Viva RaiPlay, lo show di Fiorello a novembre 2019 sulla piattaforma streaming della Rai. Sarà l’inizio dello streaming Rai perfetto?
Caro Rosario Fiorello, il tuo ritorno in Rai è una realtà. A novembre 2019 andrà in onda un tuo show (e altre pillole video) sul canale in streaming Rai Play.
Nei primi promo giochi sul fatto che lo streaming, come sistema di trasmissione, può avere qualche problema di velocità e persino di blocco ma tu sembri fiducioso al punto che mi hai dato l’impressione di prenderti sulle spalle la responsabilità che con te e per il tuo show, Rai Play funzionerà benissimo.
Teche teche tè: nel 2019 è solo l’ennesimo monumento all’immobilismo di Rai 1
Su una Rai 1 estiva spenta in prime time, Teche teche tè fa il 16.4% di share. Un ottimo motivo per continuare a rimanere spenta e non sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori con la scusa che è “il pubblico che lo vuole”.
Quando la Rai si renderà conto che non è una cosa di cui gioire sarà troppo tardi. Rai 1 è la prima responsabile dell’immobilismo delle reti generaliste italiane.
Una Rai che esalta il successo estivo di Teche teche tè è un broadcaster con un futuro dietro alle spalle. Sono stato un fan di Teche teche tè ma oggi, nell’anno televisivo 2019, vorrei che Rai 1 utilizzasse quello spazio così importante, per lanciare nuove idee televisive e non per esaltare le glorie passate.
Intervista rilasciata da Barbara D’Urso a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine. Le due dichiarazioni che mi “allarmano” e le due “cosette” che mancano nell’intervista
Barbara D’Urso ha rilasciato (oggi, 27/6/2019) a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine, una intervista trionfale di fine stagione tv in cui esalta i risultati dei suoi programmi e si difende dalle critiche di chi la accusa di fare tv del dolore: “La mia tv è esattamente come quella che fa il mio competitor. Se c’è un femminicidio, i miei giornalisti cercano di parlare con la mamma della ragazza che non c’è più. I giornalisti del competitor cercano di fare esattamente la stessa cosa”.
A chi la accusa di fare tv trash risponde: “In inglese “trash”significa “immondizia”. Allora, cos’è trash nei miei programmi? Il fatto che io rida, faccia venire in trasmissione il Ken Umano e la ragazza con la vita più stretta? Allora anche il Guinness World Record è trash. Sono trash perché nei miei talk urlano? In tv si urla dalla mattina alla sera. Lo ripeto, c’è una lunga lista di programmi di successo che vengono etichettati così. Forse il pubblico li sceglie perché ha solo voglia di staccare la spina, ma non per questo deve essere giudicato”. La giornalista Claudia Rossi fa presente a Barbara D’Urso che il successo di ascolti di Live Non è la D’Urso è stato sostanzialmente merito dell’affaire Prati-Caltagirone ma non la pungola sulla più grande sconfitta della stagione tv 2018/2019, ovvero, la chiusura di Domenica Live nella fascia in cui veniva regolarmente battuta dalla Domenica In di Mara Venier. Di questa intervista di Claudia Rossi a Barbara D’Urso mi colpiscono due dichiarazioni allarmanti. La prima riguardo al pubblico che Barbara D’Urso dice di avere: “Fino a qualche tempo fa ero convinta che il mio pubblico fossero le signore che stanno a casa e guardano la tv mentre stirano ma in realtà ho scoperto che mi guardano un sacco di giovani”. E poi, alla domanda “Dove e come si vede tra 15 anni?”, Barbara D’Urso risponde: “Come dove mi vedo? In televisione, naturalmente”. Intanto io ribadisco un concetto: nella stagione 2018/2019 Canale 5 ha dovuto chiudere Domenica Live condotto da Barbara D’Urso nella fascia oraria in cui perdeva contro Domenica In di Mara Venier e, visto che anche di questo nell’intervista non si parla, aggiungo anche gli ascolti deludenti del ritorno della fiction La Dottoressa Giò in prima serata su Canale 5. Per fortuna, nell’era dei social media, certi televip non se la possono cantare e suonare a proprio piacere.
Reazione a catena: due righe sulla conduzione di Marco Liorni
L’intesa vincente di Reazione a catena: Marco Liorni ne fa una versione piatta, senza metterci un po’ di quel peperoncino nell’interazione con i concorrenti che la renderebbe divertente. Una conduzione da elettrocardiopeperoncino piatto. Ripete ai concorrenti “stiamo andando come treni… bisogna andare come treni” ma quello che va lento ed è moscio è lui. Non è che non riesce a fare una battuta è che proprio non ce l’ha nel suo bagaglio di conduttore. Purtroppo non ha nemmeno il lessico da quiz e nemmeno le espressioni da quiz quelle che dicono più di tante parole.
Un conduttore di un quiz fresco, estivo, deve avere lo stesso brio dell’acqua frizzantissima che va tanto con il caldo che fa. La cosa più frizzante di Marco Liorni è il colore dei capelli che io ricordavo più scuro verso il nero e invece mi sembra diventato più chiaro verso il color etrusco.
Un primo pensiero sul possibile ritorno alla conduzione su Rai 1 di Lorella Cuccarini
Uno dei tormentoni che lanciano periodicamente molti addetti ai lavori è quello sulla bravura di Lorella Cuccarini. Ma quant’è brava la Cuccarini? Ma perché non danno 10 programmi da condurre alla Cuccarini? A quanto sembra (rumors) nella prossima stagione tv, Rai 1 sarebbe orientata ad affidarle la co-conduzione di un programma giornaliero pomeridiano. Sembra, pare, dicono che peseranno positivamente su questa possibile scelta, anche le sue dichiarazioni sovraniste. Ma quanto è brava Lorella Cuccarini?
Pippo Baudo e Corrado: una riflessione sulla due giorni di meritata celebrazione
Negli ultimi due giorni, la televisione italiana ha celebrato due suoi miti: Pippo Baudo e Corrado. Il primo, con il programma Buon compleanno Pippo su Rai 1 da lui condotto e con tanti super ospiti. Il secondo, con l’ultima puntata de La Corrida (1997) su Canale 5 quella del suo addio alla tv.
Due serate di inizio estate in cui il pubblico adulto ha ritrovato molte atmosfere del proprio vissuto di telespettatore. Fare confronti tra quei personaggi e quella tv con l’oggi è giusto ma fino ad un certo punto. Ogni espressione mediatica è figlia del proprio tempo. Nel bene e nel male. È significativa però la generale accoglienza positiva che queste due celebrazioni televisive hanno avuto sui social media. Il “sentiment” dei “cattivissimi” social ci ha detto che la qualità dei prodotti e dei personaggi televisivi è ancora un valore per il pubblico. Se è vero che oggi c’è tanta, troppa, brutta tv che fa ascolti è anche vero che la tv che resta nel tempo è solo quella di qualità. La tv trash, la tv che urla, la tv maleducata, la tv senza contenuti, la tv fatta con personaggi senza talento è una tv usa e getta. Produce quello che serve al marketing in quel momento ma a lungo termine finisce nel dimenticatoio. È una tv rancida che non ti resta nel cuore e nei ricordi più belli. Una tv che non avrà mai la dignità e l’onore di essere celebrata in futuro. Nello show del 2019 Pippo Baudo ha indossato lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. Nello show del 1997 Corrado indossava lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. E non è una coincidenza.
La Corrida omaggio a Corrado: il live tweeting di Caro Televip
Buon compleanno Pippo nel live tweeting di Caro Televip
Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Prima di ospitare Pamela Prati come statuina a Chi l’ha visto?
Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Ma a chi dirige una rete Rai basta fare una cosa molto sbagliata, o percepita come tale, per farla ricordare più di 1000 cose buone.
Ad esempio, io non dimenticherò che la Rai 3 di Coletta ha ospitato Pamela Prati in una puntata di Chi l’ha visto? (29/5/19) dedicata in larga parte alle cosiddette “truffe romantiche”, ovvero, la triste realtà di tante persone che vengono contattate on-line da profili falsi con foto rubate ad altri profili, allo scopo di iniziare una relazione sentimentale e finiscono per essere ingannate nei sentimenti e truffate economicamente. Chi l’ha visto? condotto da Federica Sciarelli ha fatto una inchiesta molto seria su questo tema con tante testimonianze di vittime e chissà da quanto ci stava lavorando, visto che una di loro è stata intervistata davanti all’albero di Natale. Ora, c’era proprio bisogno di invitare in studio come comparsa non parlante Pamela Prati? La Sciarelli per giustificare questa presenza ha detto: “Tutti parlano di Pamela Prati ma nessuno parla delle donne invisibili che non fanno parte del mondo dello spettacolo truffate nei loro affetti e nella loro dignità. Criticateci ma dopo aver visto il programma”. Sui social media siamo stati in molti a chiederci: “Dunque Pamela Prati parlerà come vittima di una truffa romantica?” (chi non sapesse in cosa consiste “il caso Prati-Caltagirone” troverà tutto su Google). Pamela Prati non è stata intervistata da Federica Sciarelli. È stata annunciata la sua presenza; è stata inquadrata in studio qualche volta; è stata infine ringraziata dalla conduttrice per la sua presenza. Ad oggi, nessuna sentenza di tribunale ci dice che Pamela Prati sia stata vittima di una truffa romantica. Al momento il suo è solo una caso mediatico. Era indispensabile la sua presenza a Chi l’ha visto?. No, a mio avviso non lo era perché l’inchiesta reggeva bene da sola senza usare Pamela Prati come “statuina”. Federica Sciarelli ha più volte detto che stavano facendo una “provocazione”. A me ha provocato solo un giudizio molto negativo sulla Rai 3 diretta da Stefano Coletta.