Carosello Reloaded: tra cinquant’anni nessun dirigente Rai avrà l’idea di farlo rivivere.

Caro direttore generale Sipra Fabrizio Piscopo, ieri mamma Rai si è vantata del grande successo di pubblico della prima puntata di Carosello Reloaded con un comunicato stampa trionfale: “La grande attesa per il ritorno di CAROSELLO si è tramutato nell’evento televisivo della giornata: 11.024.000 telespettatori e il 35,7% di share. Carosello Reloaded ha fatto registrare 300.000 ascoltatori in più della fiction del Commissario Montalbano, che comunque ha segnato un nuovo record storico di ascolto. Carosello è riuscito ad attrarre ben 4.168.000 ascoltatori in più rispetto al break pubblicitario della settimana precedente posizionato nella stessa fascia oraria” (da ufficiostampa.rai.it). In attesa di vedere quanti telespettatori ha perso Carosello Reloaded senza Montalbano, ti spiego perché mi auguro che perda spettatori al punto da essere chiuso.

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Rosario Fiorello, nei panni di Babbo Natale, si faccia un regalo: meno spot televisivi.

Caro Rosario Fiorello, negli spot natalizi della compagnia telefonica di cui sei testimonial, indossi i panni di Babbo Natale. La tua spalla artistica Marco Baldini, interpreta il ruolo della renna che ti porta nelle valli innevate a distribuire l’offerta all inclusive. Dopo un primo spot, girato in una baita-ristorante, in cui lo hai informato su quale sarebbe stato il suo ruolo, nel secondo spot, siete passati alla interpretazione vera a propria con tanto di costumi e location glaciale. Baldini indossa il costume da renna con tanto di corna. Lo avete legato al carretto di Babbo Natale e corre; corre sotto i tuoi colpi di frusta verso la destinazione: una famiglia che aspetta il pacchetto all inclusive. Non è tra i tuoi spot più riusciti come un po’ tutta la nuova serie matrimoniale.

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Geppi Cucciari e il promo rosselliniano: il deludente prologo alla nuova stagione tv del personaggio televisivo femminile della scorsa stagione

Cara Geppi Cucciari, sono tra quelli che non si sarebbero strappati i capelli se La7 avesse deciso di chiudere G‘Day. A quanto pare però non hanno trovato di meglio e andrai in onda come traino del TgLa7 anche in questa stagione televisiva 2012/2013 (se gli ascolti te lo consentiranno, altrimenti vedo già pronta Cristina Parodi ad allungare la sua nuova trasmissione che ti precede in palinsesto). Una stagione che hai deciso di iniziare con una scelta promozionale che ho trovato inappropriata: lo spot in cui ridicolizzi la scena più drammatica di Roma città aperta di Roberto Rossellini. Dopo lo sconcerto della prima visione ho cercato di individuare quale voleva essere il messaggio e il collegamento con una trasmissione come G‘Day. Continua a leggere

La7 e Mtv Italia vendesi

Caro Neri Marcorè, con gli spot televisivi della serie La storia secondo Tim sei arrivato a Marco Polo, il celebre agente di viaggi veneziano (secondo Tim). Il tuo attendente Marco Marzocca in questo momento della campagna pubblicitaria sta chiamando al telefono tutte le persone in Italia a cui ha spedito polvere da sparo al posto delle spezie. I cibi dei malcapitati scoppiano a ripetizione e tu non ci fai una gran bella figura da mercante (ma che importa tanto tu per la storia secondo Tim sei un agente di viaggi). I concorrenti di Wind continuano a contrapporti Aldo, Giovanni e Giacomo in vacanza country, mentre la Vodafone ha rispolverato il Tuca Tuca di Raffaella Carrà. Continua a leggere

Antonio Banderas va al Mulino Bianco e s’infarina

Caro Antonio Banderas, gli spot del Mulino Bianco non mi hanno mai trasmesso l’atmosfera familiare che era nelle intenzioni dei creativi pubblicitari. Mi hanno sempre trasmesso una fastidiosa sensazione di costruito e di irreale. Nel corso degli anni sociologi e mass mediologi hanno pubblicato ricerche a iosa sulla famiglia italiana descritta dagli spot del Mulino Bianco. Ora, grazie a te, avranno un nuovo interessantissimo spunto. Tu, uno dei divi cinematografici più popolari, impegnati e ricercati, che interpreti il ruolo del mugnaio, l’uomo che abita nel Mulino Bianco e ne cura personalmente la produzione. L’irrealtà finalmente è manifesta. Tu e la tua compagna di avventure, la gallina Rosita, accogliete nel cuore del mulino in piena attività i visitatori e a ciascuno di loro offrite una prelibatezza fatta con le tue manine e con le uova di Rosita. Continua a leggere

Enrico Brignano e la romanità con l’idea fissa di magnà

Caro Enrico Brignano, sostituire la coppia Bonolis-Laurenti come testimonial del caffè che ha il monopolio del paradiso, è una tappa importante della tua carriera di attore. I caroselli, come si chiamavano una volta, sono da sempre una voce nel curriculum degli attori, di tutti gli attori, da quelli impegnati a quelli che si dedicano a opere artistiche più leggere. Ernesto Calindri, attore di teatro impegnato, ha vissuto per anni in mezzo alla strada di Carosello bevendo un amaro contro il logorio della vita moderna. Fare l’elenco degli attori che hanno recitato (e recitano) negli spot pubblicitari è impossibile. Tu però quando hai firmato quel contratto avrai pensato a Nino Manfredi che è stato il testimonial storico di quella marca di caffè. Continua a leggere

Zingaretti frate bonario meglio di Clooney piacione

Caro Luca Zingaretti, Rai 1 sta per mandare in onda Il giovane Montalbano, prequel della serie Il commissario Montalbano (6 episodi, dal 23 febbraio). Nei panni di Salvo Montalbano ci sarà un attore che ”non ti somigghia pe niente”, l’attore dalla folta chioma riccia Michele Riondino. Le storie saranno tratte dai racconti di papà Andrea Camilleri e questo dovrebbe garantire la continuità con il personaggio e la struttura narrativa. Ma, l’incognita di non vedere un Montalbano senza il tuo volto, rimane la curiosità più grande di questa fiction. Oggettivamente tu non potevi interpretare Montalbano da giovane. Me ne sono fatto persuaso vedendo gli spot telefonico-internettiani di cui sei protagonista nei panni di un frate 2.0. Continua a leggere

Neri Marcorè: gli spot storici da archeologia pubblicitaria, il nuovo Gasparri e il vecchio Per un pugno di libri

Caro Neri Marcorè, con la Storia d’Italia secondo Tim sei arrivato al capitolo “Garibaldi”. La saga degli spot storici avanza rapidamente e presumo che di questo passo arriverai presto a Berlusconi. Chissà quale aspetto dell’Italia di Silvio sceglieranno di rappresentare i creativi della Tim. Nel frattempo ti tieni in allenamento a The Show Must Go Off, il primo “varietà” del sabato sera di Serena Dandini (e di La7). Per l’occasione hai rispolverato dall’armadio lo scheletro di uno dei tuoi personaggi più riusciti: l’ex ministro Maurizio Gasparri. Sei stato ancora una volta bravissimo a dargli un nuovo senso. Continua a leggere