A raccontare comincia tu: tanto belle le puntate con i miti Sophia Loren e Riccardo Muti quanto brutte quelle con i televip Fiorello e Maria De Filippi

Cara Raffaella Carrà, ho seguito dall’inizio alla fine le prime 4 puntate di A raccontare comincia tu. Mi sono piaciute molto la seconda e la terza con ospiti Sophia Loren e Riccardo Muti. Non mi sono piaciute per nulla la prima e la quarta con ospiti Fiorello e Maria De Filippi.

Con l’attrice ed il direttore d’orchestra, il programma ha mostrato la sua anima più interessante, ovvero, quella di saper tirare fuori l’anima della persona più che esaltare il personaggio.

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The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.

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Quello di Simona Ventura a The Voice of Italy non sarà un bel ritorno alla conduzione Rai se manterrà l'atteggiamento che ha avuto oggi nella conferenza stampa di presentazione. Un conto è la sicurezza di una professionista che sa di avere nuovamente in mano un programma con buone potenzialità e un conto è mostrarsi piena di certezze su cast, concorrenti e produzione prima di vedere l'effetto che faranno in onda. Perché poi è solo quando va in onda che un prodotto televisivo completa il suo ciclo e può essere giudicato. La cosa che ho trovato più fastidiosa è stata la difesa esagerata della scelta di Elettra Lamborghini come giudice/coach. Ad un giornalista che esprimeva delle perplessità sulla scelta di una artista con all'attivo due canzoni nel suo curriculum, Simona Ventura ha risposto mostrando un fastidiosissimo senso di superiorità con risposte tipo: "beh, avere due canzoni all'attivo non vuol dire nulla… c'è gente che ha costruito carriere su una canzone". Oppure del tipo "è una mia scommessa che difenderò fino alla fine… è una che piace molto ai giovani che la seguono…". E poi ha chiuso con una delle sue frasi fatte, nel suo stile vecchio e trapassato: "Elettra Lamborghini a The Voice ci sta come il limone in mezzo alle cozze". In attesa di vedere se questa Elettra Lamborghini sarà cozza o limone, per il momento sappiamo che Simona Ventura la difenderà fino alla fine perché è lei che l'ha voluta, è lei che l'ha scelta. Per quanto mi riguarda questo è tutto meno che una garanzia. #simonaventura #tvoi #rai2 #elettralamborghini

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Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle condanna Rai 1 all’immobilismo creativo

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle di Milly Carlucci che batte la diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi, condanna Rai 1 alla politica dell’immobilismo, dà forza ai dirigenti schiavi del “chi vince ha sempre ragione”, anche quando si vince con un programma vecchio che non fa crescere la rete in originalità. E allora è giusto che chi scrive di tv dia tutto il risalto che dà a mezzo punto di share in meno o in più. Lo vuole chi fa la tv e non solo per vendere gli spazi pubblicitari ma per bearsi di vittorie tanto effimere quanto immeritate. Ripetere per decenni sempre gli stessi programmi televisivi solo perché “vincono” le serate con numeri che un tempo sarebbero stati considerati disastrosi è il segno dei tempi, non solo televisivi, purtroppo. Ottenere il massimo del minimo con il minimo. E la Rai Radio Televisione Italiana non dovrebbe mai fare, dare e ottenere il minimo.

Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato.

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato. Suor talent show Cristina torna in tv come concorrente di Ballando con le stelle dopo aver vinto la seconda edizione di The Voice of Italy nel 2014. Inutile dire che "l'effetto novità" è inesistente e dallo schermo viene fuori solo una consumata donna di spettacolo. Il suo essere suora non la mette al riparo da tutti i vezzi ed i vizi delle persone che fanno spettacolo, a cominciare dall'ostentazione di essere consapevole dei meccanismi dello showbiz e di cavalcarli quando l'onda è favorevole senza risparmiarsi. Suor talent show Cristina non perde occasione per ricordare al pubblico quanto sia grata al Signore per il dono che le ha fatto nell'essere dotata di una bravura artistica che l'ha portata in televisione. Non perde occasione di ricordare al pubblico che lei è lì perché quando il Signore chiama e indica una strada non si può dirgli di no. Sulla pista di Ballando con le stelle, suor talent show Cristina si esibisce con entusiasmo, dinamismo, gioia e capacità. Il problema è che quando le danno il microfono per parlare, sembra non riuscire a trattenere una fastidiosissima ed accentuata presunzione. Lancia messaggi alle donne, dà consigli, spiega la vita in una frase. Il suo sorriso evangelico, una delle caratteristiche che ne hanno decretato il successo, viene smorzato dal suo verbo indottrinante. Se è vero che l'essere suora è anche e soprattutto un donarsi al prossimo, è anche vero che se il prossimo lo sommergi con la tua personalità debordante, quello prima o poi fugge perché di persone con questo grave difetto è piena la giornata di tutti noi. E non è che se lo fai dallo show televisivo del sabato sera di Rai 1 sembri più simpatica. Anzi. #suorcristina #sistercristina #ballandoconlestelle #rai1

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Il live tweeting della prima puntata

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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Barbara Alberti sull’aborto ad Accordi & Disaccordi su Nove

“Le donne hanno in abominio l’aborto più della Chiesa”, Barbara Alberti ha fatto un grande pezzo ad Accordi e disaccordi su Nove.
La Alberti ha una intelligenza, una cultura ed una capacità comunicativa e di scrittura straordinarie. Così, in “assolo” è strepitosa. La apprezzo meno nei talk dove tutte le sue grandissime qualità ogni tanto si perdono per l’incapacità dei conduttori di valorizzarla e anche per colpa sua che in certi casi diventa tranchant nel modo sbagliato. Ma è una grande, a me piace molto.

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Pier Silvio Berlusconi “In Italia c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo”. Chissà chi è il colpevole.

Pier Silvio Berlusconi è soddisfatto del bilancio positivo 2018 di Mediaset.

L’amministratore delegato e vice presidente Mediaset si compiace di parlarsi addosso davanti alla telecamera del suo Tg5 e a me fa tanto ridere soprattutto quando, a sostegno dei risultati ottenuti, dice:

“Per quanto riguarda il settore dei media c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo e in più c’è una concorrenza fatta da questi giganti del web che portano via fette di pubblicità, che è la nostra vita, senza creare occupazione e senza pagare le tasse. Detto questo noi siamo ottimisti, fa parte del nostro DNA. come l’anno passato abbiamo lavorato in maniera intensa, siamo pronti a nuovi investimenti e io spero che, una azienda italiana leader nell’industria dei contenuti, possa a breve fare anche dei nuovi passi verso altri paesi. Mediaset è già leader della televisione in Italia e in Spagna ora è un progetto, ma a breve speriamo diventerà qualcosa di più concreto, vorremmo crescere a livello internazionale” (Tg5, edizione delle 20 del 13/3/2019).

Non mi stupisco più del fatto che l’amministratore delegato e vice presidente di Mediaset ripeta da anni sempre le stesse frasette. Ma devo ringraziarlo perché un suo grande classico, ovvero, la affermazione che in Italia ci sono più canali televisivi che in tutto il resto del mondo (“concorrenza persino esagerata”, dice), per me è un capolavoro comico. Hai ragione Pier Silvio! E’ stata quella Legge Gasparri fatta dal governo Berlusconi a metterti in questa condizione e per anni tuo padre si è vantato di aver aumentato l’offerta radiotelevisiva in Italia! Legge Gasparri che ha dato la possibilità a Mediaset di avere, tutti, i tanti canali che ha e che contribuiscono a fare dell’Italia il paese con più canali televisivi al mondo. Ma che dico ridere, Pier Silvio Berlusconi mi fa scompisciare dalle risate.

Audizione in commissione di Vigilanza del direttore pensionato di Rai 2 Carlo Freccero: una domanda al CdA Rai

Cari membri del CdA Rai, delle 2 ore e mezza di audizione in Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai del Direttore pensionato di Rai 2 Carlo Freccero, mi ha colpito soprattutto la conferma da parte dello stesso che il suo mandato avrà termine il 28 novembre 2019. Al netto del bla bla bla che ha proferito per dirci quanto è meraviglioso il lavoro che sta facendo in vista della prossima stagione tv 2019/2020 che inizierà di fatto a settembre 2019, da abbonato prima che da blogger tv mi chiedo e vi chiedo: che senso ha far programmare una intera stagione tv ad un direttore che lascerà il suo incarico quando quella stagione sarà nel vivo e il nuovo direttore si troverà a doverla gestire senza averla programmata in prima persona?

A Tv Talk di Rai 3, su 15 analisti ci sono solo 4 donne. Se fossi un analista tv sarebbe un argomento che approfondirei. Anche se fossi un direttore di rete.

Caro direttore di Rai 3 Stefano Coletta, sono da sempre molto critico nei confronti di Tv Talk (sul mio blog ha una pagina dedicata) perché credo che, l’unico programma in onda sulla tv italiana che ha come obiettivo quello di analizzare e criticare la programmazione televisiva, debba per definizione essere criticato più dei programmi di cui si occupa.

Sabato scorso sono tornato a vedere una puntata per intero dopo un paio di anni dall’ultima volta e devo dire che l’idea che mi sono fatto è che è completamente inutile criticare Tv Talk finché Massimo Bernardini ne sarà il dominus indiscusso.

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Ora o mai più di Rai 1: anche quest’anno ha vinto il mai più

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Ora o mai più: leggo che ha vinto Paolo Vallesi: quindi anche quest'anno ha vinto il "mai più", ovvero, la seconda parte del titolo di un programma utile solo a lanciare Amadeus verso il Festival di Sanremo. Il livello degli show di prima serata di Rai 1 è da anni così appiattito verso la mediocrità che ormai il pubblico considera eccellenti dei piccoli show come Ora o mai più e questo è uno dei problemi della televisione italiana. Il livello dei conduttori di prima serata è da anni così appiattito verso la normalità che ormai il pubblico considera eccellente un conduttore come Amadeus e questo è uno dei problemi della televisione italiana e di Rai 1 in particolare. #amadeus #oraomaipiu #rai1

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