L’ “appuntamento” di Alberto Matano: l’autogol di un conduttore piccolo piccolo

Caro Alberto Matano, due giorni fa hai manifestato la tua contrarietà al modo in cui la concorrenza ti ha letteralmente soffiato in diretta un ospite che la tua inviata stava intervistando. Sia La vita in diretta che Pomeriggio Cinque News in questi giorni si stanno occupando dello stesso caso di cronaca nera, come peraltro avviene spessissimo da anni. Il ritrovamento del cadavere di una donna vi ha portato immediatamente ad intervistare il marito.

È anche così che Rai 1 e Canale 5 riempiono i pomeriggi degli italiani: facendo ore e ore di trasmissione sui morti ammazzati. Non è di certo una novità. La corsa all’esclusiva delle testimonianze dei protagonisti finisce sempre con l’essere una co-esclusiva perché il giorno dopo la concorrenza porta a casa una nuova testimonianza della stessa persona. È un giochetto che normalmente si svolge dietro le quinte delle vostre dirette ma se succede che in diretta si sente forte la voce dell’inviata del programma concorrente mentre l’inviata del tuo programma sta intervistando una persona che un minuto dopo sarà prelevata dalla concorrenza, beh certo ad un conduttore possono girare le scatole.

Soprattutto, il conduttore che si è visto scippare l’ospite deve al proprio pubblico una spiegazione e nel caso specifico la tua è stata: “Con lui avevamo un appuntamento”. La cosa divertente è che l’intervistato dice alla tua intervistatrice “Parlerò con tutte e due”, in pratica avvisandovi che stava per rispondere anche alla concorrenza.

Caro Alberto Matano, le dinamiche di una diretta del genere, in cui, consentimi la metafora, due cani si contendono lo stesso osso, dovrebbe essere ben chiara ad un giornalista professionista. Se due inviate sono sullo stesso posto, in diretta contemporaneamente ed hanno a portata di microfono un protagonista importante di un fatto di cronaca caldo caldo, ci può stare che basti un attimo di pausa di una inviata per far entrare in azione l’altra. Non è che si può invocare il fairplay giornalistico in certi casi. Bisogna essere bravi a non farsi scippare l’ospite, come ben sanno tutti quelli che fanno giornalismo sul campo. In quel momento c’era una sfida tra due inviate e non è “un appuntamento” (in strada, suolo pubblico) a garantirti che l’ospite non possa essere “distratto” da un altro microfono.

Caro Alberto Matano, rivolgendoti ai tuoi telespettatori hai detto che “Questi momenti non mi appartengono. Quello che è successo non è nel mio stile”. Ed è qui che per me “casca l’asino”, caro Matano. Il tuo “stile” lo vedo tutti i giorni applicato alla cronaca nera come al gossip e all’attualità ed è praticamente lo stesso della concorrenza.

La tua giustificazione in diretta è solo la dimostrazione che un conduttore che crede di essere la star dei pomeriggi tv si è sentito ferito nell’orgoglio ed ha provato a fare la parte del buono, bello, bravo e giusto con il proprio pubblico.

Caro Alberto Matano, di brutte pagine televisive La vita in diretta ce ne offre ogni giorno. È questa l’unica conferma che, “il caso dell’ospite di Trieste scippato in diretta”, ci dà. La Rai 1 de La vita in diretta da te condotta è brutta tv come quella del programma diretto concorrente.

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