Da Grande di Alessandro Cattelan su Rai 1: ascolti e critica lo hanno bocciato. La lezione che il conduttore probabilmente ancora non ha imparato.

Dopo la seconda puntata suona come una beffa l’aver fatto cenno alla concomitanza della prima puntata con la finale europea di pallavolo maschile vinta dall’Italia che avrebbe tolto chissà quanti telespettatori al programma. Caro Alessandro Cattelan, Da Grande aveva tanti limiti e sono emersi tutti. Gli eccessi di personalizzazione riferiti al tuo debutto in Rai, la scrittura incerta e poco efficace che ha avuto nei tuoi monologhi il picco verso il basso. La vagonata di ospiti con cui non sei riuscito a creare momenti di tv indimenticabili. Personalmente salvo solo i due spazi al tavolo con Luca Argentero e Serena Rossi. Due lampi in quasi 6 ore di show. Già, lo show. Tutto ciò che nel programma di SkyUno E poi c’è Cattelan sembrava un’idea centrata, in Da Grande è sembrato un estenuante già visto, solo più lungo e noioso. I giochini in cui hai cercato di coinvolgere ospiti come Marco Mengoni, Luca Argentero e Raoul Bova sono stati divertenti come una multa trovata sotto il tergicristallo dell’auto. Le incursioni nello studio vuoto di È sempre mezzogiorno di Antonella Clerici hanno mostrato la carenza strutturale di idee del programma. La quasi mezz’ora di storia delle boy band con Il Volo ha ammazzato la prima parte della prima puntata e l’idea che mi sono fatto è che abbia indirizzato verso il cambio di canale molti telespettatori che non sono mai più tornati. Caro Alessandro Cattelan, se è vero che la tua è stata una conduzione ipercinetica che si è auto-alimentata cantando, ballando, recitando nei mini sketch, monologando, intervistando e giocando è anche vero che non è bastata a dare una continuità di ritmo e di brillantezza a tutti i blocchi del programma. L’unica nota positiva di Da Grande è che ti ha fatto rompere il ghiaccio con la difficilissima realtà di Rai 1 e che se, come credo e ritengo giusto, ti verranno date altre occasioni non dovrai ripartire da sottozero. Riguardo a Rai 1, se Da Grande è davvero il primo passo per intraprendere lo svecchiamento della rete, allora un piccolo ma significativo obiettivo si può dire che è stato raggiunto. Caro Alessandro Cattelan, sono tra quelli che ti ha criticato dopo aver visto le due puntate e che ti ha criticato perché sei scappato dalla sfida del sabato sera. Ma sono anche tra quelli che al momento dell’annuncio del tuo “atterraggio” su Rai 1, ha nutrito la sincera speranza di vedere qualcosa di nuovo, interessante, divertente e coinvolgente. In tal senso tu e Da Grande mi avete molto deluso. Così come mi ha molto deluso il modo in cui hai chiuso questa esperienza concedandoti dal pubblico con il monologo sulle critiche che hai ricevuto: “Le pernacchie sono aria”. Un finale decisamente poco allegro, al limite del “rosicamento” e lontano dal tuo inno alla spensieratezza e dallo spirito del programma. Caro Alessandro Cattelan, le critiche aiutano a crescere è così che si diventa grandi. Una lezione che come conduttore di Da Grande dovresti imparare.

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