Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, ovvero, Rai 5 che insegue Rai2 che insegue Real Time. Non si fa.

Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, ho tolto il “Mi Piace” dalla pagina Facebook di Rai 5. E’ già da un po’ che la tua rete non è più nella mia personalissima Top 5 delle reti Rai ma la messa in onda del programma Lezioni di Bon Ton ha dato il colpo di grazia al mio ultimo dubbio: Rai 5 sta andando verso un modello produttivo che si ispira a Rai 2 che a sua volta copia Real Time. La mia Rai 5 finora era questa: David Letterman Show, Con i tuoi occhi, il teatro del sabato sera, il Maigret di Gino Cervi, Cool Tour, Q.B. all’estero Quanto Basta. Ma se per vedere queste trasmissioni devo rischiare di incrociare Lezioni di Bon Ton allora preferisco evitare Rai 5. Il primo ostacolo che dovrei superare per poterlo vedere è quello insormontabile della conduttrice e co-autore Metis Di Meo che mi ispira la stessa antipatia dell’onorevole del Movimento 5 Stelle Roberta “ce l’ho solo io” Lombardi.

Ma se, per una mia al momento inimmaginabile capacità di sopportazione, dovessi superare questo primo ostacolo, mi ritroverei davanti al muro dell’incomunicabilità tra me e la trasmissione. Ho provato, non è che non ho provato, a vederne una puntata intera,  ma non ce l’ho fatta. Fino a martedì scorso, quando, totalmente rilassato per il lungo weekend pasquale ho creduto di avere la pazienza e la serenità giuste per affrontare i 28 minuti di Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo. Ecco la conduttrice e co-autore (presente in ogni singola inquadratura dall’inizio alla fine!) che nella sigla si presenta: “Sono Metis Di Meo e vi svelo i segreti del Bon Ton. Perché nella vita si può andare avanti con le cattive maniere ma con le buone è tutto più bello!”. Il tema della puntata è: la socialità. La conduttrice e co-autore ci dà questa prima lezione: “Il bon ton nella società moderna è essenziale; a partire dai rapporti con il prossimo”. L’esempio che viene ritenuto più idoneo per iniziare a parlare del tema “socialità” è la vita di condominio. Metis Di Meo snocciola una serie di regole di condominio che non sembrano tratte dal manuale di Giovanni Della Casa ma da un trattato dell’avvocato Marazzita (con cui ha co-condotto la trasmissione Mixing sull’emittente locale romana T9 come leggo nelle molte sue biografie presenti su internet). Chiunque abbia un minimo di esperienza di vita condominiale sa bene che qualsiasi regola del bon ton è pura utopia ma la conduttrice e co-autore Metis Di Meo è imperterrita nel suo credo: “Nei condomìni bon ton e garbo porteranno i loro frutti, non nasceranno amicizie ma sicuramente rapporti di buon vicinato. Perché è sempre questione di stile”. A rinforzare il concetto ci pensa l’esperto interpellato che sentenzia: “La regola generale è che gli amici sono amici e i vicini di casa sono vicini di casa”. Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, lo capisci che io da Rai 5 mi aspetto qualcosa di più, di due regolette, una speranza vana e una banalità! La conduttrice e co-autore Metis Di Meo è pronta a darci le regolette per convivere con gli amici indiani: “Facciamo un viaggio in India con Nisha!”. Ecco, caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, comprenderai che avendo preso questa posizione contro l’India per il caso dei due marò, non sono proprio ben disposto a farmi dire da una esperta di cultura indiana che in India in segno di amicizia non ci si stinge la mano ma si mettono le mani giunte e si dice “namasté”. Ho fatto ricorso a tutto il bon ton per non spaccare il televisore. E la mia riserva di bon ton è davvero inesauribile se non ho spaccato il televisore nemmeno davanti all’esempio di bon ton alimentare fatto in questa straordinaria puntata di Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo su Rai 5. La conduttrice e co-autore introduce il tema prima di ascoltare il parere dell’esperto: “Paese che vai usanza che trovi. Ogni tanto, viaggiando, ci si innamora delle abitudini altrui, del loro bon ton e specialmente di quello che si trova a tavola. Gianluca, è bon ton innamorarsi così tanto del cibo altrui da volerlo portare nel nostro paese?”. L’esperto non si fa mettere paura dalla complessità della domanda e risponde con sapienza: “Beh, di solito non è bon ton, trasportare del cibo da un paese all’altro. Anche perché in molti paesi è proibito. Invece è bon ton portarsi giusto quello che basta magari per affrontare il viaggio, se non si vuole mangiare quello che l’aereo mette a disposizione”. Capisci? Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, grazie alle tue Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, ora sappiamo che la Ryanair non serve i pasti a bordo per consentirci di sfoderare tutto il nostro bon ton con una bella baguettona presa a Parigi! Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, grazie alle tue Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, viene condannata anche quella che la conduttrice e co-autrice definisce “un’altra cattiva abitudine”, ovvero, “ricercare per forza il cibo della propria nazionalità all’estero”. Su questo argomento l’esperto Gianluca è inflessibile: “Non è assolutamente bon ton alimentare, cercare di mangiare italiano in un ristorante o in un luogo che non è famoso per la cucina italiana. Per due motivi. Primo, che si rischia di mangiare male e secondo perché si rischia anche qualche problema di tipo salutistico, in quanto oltre al trasporto del cibo italiano o un finto cibo italiano, ancora peggio, potrebbe dare qualche problema alla nostra salute”. Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, lo sai perché non ho spaccato il televisore? Perché in tutte le trasmissioni, anche le più brutte come Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, riesco sempre a trovare qualcosa di buono. Ecco la conduttrice e co-autore Metis Di Meo che dà il meglio nella spiegazione del gesto delle corna nei vari paesi e culture: “Le corna. In molti paesi latini, come in quelli mediterranei è un gesto sia di insulto che scaramantico. Con il pollice, significano I Love You. Il gesto è stato inventato da un cantante degli anni ’80 metal che non a caso aveva una nonna italiana che faceva molto spesso il gesto delle corna in maniera apotropaica”. Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, in questo caso il dubbio che mi è venuto è se si debba considerare più da maleducati dire che una vecchia signora ha insegnato a suo nipote a fare le corna o usare leziosamente il termine apotropaica non spiegandone il significato ai telespettatori che potevano non saperlo. E’ da bon ton usare parole che non rientrano nel vocabolario di base senza fare alcuno sforzo per farcele entrare spiegandole? Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, se può sollevarti sto per togliere il “Mi Piace” anche dalla pagina Facebook di Rai Movie perché ha affidato la conduzione del magazine Movie Drugstore a Miriam Leone: l’unica che sul mio personalissimo cartellino supera in antipatia Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle e la conduttrice e co-autore Metis Di Meo messe insieme.

4 risposte a "Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, ovvero, Rai 5 che insegue Rai2 che insegue Real Time. Non si fa."

  1. dida ghini 6 aprile 2013 / 14:22

    sai che frequento pochissimo il piccolo schermo e questa è una di quelle che ho incontrato e che mi ha fatto tornare immediatamente a legger un libro. va bene solo che con quei capelli si è vestita di verde, ottima scelta. ma… chi di verde si veste troppo di sua beltà si fida. bon- ton? bisou

    dd.

    • akio 6 aprile 2013 / 18:24

      dida grazie, il tuo parere in questo caso è proprio quello che mi serviva per completare il post. Grazie!

  2. tecla 4 aprile 2013 / 15:30

    L’unico commento che mi viene è: imbarazzante. Un bacio

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