Antonio Banderas va al Mulino Bianco e s’infarina

Caro Antonio Banderas, gli spot del Mulino Bianco non mi hanno mai trasmesso l’atmosfera familiare che era nelle intenzioni dei creativi pubblicitari. Mi hanno sempre trasmesso una fastidiosa sensazione di costruito e di irreale. Nel corso degli anni sociologi e mass mediologi hanno pubblicato ricerche a iosa sulla famiglia italiana descritta dagli spot del Mulino Bianco. Ora, grazie a te, avranno un nuovo interessantissimo spunto. Tu, uno dei divi cinematografici più popolari, impegnati e ricercati, che interpreti il ruolo del mugnaio, l’uomo che abita nel Mulino Bianco e ne cura personalmente la produzione. L’irrealtà finalmente è manifesta. Tu e la tua compagna di avventure, la gallina Rosita, accogliete nel cuore del mulino in piena attività i visitatori e a ciascuno di loro offrite una prelibatezza fatta con le tue manine e con le uova di Rosita. Ecco due bambini correre in un campo di grano dorato e giungere al mulino. Incuriositi dal meraviglioso edificio aprono la porta cigolante e vagano tra i meccanismi delle mole di un tempo che fu. Giungono al tuo cospetto. Hai ritrovato il loro aereo da modellismo e li interroghi: “Lo avete fatto voi? Venite! Vi faccio vedere cosa ho fatto io. I miei tarallucci ancora più buoni da inzuppare”. Di vera c’è la tua voce e l’inflessione spagnola che dà al mugnaio un tocco di olè. Fortunatissimi sono anche i bambini a cui fai la lezioncina sul fatto che “crescere in natura è semplice semplice”, per magnificare la lievitazione dei flauti alla crema, al cioccolato e alla marmellata. Fai una pausa e solo soletto eccoti nello spot dei frullati del mulino, li sorseggi pensando “Finalmente una pausa con i miei frullati di frutta”. Caro Antonio Banderas, la notte fonda avvolge il tuo mulino e tu sei lì che lavori. Giungono due ragazze con la loro Vespa. Devono farsi perdonare dai genitori perché non hanno rispettato l’orario di rientro a casa e passano da te per avere i cornetti caldi, appena sfornati, da portare a casa come segno di amore e pace verso i genitori. Giusto il tempo di assaggiare con il dito la bontà della crema al cioccolato che stai amorevolmente montando ed eccole andar via con la loro confezione di cornetti del mugnaio. E’ stata una lunga notte di lavoro e ti prendi un momento tutto per te inzuppando un cornetto nella ciotola con la cioccolata “tanto non mi vede nessuno”, pensi. E la gallina Rosita, dov’è finita? E’ sul tetto! Accovacciata su un morbido cuscino che ascolta pazientemente la tua nuovissima idea geniale di mugnaio: “Rosita, ti confido una cosa. Ho in mente un’idea rivoluzionaria. Il biscotto al vapore, leggero!”. La gallina Rosita borbotta perplessa e tu la tranquillizzi: “Ma certo che è buono!”. Povera gallina Rosita se pensa che la stai trattando da sciocca non ha ancora visto l’ultimissimo spot, quello delle fette biscottate, dove le fai il gioco delle tre carte per farle indovinare qual è la fetta biscottata del Mulino bianco. La testolina della gallina Rosita si muove impazzita al ritmo del tuo carta vince e carta perde. Non stramazza al suolo ma dovremo vedere i prossimi spot per capire che effetto ha avuto quell’idea pubblicitaria sul suo cervello di gallina. Caro Antonio Banderas, nonostante questa atmosfera da fiction, i tuoi spot mi sembrano meno fantasiosi di quelli che tanto hanno fatto scrivere negli anni scorsi sociologi e mass mediologi. Sarà che la famigliola felice non è più la protagonista assoluta, sarà che la gallina Rosita dice cose sensate, ma a me questa nuova campagna pubblicitaria del Mulino Bianco sembra molto più sincera. Volete solo vendere un sacco di biscotti e merendine e la tua interpretazione di un nobile ed antico mestiere come quello del mugnaio è un’idea semplice semplice come i flauti e i borbottii della gallina Rosita. Niente come la crisi economica può farci riscoprire i valori della semplicità, di quando c’erano i mulini con la mola spinta dagli asinelli. Sempre che la Grecia non fallisca portandosi dietro Spagna, Portogallo e Italia perché allora altro che mulino e farina bianca!

4 risposte a "Antonio Banderas va al Mulino Bianco e s’infarina"

  1. margueritex 23 maggio 2012 / 06:11

    la gallina che muove freneticamente la testa è uno spasso: l’ho vista mentre facevo zapping tra gli spot, a casa della zietta.
    sai lo spot che mi piaceva? anche se ora non lo fanno più? quello della mamma di Garibaldi.
    Mi sembra una pagina della storia risorgimentale che non potremo dimenticare

    • akio 23 maggio 2012 / 07:36

      ogni tanto quello spot lo mandano ancora in onda. per molti studenti la mamma di garibaldi d’ora in poi avrà un posto d’onore nella storia risorgimentale!

  2. blue 22 maggio 2012 / 19:08

    Quando l’ho visto la prima volta ho sgranato gli occhi: non potevo crederci!
    La gallina Rosita è un’invenzione geniale – anche se per un secondo ho pensato fosse l’alter ego di melanie…la di lui moglie.

    🙂

    • akio 23 maggio 2012 / 07:35

      volevi dire che Rosita recita meglio della moglie?

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