Bella Ma’ di sera di Pierluigi Diaco al 2.6% di share su Rai 2. A tutto dovrebbe esserci un limite ma a quanto pare non in questa Rai. La peggiore Rai di sempre.

L’idea che mi sono fatto è che Bella Ma’ di Pierluigi Diaco, sia nella versione pomeridiana che in quella serale, è uno degli esempi di una Rai che produce contenuti per sottrazione di tutto quello che di interessante ci sarebbe da dire.

Un programma con un conduttore che dà l’impressione di sentirsi il personaggio più intelligente della televisione, impressione seconda solo alla evidente impossibilità di esserlo.

Pierluigi Diaco è nelle primissime posizioni nella mia personalissima lista dei “perché questo va in onda sulla Rai tutti i giorni da anni?”.
Una lista tanto inutile quanto scontata poiché ritengo la Rai di oggi la peggiore di sempre, visto che non sa trovare di meglio.

Bella Ma’ è un programma stantio dal primo all’ultimo minuto che, è un mio sentire, non avrebbe senso su Rai 2 nemmeno se fosse utilizzato come riempitivo del palinsesto notturno alle 3 del mattino.

Eppure, la Rai lo manda in onda non solo di pomeriggio dal lunedì al venerdì ma anche la domenica in primetime.
Qualsiasi motivazione ci sia alla base di questa scelta, la Rai non può continuare a sostenerla regalando così tanti punti di share ad una concorrenza domenicale fiacca.

Firmato Akio di Caro Televip, un abbonato inorridito al solo pensiero di accendere la TV e trovare Pierluigi Diaco ed un programma come Bella Ma’ sulla Rai.

“La porta magica” con Andrea Delogu: Rai 2 più irrisolta che mai

Cara Andrea Delogu, c’è un programma in cui la Rai crede fortemente e continua a mandarlo in onda dal 21 ottobre 2024 anche se fa il 3% di share in una fascia dove dovrebbe fare almeno il 5% per non essere definito un flop: La porta magica, affidato alla tua conduzione, nel pomeriggio di Rai 2 dalle ore 17 alle 18, dal lunedì al venerdì.

Trattasi di un format del genere factual che la Direzione Intrattenimento DayTime sembra intenzionata a trasmettere per tutte le 57 puntate previste.

Il format ha l’obiettivo di aiutare  le persone comuni a cambiare qualcosa della propria vita e a
realizzare alcuni desideri.
A guidare “il percorso di trasformazione”, ci sono accanto a te, “chef, hair e make-up stylist, psicologi, architetti, pet coach, ballerini, personal trainer e nutrizionisti, solo per citarne alcuni”. (Cito il comunicato dell’ufficio stampa Rai).

I protagonisti ti raccontano le loro storie e ti confessano le loro paure da superare e i loro desideri da realizzare. Tu li accogli con una positività che
nemmeno Maga Maghella potrebbe manifestare.

È un format con dentro altri format visti e rivisti che se andasse in onda su Real Time avrebbe anche un senso.
Vederlo su Rai 2 dà solo il senso di una Rai che è imprigionata nello spirito di Detto Fatto.

Già, Rai 2. Una rete che langue, irrisolta, nella continua attesa di essere rianimata per diventare qualcosa di televisivamente rilevante.
Già, Rai 2. Una rete in cui Andrea Delogu fa la conduttrice.

Monica Setta con Storie di donne al bivio in prima serata su Rai 2: la versione peluche di Belve

Tra la fine anno 2024 e l’inizio del 2025, Rai 2 ha proposto in prima serata due speciali di “Storie di donne al bivio” con le interviste di Monica Setta a donne del mondo dello spettacolo.

Tra i moltissimi programmi di interviste da cui è afflitta la televisione italiana, il programma di Monica Setta si distingue per l’atmosfera da cameretta con i peluche non solo per la scenografia sognante ma soprattutto per l’approccio avvolgente che la intervistatrice adotta con tutta la sua fisicità traslata virtualmente sull’intervistata.

In ogni intervista Monica Setta spalanca virtualmente le braccia come ad accogliere sul suo ventre il personaggio che senza alcun indugio si accoccola immersa nei sorrisi e nelle belle parole della conduttrice.

Anche quando si parla del bivio presente nel titolo che è quasi sempre un momento difficile nella vita e nella professione dell’ospite, è come se dall’alto dello studio scendesse una polverina magica per spargere e inoculare al telespettatore la grande forza di essere una donna speciale.

Da telespettatore prima che da abbonato Rai, la sensazione più sgradevole che mi ha lasciato è stata quella di assistere ad un chiacchiericcio tra signore vip dell’alta borghesia spacciato come se fosse un grande affresco del cosiddetto universo femminile.

Questa tv al femminile restituisce solo la visione del microcosmo di un gruppo di donne che lavorano nel mondo dello spettacolo il cui racconto del proprio vissuto sembra uscito dalla cartella preconfezionata da un orsacchiotto di peluche che di professione fa il press agent.

“Questa è una domanda format”: no, Francesca Fagnani non ha vinto il duello con Teo Mammucari.

Belve di Francesca Fagnani è come Storie Maledette di Franca Leosini: i social ci sguazzano dentro e ne alimentano il falso mito basato tutto sul personaggio della conduttrice. Della presunta lite tra Teo Mammucari e Francesca Fagnani stupisce solo che così tanti abbiano abboccato al lungo e noioso siparietto.

Non stupisce invece che i giornalisti professionisti abbiano scritto sull’accaduto, quasi tutti per prendere le difese della loro collega consacrata come punto di riferimento delle intervistatrici moderne.

Ciò che a me ha colpito di questa sottospecie di duello verbale è come Francesca Fagnani si è giustificata davanti alle rimostranze di Mammucari: “Questo è il format, è una domanda format”. Fagnani distraeva la massa buttandola in caciara e chiosando “Questo è il format, si diverta!”.


Al netto della evidente inutilità di una intervista a Teo Mammucari, non rimane solo il giochino della presunta polemica che resterà ad imperitura memoria nel mare sconfinato delle inutilità che galleggiano come melma sui social media.


Della discussione Mammucari-Fagnani rimarrà la evidente schiavitù di Francesca Fagnani al format ed al personaggio che si è creata quale conduttrice alla cacio e pepe di Belve. Nel suo curriculum ci sono inchieste sulla malavita che ne nobilitano l’iscrizione all’albo dei giornalisti molto più di altre sopravvalutatissime grandi firme.

È più che legittimo voler fare anche una televisione leggera che strizza l’occhio al cazzeggio pro-social media. Ma giustificare le domande sempre tutte uguali “ha scritto di lei… lei ha detto di sé…” dicendo “è una domanda format, questo è il format” è un limite oggettivo dell’intervistatrice che, a parte i suoi “vabbè”, “mmh” e battutine tipo quelle di Enrico Mentana, a Belve sceglie di legarsi mani e piedi al format.


Ma se poi si esce dal format con una “discussione” come nel “caso Mammucari”, il format si mostra per quello che è: quattro intervistine in croce per far cazzeggiare i social media e per far sbrodolare sul nulla i giornalisti professionisti critici televisivi.

Il Mercante in Fiera di Pino Insegno è un mega-flop ma l’ad Rai Roberto Sergio lo difende e non cancella il programma. La Rai del merito.

L’amministratore delegato Rai Roberto Sergio è sceso in campo per difendere Pino Insegno dalle critiche per il mega-flop del suo Il Mercante in Fiera nel preserale di Rai 2 (viaggia intorno al 2.5% di share con una punta verso il basso dell’1.6% di share). L’ad Rai è indignato:

«Sono indignato per la violenza mediatica e preventiva nei confronti di Pino Insegno e del suo programma. Insegno ha una storia professionale di 40 anni, è un professionista serio, che ha accettato una sfida in una programmazione molto complessa. Questa non è TeleMeloni. Voglio dare una notizia il suo programma non viene chiuso, vari blog amplificano notizie false e questo è inaccettabile. Quindi non è TeleMeloni e Insegno continua la sua attività con Il mercante in fiera». (da leggo.it dell’11 ottobre 2023 citando un intervento in occasione di Ceo for Life).

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Laura Tecce non rafforzerà in Rai il pensiero di destra, tutt’altro

Laura Tecce è una “punta di diamante” delle nuova Rai. Il titolo del suo programma #underdog è ispirato ad una frase tratta dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati da Giorgia Meloni per il suo insediamento come Presidente del Consiglio: “Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l’underdog. Lo sfavorito, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici”. Il programma di Laura Tecce con un titolo così “accattivante” va in onda su Rai 2.

La rete che già ospitava Onorevoli confessioni, un programmino di seconda serata in cui Laura Tecce si distingueva per intervistare i politici a casa loro ed essere più gentile e avvolgente di Anna La Rosa.

“Certo che l’idea mi è venuta sentendo lei (ndr. Giorgia Meloni). Ma il programma non fa parte di nessun nuovo corso”.
(Dalla intervista rilasciata ad Antonella Baccaro su corriere.it del 11/5/2023)

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La vetta inarrivabile raggiunta da Viva Rai 2.

Gli ascolti strepitosi di Viva Rai 2 rendono Fiorello inattaccabile.  Io continuerò a non seguire il programma perché di Fiorello e della sua caciara televisiva alle 7 del mattino posso fare a meno. Il problema è di chi si sta abituando a questa proposta.

Continuerà anche la prossima stagione? Fiorello non si sarà stancato? Lui ha sempre bisogno di porsi nuovi traguardi. Non sarà appagato da questo successo? Non lascerà i suoi milioni di telespettatori senza caciara mattutina?

La Rai, riuscirà a convincerlo a fare un’altra stagione televisiva da settembre a maggio di Viva Rai 2? Fiorello, accetterà di essere nel menù fisso di Rai 2 come Salvo Sottile de I fatti vostri?

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Carlo Conti, in versione cantante, ospite di Bella Ma’: la Rai fa squadra ma per avere risultati a lungo termine serve sostanza e qualità tutti i giorni.

Carlo Conti oggi è stato ospite in versione cantante a Bella Ma’ (Con il nastro rosa e C’era un ragazzo). Colpaccio di Diaco (o di chi per lui), va detto. E pure con un finale in cui lancia Tali e Quali così: “Sabato mica vorrete vedere Maria De Filippi e C’è posta per te? Ciao! Maria! Un bacio!”.

Il genere intrattenimento Rai punta sui suoi Top Player per sostenere il nuovo corso degli show di Rai 2. Strategia che con qualche buon risultato di share e una convinta campagna stampa a sostegno può essere vincente. A breve.

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Boomerissima con Alessia Marcuzzi su Rai 2: la prima puntata nei tweet di Caro Televip

A Rai 2 mancava una conduzione gne gne gne: con Alessia Marcuzzi adesso ce l’ha #Boomerissima #poveraRai

Boomerissima, ovvero, tutte insieme le reti Fininvest degli anni ’80 e ’90 su Rai 2. C’era davvero bisogno di questa svolta per la Rai? La Rai che è stata maestra nell’ideare grandi varietà, nel 2023 propone uno show che di grande ha solo la caciara.

Boomerissima: il lungo blocco con Luciana Littizzetto ha definitivamente ammazzato il programma.

Adesso capisco perché Pier Silvio Berlusconi ha lasciato che Alessia Marcuzzi andasse a Rai 2: Boomerissima lui non l’avrebbe mai trasmessa nemmeno sulla peggiore Italia 1.

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Un thread per ricordare a Fiorello di chiedere per la seconda volta ai dirigenti Rai di intitolare a Luciano Rispoli la Sala A della sede di Via Asiago

Caro @Fiorello non guardo #VivaRai2 perché ho già visto Edicola Fiore, quindi non so se hai ripetuto il tuo appello e di @marian0sabatini alla Rai di intitolare la Sala A di Via Asiago a Luciano Rispoli. Se non è possibile almeno intitolategli il glassbox!

Faccio questo mio tweet alle 3 del mattino così non puoi pensare che voglio farmi pubblicità. La mia unica speranza è di sapere che Luciano Rispoli è stato ricordato (se non lo hai già fatto) in un programma di successo come #VivaRai2

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