse percentuali applicate ai collegi”.

Forse è la cosa più significativa che rimane di quel testo. Ed è la dimostrazione di quanto la TV sia ancora centrale ed essenziale nelle strategie dei leader politici italiani.
Non a caso, il twittatore seriale Carlo Calenda ha ufficialmente rinunciato all’alleanza con Enrico Letta in diretta TV nel programma Mezz’ora In Più di Lucia Annunziata e non sul suo attivissimo account Twitter. Scelta di certo studiata anche in funzione della qualità del prodotto televisivo che un programma come quello può offrire: immagini Rai perfette nelle inquadrature e in un contesto scenografico da informazione istituzionale. Immagini di alta qualità subito rilanciate a frammenti sui social media oltre che su tutte le altre reti televisive e spazi web dei principali quotidiani nazionali.

Giorgia Meloni ha rilasciato una intervista (in un buon inglese) alla rete americana Fox News Business (nel popolare programma Mornings with Maria Bartiromo) per iniziare ad accreditarsi all’estero come possibile prima donna Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana. E, da quando sono state sciolte le Camere, è in televisione che la aspirante premier usa toni pacati lontanissimi da quelli che ne hanno caratterizzato la comunicazione da presidente e parlamentare dell’ unico partito di opposizione.

Anche per noi elettori sarà la televisione il media che più ci accompagnerà in questo viaggio elettorale che stiamo subendo nell’estate più calda di sempre. Sì, leggeremo la timeline dei nostri social, ci arriveranno le notifiche a noi più o meno gradite anche in forma sponsorizzata. Qualche eroico abbonato ai quotidiani leggerà gli articoli di politica sul tablet o sullo smartphone. Ma quando la campagna elettorale si farà decisiva, la televisione ed i personaggi televisivi, anche quelli a noi meno simpatici, diventeranno i punti di riferimento per capire cosa sta accadendo.

Anche i giovani elettori, quelli che secondo molte ricerche si informano solo tramite i social media e gli smartphone, non potranno fare a meno di guardare qualche momento di televisione elettorale. Di certo sui social media troveranno le loro notizie più amate disturbate dalle notizie provenienti dai fronti politici che saranno lanciate principalmente dalla televisione.

La televisione è ancora il mass media elettorale per eccellenza, quello che la maggior parte dei cittadini può seguire nel modo più semplice ed economico. Niente come essere presenti tutti i giorni in televisione per i politici è indispensabile: più dell’effetto propaganda vale l’effetto pubblicità che la TV dà.

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