Eurovision Song Contest 2019: la prima semifinale vista da Caro Televip.

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Eurovision Song Contest 2019 la prima semifinale vista da Caro Televip. Cipro ci dà sempre grandi soddisfazioni. Voto: 2. Montenegro: sto coro de voci bianche vestite de bianco me lo cacci via subito. Voto: 1. Finlandia. Voto 10 per la pianola Bontempi. Voto: 1 per canzone ed esibizione. Chiamate l'esorcista per il gruppo polacco del momento! Esibizione total Eurovision Voto: 8. Slovenia: avranno meno di 40 anni in due ma ancora sono in cerca di una botta di vita. E credo che non la troveranno mai. Na tristezza. Voto: 0. Repubblica Ceca. La canzone non è bona manco come suoneria der cellulare. Voto: 1. Alla regia di #eurovision invece voto 10: ha reso guardabile sto trio monnezza con effetti anni 80. Sto Pappaiozzi ungherese canta col vibrato come Mamhood. Inquietanti le capocce dietro. Voto: 0. La bielorussa è talmente vintage con gli stivali sopra al ginocchio e la canzoncina pop con il suo "tarataqualchecosa" che mi ha conquistato. Voto: 9. Serbia. Inascoltabile fino a che non ha fatto la schitarrata senza chitarra. A quel punto è diventata pure inguardabile. Voto: 0. Ma questo bambino belga vestito da Avengers non dovrebbe partecipare all' edizione Junior? Voto: squalificato. Georgia. "Varadararare". No. Va 'ndo devi anna'. Voto: 0. L'australiana è una bamboletta voodoo che non ce l'ha fatta. Voto: 2. Islanda. Il punk sadomaso islandese nemmeno nei peggiori club privè di Caracas. Voto: squalificati. Estonia: miglior giramento delle telecamere (e non solo di quelle) della serata. Voto: 2. No ragazzi, "la scuragia" del portoghese ha già vinto tutto che poi il mix Star Trek-Fado è davvero sconcertante. Voto: 7. La Grecia quest'anno ha plagiato (malissimo) talmente tante canzoni che se je fanno causa stavolta fallisce definitivamente. Voto: 0. La canzone, la voce, il balletto e il coretto di San Marino sono talmente brutti che ci vorrebbe una puntata di Report per capire perché li hanno ammessi. Voto: 0. Incredibile ma vero: il commento di Federico Russo e Ema Stokholma non mi sta irritando. Voto: 7. San Marino in finale e l'Italia tutta da Bolzano a Lampedusa pronta a dargli lo 0 che in questi anni si sono guadagnati per i voti che ci hanno dato #eurovision

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Luca Rosini, il conduttore che usa il gobbo anche per i saluti di chiusura del programma

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Luca Rosini co-conduttore con Ingrid Muccitelli di Uno Mattina in Famiglia nel weekend di Rai1 è una delle novità della stagione tv che va concludendosi. È un conduttore che non bucherebbe lo schermo nemmeno se si presentasse nudo davanti alle telecamere. Il co-conduttore perfetto per mettere un po' in evidenza Ingrid Muccitelli che fino ad oggi ha sempre avuto al proprio fianco conduttori che si mettevano in evidenza, uno su tutti Tiberio Timperi. Nel mondo dei giovani conduttori, Luca Rosini si distingue per la dipendenza dal gobbo in ogni momento della conduzione, anche per i saluti di chiusura del programma. Ecco, se sulla capacità di bucare lo schermo non può fare nulla, nell'imparare il copione Luca Rosini dovrebbe applicarsi un po' di più e tentare la difficile via della personalizzazione della conduzione non rinunciando completamente all'aiuto del gobbo con i testi guida ma cercando di farli propri e, quando possibile, di lanciarsi in un minimo di improvvisazione. Chi conduce un programma in diretta ha questo grande privilegio: può, se ne è capace, tirare fuori momenti di conduzione che sembra fatta lì per lì. Ho l'impressione però che per Luca Rosini sia una impresa impossibile. #lucarosini #unomattinainfamiglia #rai1 #ingridmuccitelli

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Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

Maria De Filippi: “I social non determinano il risultato di una trasmissione televisiva”. Un pensiero per chi lavora per promuovere i suoi programmi sui social.

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Cara Maria De Filippi, durante "A raccontare comincia tu" del 25/4/2019 su Rai 3, Raffaella Carrà ti ha chiesto: "Perché i social sono così importanti nelle varie trasmissioni televisive? Perché è un contatto diretto con il pubblico?". Tu hai risposto: "Guarda, io i social li leggo ma non penso che i social determinano il risultato di una trasmissione televisiva. Per me no. Poi molti lo pensano". Cara Maria De Filippi, concordo. Secondo me, televip, emittenti televisive, produzioni tv, uffici stampa, uffici marketing, uffici comunicazione e addetti ai lavori, esagerano nel dare importanza alle opinioni espresse sui social media. Esagerano tutti quelli che fanno parte direttamente o indirettamente degli entourage dei televip a monitorare i social in modo così sistematico e a sprecare tutte quelle energie fisiche e mentali per esaltare sui social il proprio lavoro, rispondere alle critiche, retwittare e mettere i cuoricini ai commenti positivi. È una esagerazione stare lì a vedere se sì è nei trending topics e con quante menzioni ed interazioni anche in riferimento alla concorrenza. Cara Maria De Filippi, il mio pensiero in questo momento va a tutti i professionisti della tua Witty Tv che sui social si dannano l'anima per promuovere le vostre produzioni sul web e sui social media e che da oggi sanno che per la loro capa "i social non determinano il risultato di una trasmissione". Dopo questa affermazione secondo me non gli conviene nemmeno metterlo nel curriculum che hanno lavorato per promuovere sui social media i programmi di Maria De Filippi. #araccontarecominciatu #mariadefilippi #raffaellacarra #socialtv #socialmedia

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The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.

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Quello di Simona Ventura a The Voice of Italy non sarà un bel ritorno alla conduzione Rai se manterrà l'atteggiamento che ha avuto oggi nella conferenza stampa di presentazione. Un conto è la sicurezza di una professionista che sa di avere nuovamente in mano un programma con buone potenzialità e un conto è mostrarsi piena di certezze su cast, concorrenti e produzione prima di vedere l'effetto che faranno in onda. Perché poi è solo quando va in onda che un prodotto televisivo completa il suo ciclo e può essere giudicato. La cosa che ho trovato più fastidiosa è stata la difesa esagerata della scelta di Elettra Lamborghini come giudice/coach. Ad un giornalista che esprimeva delle perplessità sulla scelta di una artista con all'attivo due canzoni nel suo curriculum, Simona Ventura ha risposto mostrando un fastidiosissimo senso di superiorità con risposte tipo: "beh, avere due canzoni all'attivo non vuol dire nulla… c'è gente che ha costruito carriere su una canzone". Oppure del tipo "è una mia scommessa che difenderò fino alla fine… è una che piace molto ai giovani che la seguono…". E poi ha chiuso con una delle sue frasi fatte, nel suo stile vecchio e trapassato: "Elettra Lamborghini a The Voice ci sta come il limone in mezzo alle cozze". In attesa di vedere se questa Elettra Lamborghini sarà cozza o limone, per il momento sappiamo che Simona Ventura la difenderà fino alla fine perché è lei che l'ha voluta, è lei che l'ha scelta. Per quanto mi riguarda questo è tutto meno che una garanzia. #simonaventura #tvoi #rai2 #elettralamborghini

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato.

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato. Suor talent show Cristina torna in tv come concorrente di Ballando con le stelle dopo aver vinto la seconda edizione di The Voice of Italy nel 2014. Inutile dire che "l'effetto novità" è inesistente e dallo schermo viene fuori solo una consumata donna di spettacolo. Il suo essere suora non la mette al riparo da tutti i vezzi ed i vizi delle persone che fanno spettacolo, a cominciare dall'ostentazione di essere consapevole dei meccanismi dello showbiz e di cavalcarli quando l'onda è favorevole senza risparmiarsi. Suor talent show Cristina non perde occasione per ricordare al pubblico quanto sia grata al Signore per il dono che le ha fatto nell'essere dotata di una bravura artistica che l'ha portata in televisione. Non perde occasione di ricordare al pubblico che lei è lì perché quando il Signore chiama e indica una strada non si può dirgli di no. Sulla pista di Ballando con le stelle, suor talent show Cristina si esibisce con entusiasmo, dinamismo, gioia e capacità. Il problema è che quando le danno il microfono per parlare, sembra non riuscire a trattenere una fastidiosissima ed accentuata presunzione. Lancia messaggi alle donne, dà consigli, spiega la vita in una frase. Il suo sorriso evangelico, una delle caratteristiche che ne hanno decretato il successo, viene smorzato dal suo verbo indottrinante. Se è vero che l'essere suora è anche e soprattutto un donarsi al prossimo, è anche vero che se il prossimo lo sommergi con la tua personalità debordante, quello prima o poi fugge perché di persone con questo grave difetto è piena la giornata di tutti noi. E non è che se lo fai dallo show televisivo del sabato sera di Rai 1 sembri più simpatica. Anzi. #suorcristina #sistercristina #ballandoconlestelle #rai1

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Il live tweeting della prima puntata

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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Ora o mai più di Rai 1: anche quest’anno ha vinto il mai più

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Ora o mai più: leggo che ha vinto Paolo Vallesi: quindi anche quest'anno ha vinto il "mai più", ovvero, la seconda parte del titolo di un programma utile solo a lanciare Amadeus verso il Festival di Sanremo. Il livello degli show di prima serata di Rai 1 è da anni così appiattito verso la mediocrità che ormai il pubblico considera eccellenti dei piccoli show come Ora o mai più e questo è uno dei problemi della televisione italiana. Il livello dei conduttori di prima serata è da anni così appiattito verso la normalità che ormai il pubblico considera eccellente un conduttore come Amadeus e questo è uno dei problemi della televisione italiana e di Rai 1 in particolare. #amadeus #oraomaipiu #rai1

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Mara Venier e quei “bravi ragazzi” Mamhood e Stefano De Martino

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Cara Mara Venier, oggi nella prima parte di Domenica In hai ospitato il cantante vincitore di Sanremo 2019 Mamhood e, il ballerino prossimamente conduttore di Made in Sud su Rai 2, Stefano De Martino. "Due bravi ragazzi", così li hai definiti con una certa enfasi. Ora, che esistano al mondo e nel mondo dello spettacolo dei "bravi ragazzi", non dovrebbe essere una cosa da sottolineare; dovrebbe essere la normalità. Poi però ho capito perché era così importante definirli "bravi ragazzi": il tuo incontro con loro era orientato a raccontare principalmente il loro vissuto familiare piuttosto che la loro carriera artistica. Così mi sono ritrovato di fronte a te che con Mamhood prendevi la strada che finora hanno preso tutti gli intervistatori, ovvero il suo essere figlio di un padre egiziano che se n'è andato quando aveva 5 anni e lo splendido rapporto che ha con la madre sarda. Francamente mi sono detto: "Intervista inutile, tutto già sentito". Eppure qualche secondo dopo l'avrei rivalutata perché sei riuscita a fare di peggio con l'altro "bravo ragazzo" Stefano De Martino. In questo caso il gossip ha prevalso perché De Martino non ha vinto Sanremo però è di stretta attualità il presunto ritorno di fiamma con l'ex (?) moglie Belen Rodriguez. Per dimostrare quanto è stato divertente questo spazio di Domenica In basta dire che quando hai mandato una clip "esclusiva" in cui il tuo amico Alfonso Signorini ci ha spiegato come stanno le cose, lo stesso Stefano De Martino ha detto "tutti dovrebbero avere un Alfonso Signorini che gli spiega la vita". E quando hai chiesto, per ben 2 volte, alla regia di trasmettere il filmato pubblicato da un sito in cui si vedono De Martino e Belen che si scambiano abbracci e tenere effusioni all'aeroporto, ho deciso che per me la puntata di Domenica In finiva lì. Hai detto di aver invitato molte volte anche Belen ma, da quello che ho capito, ci sono problemi con il suo contratto in esclusiva con Mediaset. Per fortuna. Ps. Mi informano che Belen non ha un contratto in esclusiva con Mediaset. Spero comunque di non vederla a Domenica In. #domenicain #rai1 #maravenier #belenrodriguez #stefanodemartino #mamhood

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Italia’s got talent: vista la poca varietà della programmazione delle reti generaliste negli ultimi anni, se tornasse anche nel 2020 non sarebbe uno scandalo… ma…

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Italia's Got Talent venerdì prossimo chiuderà la fase delle audition. Sette puntate di audition sono troppe per tenere alta la qualità, l'interesse e per sostenere il confronto con i competitor  che hanno programmi in diretta oppure registrati a pochi giorni dalla messa in onda, non un anno prima. E poi c'è il grande limite della ripetitività dei generi delle esibizioni. Nonostante quello che dicono spesso i giudici "è una cosa che non si era mai vista a Got Talent", la minestra, spesso il brodino, è sempre quella, mischiata, ribollita, a volte insipida. Rispetto ai talent musicali e culinari, che pure hanno stancato per la loro ripetitività, da Italia's Got Talent mi aspetto di essere stupito ma accade sempre più raramente e per me il venerdì su TV8 non è più un appuntamento imperdibile. Tutte le volte che nelle prime 6 puntate della stagione 2019 ho dato uno sguardo al programma, ho visto sempre le stesse esibizioni, lo stesso palco, la stessa regia, la stessa scrittura, gli stessi giudizi dei giudici con annessi gli stessi siparietti di sempre anche se con nuovi giudici, le stesse faccette e commenti dietro le quinte della conduttrice. Insomma niente che avrebbe potuto inchiodarmi a vedere il programma. Gli ascolti, con una media del 6.1%, rispetto alla media di TV8 e visto l'affollamento televisivo del venerdì sera, sono buoni ma non eccellenti. Si tratta di un grande show con un impegno produttivo molto costoso ed impegnativo. Se a mamma Sky i conti torneranno, il prossimo anno Italia's Got Talent tornerà per la quinta volta oltre che su SkyUno anche sul digitale terrestre in chiaro su TV8 (la prima volta sulle reti del gruppo andò in onda anche su Cielo TV la settimana dopo la trasmissione su SkyUno). Vista la poca varietà della programmazione delle reti generaliste negli ultimi anni, non sarebbe uno scandalo. Ma per me non esisterà come non è esistito quest'anno. Un format stereotipato che come blogger tv non considero più degno di attenzione e che da telespettatore considero come l'ennesimo ottimo motivo per rinnovare l'abbonamento a Netflix. #igt #tv8it

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