Il Caro Televip 2024 è… la fine del sabato sera della televisione italiana


Lo scambio di opinioni tra Selvaggia Lucarelli e Rossella Erra a Ballando con le Stelle e i siparietti tra Giovannino e Sabrina Ferilli a Tu sì que vales sono i simboli del livello raggiunto dagli show del sabato sera della televisione italiana nel 2024.

Caro Televip: tutti i post su X e Instagram di dicembre 2024

#Sanremo2025 ho sbagliato a sperare in Carlo Conti. Ha apparecchiato un Festival per alimentare polemiche prima, durante e dopo. I programmi Rai sciacquetteranno sul nulla come faceva la D’Urso a Mediaset con il GF e l’Isola. E vedrai: la D’Urso in Rai verrà.
(1 dicembre 2024)

Provo disgusto per #BallandoConLeStelle e trovo ripugnante #lavoltabuona che parla di Ballando con le stelle. Nella mia televisione ideale, Caterina Balivo in uno studio televisivo non entrerebbe nemmeno come figurante.
(2 dicembre 2024)

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70 anni di televisione: la Rai del 2024 simbolo della decadenza

Il 2024 avrebbe dovuto essere l’anno dei festeggiamenti dei 100 anni della radio e dei 70 anni della televisione italiana di cui la Rai è la rappresentazione storica.

È stato l’anno in cui la Rai ha mostrato tutta la sua decadenza come servizio radiotelevisivo assoggettato alla politica e come media company che pensa principalmente ad aumentare gli introiti pubblicitari abbassando il livello della programmazione, oggi indistinguibile da quella della peggiore tv commerciale.

L’anno televisivo 2024 è stato il simbolo della cronica crisi di idee che affligge la dirigenza e gli autori della Rai.

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Pier Silvio Berlusconi per la prima volta mette in discussione Antonio Ricci e Striscia la notizia: mettere in discussione sé stesso probabilmente gli risulta geneticamente impossibile.

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, per la prima volta nella tua vita hai messo in discussione Antonio Ricci e Striscia la notizia che vivono una crisi di ascolti tale da farti dire:

“È innegabile che oggi il programma viva un momento faticoso ma è altrettanto innegabile che questo accade dopo 37 anni di vita. Io e Antonio Ricci ci sentiamo spesso, parliamo del programma e sono fiducioso che lui trovi la strada per continuare a lavorare”.

E non hai escluso la possibilità:

“Che in futuro, nell’access prime time ci possa anche essere un’alternanza di prodotto. Così come accade nel preserale”. (Da open.online del 13 dicembre 2024, articolo di Alessandro D’Amato, citando l’incontro di fine anno con la stampa).

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, quando tuo padre raccoglieva i frutti dei successi strepitosi di ascolto di Striscia la notizia tu in televisione facevi al massimo uno sketch a Drive In.

La crisi di Striscia la notizia era inevitabile. Da molti anni è in crisi di contenuti e fatica con gli ascolti. Oggi, evidentemente, non è più sostenibile dal punto di vista della tv commerciale e tu lo dici chiaramente. Non è più tempo di lodi sperticate a Ricci e alla sua Striscia.

Se è vero che pensi ad una alternanza con un altro programma allora è chiaro che Striscia la notizia è finita perché perderebbe la faccia anche con il pubblico che non ha abbandonato il programma.
Tutto nella norma: tv commerciale=ascolti attesi. Se così non è si chiude.

Ma c’è un ma.

Che Striscia la notizia fosse giunto al capolinea era evidente e non da oggi. Se il management non se ne accorge è colpevole e se se ne accorge e pone rimedio in ritardo è colpevole.

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, sei colpevole del crollo di Striscia la notizia anche se, probabilmente per eredità genetica, non lo ammetterai mai.

I critici professionisti si accorgono solo oggi che il livello di Ballando con le stelle è basso.

Sono anni che scrivo che Ballando con le stelle è un programma brutto e che Milly Carlucci usa gli stessi meccanismi televisivi di Maria mangiacaramelle De Filippi per alzare gli ascolti.

Quest’anno ha sfruttato la presenza di Sonia Bruganelli le cui polemiche stantie con Selvaggia Lucarelli hanno riempito puntate su puntate fino al momento clou della “cacciata” del ballerino Madonia, compagno di vita della Bruganelli.

Prima della semifinale è stato alimentato il “caso Mariotto”, ovvero, il giudice che lasciando il programma nella puntata precedente ha consentito alla Rai di creare anche in altri programmi del daytime l’attesa sulla decisione di allontanarlo dal programma.

“Caso Mariotto” su cui la conduttrice ha giocato fino alle ore 23 della semifinale per poi svelare l’arcano: Mariotto ha chiesto scusa ed è stato riammesso come giudice. Una sceneggiata degna della peggiore tv commerciale.

Ma Ballando con le stelle è così da anni. Milly Carlucci fa questo da anni. Leggo giornalisti professionisti specializzati in televisione e spettacolo che oggi si dicono indignati per il trattamento riservato da Milly Carlucci al pubblico del sabato sera di Rai 1. La critica più dolce è “una presa per i fondelli del pubblico”.

Se la Rai, e non da oggi, ha abbassato così tanto il livello di questo show del sabato sera della rete ammiraglia, la colpa è anche di chi per professione fa il critico televisivo e non ha denunciato con continuità questa deriva inaccettabile di Rai 1.

Ballando con le stelle non è un talent show per vip ma una fabbrica di polemiche per un pubblico televisivo che se ne nutre ben sapendo che è questo il piatto forte del programma.

Questa è una Rai di cui i critici televisivi professionisti dovrebbero scrivere che “fa schifo”. Ma nessuno lo fa.

Tra un mese c’è il Festival di Sanremo e il “pass stampa” è ambitissimo.

“Questa è una domanda format”: no, Francesca Fagnani non ha vinto il duello con Teo Mammucari.

Belve di Francesca Fagnani è come Storie Maledette di Franca Leosini: i social ci sguazzano dentro e ne alimentano il falso mito basato tutto sul personaggio della conduttrice. Della presunta lite tra Teo Mammucari e Francesca Fagnani stupisce solo che così tanti abbiano abboccato al lungo e noioso siparietto.

Non stupisce invece che i giornalisti professionisti abbiano scritto sull’accaduto, quasi tutti per prendere le difese della loro collega consacrata come punto di riferimento delle intervistatrici moderne.

Ciò che a me ha colpito di questa sottospecie di duello verbale è come Francesca Fagnani si è giustificata davanti alle rimostranze di Mammucari: “Questo è il format, è una domanda format”. Fagnani distraeva la massa buttandola in caciara e chiosando “Questo è il format, si diverta!”.


Al netto della evidente inutilità di una intervista a Teo Mammucari, non rimane solo il giochino della presunta polemica che resterà ad imperitura memoria nel mare sconfinato delle inutilità che galleggiano come melma sui social media.


Della discussione Mammucari-Fagnani rimarrà la evidente schiavitù di Francesca Fagnani al format ed al personaggio che si è creata quale conduttrice alla cacio e pepe di Belve. Nel suo curriculum ci sono inchieste sulla malavita che ne nobilitano l’iscrizione all’albo dei giornalisti molto più di altre sopravvalutatissime grandi firme.

È più che legittimo voler fare anche una televisione leggera che strizza l’occhio al cazzeggio pro-social media. Ma giustificare le domande sempre tutte uguali “ha scritto di lei… lei ha detto di sé…” dicendo “è una domanda format, questo è il format” è un limite oggettivo dell’intervistatrice che, a parte i suoi “vabbè”, “mmh” e battutine tipo quelle di Enrico Mentana, a Belve sceglie di legarsi mani e piedi al format.


Ma se poi si esce dal format con una “discussione” come nel “caso Mammucari”, il format si mostra per quello che è: quattro intervistine in croce per far cazzeggiare i social media e per far sbrodolare sul nulla i giornalisti professionisti critici televisivi.

Caro Televip: tutti i post su X e Instagram di novembre 2024

Nella mia Rai ideale #LaFisicaDellAmore non andrebbe in onda nemmeno su RaiYoyo alle 2 di notte. Il prof. preso dal web, tale Vincenzo Schettini, è una specie di Valerio Rossi Albertini ma riesce a batterlo in banalità e in autoconvinzione di essere figo. Mah. (2 novembre 2024)

La porta magica con Andrea Delogu nel pomeriggio di Rai 2:
Lunedì 2.3% di share
Martedì 3.1%
Mercoledì 2.3%
Giovedì 2.1%
Venerdì 2.4%
Programma e conduzione da cancellare. #laportamagica
(2 novembre 2024)

#citofonareRai2 mantiene alta la bandiera della Rai trash occupandosi del nuovo flirt di Chiara Ferragni. Autori alla frutta che dovrebbero andare a fare televisione a Mediaset. La Rai, al suo peggio, oggi.
(3 novembre 2024)

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Ho disdetto Netflix: solo la Rai, nel bene e nel male, è per sempre

“Netflix non è più disponibile su questo dispositivo”.
Non cambio la mia smart TV per vedere Netflix. Quindi ho impiegato un secondo a fare la disdetta dell’abbonamento che avevo dal 2015. E non mi dispiace affatto! @netflix @NetflixIT
Ps. Il messaggio corretto dovrebbe essere
CONFERMA DELLA DISDETTA!

E così finisce la mia storia con Netflix. Mi ero abbonato il primo giorno in cui il servizio è stato disponibile in Italia. Lo avevo fatto con l’entusiasmo di chi era convinto che sarebbe stato il servizio di streaming semplice e affidabile che cercavo. Lo è stato. Non lo è più. L’operatore del servizio clienti mi ha detto che Netflix ha modificato i requisiti tecnici che una smart tv deve avere per utilizzare il servizio e ciò a tutela della mia sicurezza e per garantire le nuove funzionalità che Netflix metterà a disposizione. La cosa semplice che Netflix era per me non lo è più quindi “addio”, gli “arrivederci” li riservo solo alle persone e alle cose importanti.
Ed eccomi qui. Io e la Rai. Mediaset per me è inguardabile. Il resto del digitale terrestre gratuito offre rarissimi momenti da guardare. La Rai, nel bene e nel male, rimane una certezza assoluta. A chi mi dice che critico solo la Rai rispondo: e certo! Guardo solo la Rai! La Rai, nel bene e nel male, è per sempre. Per fortuna. Viva la Rai, nel bene e nel male.

Caro Televip: tutti i post su X e Threads di ottobre 2024

La Rai che dà visibilità in prima serata a Barbara d’Urso è peggio di Mediaset. Milly Carlucci è molto peggio di Maria mangiacaramelle De Filippi. #BallandoConLeStelle è televisione trash e non da oggi. La coppia Carlucci-D’Urso sembra uscita da Drive-In.
(7 ottobre 2024)

Come si chiamava quello che ha fatto quei 5 Festival di Sanremo consecutivi di grandissimo successo?
#ChissàChiÈ
(7 ottobre 2024)

Citofonare Rai 2 è un genere di televisione che autori e conduttrici dovrebbero fare per essere trasmessa al massimo a circuito chiuso a casa loro e non sulla seconda rete del servizio pubblico italiano. Bruttissima tv. La Rai, oggi.
(13 ottobre 2024)

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Caro Televip: tutti i post su X e Threads di settembre 2024

Carolina Rey è una che sembra sentirsi tanto speciale da pensare di meritare anche una carriera da conduttrice autunnale-invernale oltre che estiva. Sperare che ciò non accada, ahimè è inutile perché se lei è così tanto sicura di se, accadrà #unomattinaweekly
(1 settembre 2024)

Mi piace #presadiretta ma iniziare la nuova stagione con una inchiesta su quanto ci costa la #casagreen è un po’ asfissiante, il primo di settembre con il caldo di ferragosto. Caro Riccardo Iacona te vojo bene ma stasera non ci penso proprio a guardarti. (1 settembre 2024)

Nella Rai Sport ministeriale è arrivato il momento di Simona Rolandi come volto di punta e le fanno condurre la Domenica Sportiva. Il problema non è il volto ma l’impostazione obsolescente di Rai Sport che rende inefficace qualsiasi ricambio generazionale.
(2 settembre 2024)

#affarituoi è un format inaffondabile che farà ascolti nonostante Stefano De Martino: pochi minuti in quello studio nazional-popolare e sono già evidenti i suoi infiniti limiti di conduttore. Il livello delle “star” della Rai oggi è questo. Livello Mediaset.
(2 settembre 2024)

Prima puntata di Stefano De Martino come conduttore di AffariTuoi. Non mi meraviglierei se domani uscisse questa dichiarazione di Arianna Meloni: “Non ho mai conosciuto, non conosco e non voglio conoscere Stefano De Martino”. (2 settembre 2024)

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