Le 10 cose che non mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Anche in una edizione molto ben riuscita come questa è impossibile farsi piacere tutto. Ecco la classifica delle 10 cose che non mi sono piaciute.

1 – Checco Zalone: sto ancora aspettando che mi faccia ridere

2 – Fiorello: ripetitivo e datato

3 – Laura Pausini: autoreferenziale fino allo sfinimento

4 – Aver assecondato il fenomeno fantasanremo alimentato da molti cantanti e diventato incontrollabile a suon di Papalina e Zia Mara

5 – Amadeus che finisce il giro in platea salutando Paola Perego: la moglie del suo potentissimo agente

6 – Ornella Muti: meno che ornamentale

7 – Ema Stokholma di Rai Radio 2: ogni volta che ha parlato

8 – La scaletta ed il ritmo della seconda serata

9 – Prima Festival: inutile ed insignificante

10 – Fuori Festival: il programma “molto poco originale” di Rai Play

Sanremo 2022: perfetta la terza serata. Si conferma una edizione di successo con ascolti altissimi anche ieri: 54% di share e oltre 9 milioni di telespettatori.

Il Festival di Sanremo è così: ti può deludere una sera e può darti piena soddisfazione il giorno dopo. Ieri la terza serata con tutti i 25 cantanti in gara che si sono esibiti è stata praticamente perfetta. Amadeus si sta guadagnando sul campo il quarto mandato sanremese e non solo per gli ascolti eccezionali.

A leggere i retroscena del Festival si ha la conferma che come direttore artistico è decisivo per il buon risultato dello show. Ho letto, ad esempio, che sarebbe stato lui a “costruire” la coppia Ditonellapiaga e Rettore che originariamente si sarebbero proposte come concorrenti singole. Le loro prime due esibizioni sono state tra le più coinvolgenti e significative del Festival.

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Sanremo 2022: non buona la seconda. Problemi di scaletta, ritmo lentissimo e il comico Checco Zalone da pianto. Ascolti straordinari: 55.8% di share e oltre 11 milioni di telespettatori.

Il Festival di Sanremo dura 5 prime serate in diretta ed è difficilissimo mantenere un livello altissimo tutte le sere come ha dimostrato la seconda di ieri. Meno spazio in avvio alla gara, più spazio, troppo, alla co-conduttrice Lorena Cesarini e agli interventi deludenti del comico Checco Zalone.

L’attrice Lorena Cesarini, emozionatissima per essere stata chiamata da Amadeus, ha puntato tutto sulle manifestazioni di razzismo che ha ricevuto sui social media dopo essere stata ingaggiata per il Festival. Giusto e doveroso denunciare il razzismo subito e dare una risposta nello show più seguito d’Italia anche in difesa di chi lo subisce e non ha voce, ma dal punto di vista televisivo il suo lunghissimo monologo con la lettura di brani da “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun ha fatto capire subito che il ritmo non sarebbe stato il pregio della serata. Io comunque le girerei il compenso che è stato dato ad Ornella Muti.

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Sanremo 2022: buona la prima con un significativo calando in scaletta nella seconda parte. Ascolti record: 54.7% di share e quasi 11 milioni di telespettatori.

La prima serata del Festival di Sanremo 2022 è stata di ottimo livello, decisamente bene la prima parte, in calando la seconda. Amadeus, al suo terzo Festival e con l’entusiasmo di chi rivede il pubblico in sala dopo il deserto dello scorso anno a causa del Covid-19, è in uno stato di grazia paragonabile al Pippo Baudo dei tempi d’oro.

La scaletta delle prime due ore è volata via e lo show è stato godibile. Le canzoni ad un primo ascolto lasciano una buona impressione. Su tutti spicca l’energia di un Gianni Morandi più eterno ragazzo che mai che con il brano di Jovanotti punta già al podio. È presto per tentare un pronostico. Personalmente non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuta la canzone di Achille Lauro (Domenica), chissà forse per merito del taglio gospel che gli dà il contributo dell’Harleem Gospel Choir di New York.

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Se Checco Zalone commentasse la elezione del Presidente della Repubblica nel suo spazio comico al Festival di Sanremo

Tra poco più di una settimana l’Italia sarà tutta un “perché Sanremo è Sanremo”. Forse avremo un nuovo Presidente della Repubblica da abbinare a questa edizione e alle pagine di storia del Paese. Il massimo per il neo Presidente e per il Festival sarebbe che l’elezione e la proclamazione avvenissero durante una delle serate dello show più visto della televisione italiana, “costringendo” Rai 1 ad interrompere il Festival per dare spazio all’aula di Monte Citorio in un mix dirompente tra sacro-laico e profano-nazional popolare.

“Non succede ma se succede”, perfino la pandemia sarebbe messa per una sera in un angolo. Nel caso in cui il 1 febbraio invece dovesse essere stato eletto un nuovo Presidente della Repubblica, il Festival non potrà non fargli gli auguri per bocca del conduttore e direttore artistico Amadeus e, chissà, che qualche cantante non si lasci sfuggire un “Forza Presidente!” al termine della sua esibizione.

Di certo, ci toccherà la citazione presidenziale nel monologo del super ospite comico Checco Zalone e questo ci porterà alla triste realtà di una italietta che considera Checco Zalone un super ospite e che gli dà il palcoscenico più importante d’Italia in uno dei momenti più importanti della storia d’Italia.

Chi ha pensato a Checco Zalone come super ospite comico, in concomitanza con l’elezione del Presidente della Repubblica, ha fatto una scelta ponderata che testimonia il livello culturale ed artistico del Paese.

Se Checco Zalone oggi è considerato il massimo esponente della comicità italiana al punto che la prima rete di Stato gli affida uno spazio nel principale show dell’anno e se lui dal palco di Sanremo commenterà
l’elezione del Presidente della Repubblica, vorrà dire che l’Italia dal livello-Zalone può solo risalire.

Brava Rai! Questo si che è un bel messaggio di speranza per il futuro.

L’ “appuntamento” di Alberto Matano: l’autogol di un conduttore piccolo piccolo

Caro Alberto Matano, due giorni fa hai manifestato la tua contrarietà al modo in cui la concorrenza ti ha letteralmente soffiato in diretta un ospite che la tua inviata stava intervistando. Sia La vita in diretta che Pomeriggio Cinque News in questi giorni si stanno occupando dello stesso caso di cronaca nera, come peraltro avviene spessissimo da anni. Il ritrovamento del cadavere di una donna vi ha portato immediatamente ad intervistare il marito.

È anche così che Rai 1 e Canale 5 riempiono i pomeriggi degli italiani: facendo ore e ore di trasmissione sui morti ammazzati. Non è di certo una novità. La corsa all’esclusiva delle testimonianze dei protagonisti finisce sempre con l’essere una co-esclusiva perché il giorno dopo la concorrenza porta a casa una nuova testimonianza della stessa persona. È un giochetto che normalmente si svolge dietro le quinte delle vostre dirette ma se succede che in diretta si sente forte la voce dell’inviata del programma concorrente mentre l’inviata del tuo programma sta intervistando una persona che un minuto dopo sarà prelevata dalla concorrenza, beh certo ad un conduttore possono girare le scatole.

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Tra un mese inizierà il terzo Festival di Sanremo di Amadeus: evitate la retorica del “Festival della rinascita” per cortesia

Caro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2022 Amadeus, la buona notizia è che quest’anno non ci saranno polemiche sulla presenza del pubblico al Teatro Ariston. La normativa attuale in natura di prevenzione dal Covid-19 prevede il pubblico nei teatri secondo una serie di rigorose misure che dovrete rispettare ma non avrai la platea vuota davanti a te come è accaduto lo scorso anno.

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Nell’autunno del 2021 Rai 1 ha trasmesso ancora Ballando con le stelle

Su Rai 1 si è conclusa l’ennesima, inutile, edizione di Ballando con le stelle. L’inutilità di questo programma sta essenzialmente in due aspetti negativi. Il primo è la cronica mancanza di innovazione che fossilizza il sabato sera della prima rete televisiva italiana nella importante stagione autunnale.

Il secondo aspetto negativo è che non alimenta l’archivio delle Teche Rai con contributi artistici di alta qualità come merita la storia della televisione pubblica. Il programma con la conduzione imbalsamata di Milly Carlucci esce nel peggiore dei modi dal confronto con Canale 5. Per 7 puntate è stato umiliato negli ascolti da Tu sì que vales e nelle ultime tre puntate è stato surclassato dal confronto con la altissima qualità di Uà lo show di varietà di Claudio Baglioni. La Rai dovrebbe essere un punto di riferimento nella produzione di show innovativi, di alta qualità e al passo con i tempi. Invece è ferma ad un format del 2005.

The voice senior: 4 tweet di Caro Televip

Da Grande di Alessandro Cattelan su Rai 1: ascolti e critica lo hanno bocciato. La lezione che il conduttore probabilmente ancora non ha imparato.

Caro Alessandro Cattelan, nel primo promo di Da Grande, ispirandoti alla sigla di Mr. Bean, atterravi su Rai 1 spiaccicandoti violentemente al suolo per poi rialzarti con difficoltà e con dolori sparsi da tutte le parti, andando via claudicante e lamentandoti per il dolore. Quel promo è la prova evidente che ben sapevi a cosa andavi incontro con il tuo esordio in prima serata su Rai 1.

Gli ascolti delle due puntate sono stati disastrosi: il 19 settembre hai totalizzato il 12.67% di share (2.376.000 telespettatori) e il 26 settembre hai persino peggiorato, facendo il 12% (2.196.000 telespettatori).