La vita in diretta estate: la co-conduzione di Andrea Delogu vista da Caro Televip

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Stra-repliche estive Rai. Le domande di una lettrice di Caro Televip che, su Twitter ed Instagram, ho girato al direttore di Rai 1 Stefano Coletta.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, a proposito dell’estate di repliche nella programmazione Rai (di cui la tua Rai 1 è capofila) ti giro il commento di una telespettatrice ad un mio post su Facebook. Io non so cosa rispondere, tu?

Chiede Lidia Geraci:

“ma fanno repliche di cose già…replicate!!! Su tutti i canali!! RAI PREMIUM, che era già “dedicata” alle repliche, non si può più guardare!!! Ancora il Maresciallo Rocca??? Ancora a Un passo dal cielo???? Ma poi non riflettono mai dal punto di vista dell’utente…figurati…Se vogliono continuare sulla strada delle repliche, perché non i grandi classici?? Perché non fare una scelta accurata su quanto, in passato, ha fatto conoscere al grande pubblico la letteratura..il teatro?? Perfino TECHETECHETE, con il dovuto rispetto per Mina, quante volte dobbiamo rivederla con Battisti, con Sordi, con Totò, con Carrà …..???
Non ti pare che tutto questo sia apertamente mancanza di rispetto per il pubblico?? Menefreghismo? Ignoranza?? Spiegatemelo perché io non capisco”.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, la signora Lidia Geraci meriterebbe una risposta esaustiva. Non credi?

Focus Mediaset: miglior rete dell’estate 2020

Sembra incredibile ma è una rete Mediaset quella che mi ha offerto la migliore programmazione nell’estate televisiva 2020. Nel nulla cosmico delle stra-repliche e delle fiction di seconda mano, i documentari ben assortiti di Focus TV (canale 35) sono il meglio che si possa trovare sulle reti gratuite del digitale terrestre. A tutte le ore, Focus Tv mi ha offerto documentari più interessanti di qualsiasi altro programma in onda su tutte le reti. “Cose di questo mondo”, “Mega disastri” e “Indagini ad alta quota” mi hanno salvato tutte le volte che sono scappato da Uno Mattina Estate, C’è tempo per… e Ogni Mattina. È grazie a “Tesla XFiles” che ho potuto apprezzare la bellezza di cambiare canale quando va in onda La vita in diretta estate su Rai1. E poi: “I segreti della Bibbia”, “Tra cielo e terra”, “Ancient discoveries”, “Il lato selvaggio dell Grecia”, “Navi da guerra”, “Mega ingegneria”, “Beautiful Serengeti”, “Viaggiatori, uno sguardo sul mondo”, “Mega costruzioni”, “Universo ai raggi x”, “Into the wild”, “L’Italia dei vulcani” e tanti altri titoli. Stasera in prima tv parte la stagione 13 di Indagini ad alta quota che è senza dubbio migliore di tutti i prime time estivi del sabato sera trasmessi da Rai 1 e Canale 5.
Certo mi fa uno strano effetto tessere le lodi di una rete Mediaset ma così è. E credo che anche in autunno tornerò spesso a sintonizzarmi sul Canale 35 come ancora di salvezza nei tanti momenti di brutta tv che di certo verranno programmati in autunno da tutte le reti generaliste.

Anna Billò è molto brava ma ha la grinta necessaria per sostituire Ilaria D’Amico a Sky Calcio Show?

Cara Anna Billò, mi piace il tuo modo di condurre lo studio live degli eventi calcistici. Sei la “signora” dell’Europa League e crescono le tue quotazioni come sostituta di Ilaria D’Amico alla conduzione di “Sky Calcio Show”, suo regno indiscusso per 15 anni che l’ha fatta diventare la “signora” del calcio. Su questa eventualità la stessa D’Amico ha dichiarato: “Fa l’Europa League da tanto tempo ed è in Sky da almeno quindici anni in conduzione. Se fosse lei avrebbe l’esperienza per fare bene” (da ilfattoquotidiano.it del 21/8/2020 intervista di Giuseppe Candela).

Cara Anna Billò, sei una delle telegiornaliste sportive più brave e competenti. Hai uno stile di conduzione misurato ed elegante che punta alla centralità dei contenuti e non della conduzione. Tutto questo basta per sostituire Ilaria D’Amico? No, non basta. Ci vuole anche una dose di grinta che mi sembra essere un tuo limite per quello spazio calcistico che ha tra le caratteristiche principali il contraddittorio post-partita con gli allenatori. Lì si gioca un terzo tempo scoppiettante tra opinionisti Sky e allenatori. Non c’è dopo partita Sky che non generi polemiche che poi alimentano la discussione di tutti i media nei giorni successivi. Spesso è proprio l’incalzante Ilaria D’Amico a scatenare le reazioni più calde degli allenatori. Ieri dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia, hai avuto l’allenatore dell’Inter Antonio Conte al microfono dello studio live di TV8 che ha gestito la comunicazione a suo piacimento con gli opinionisti-polemisti Lele Adani, Beppe Bergomi, Riccardo Trevisani, buoni buoni ad assecondarlo. Nemmeno tu lo hai incalzato come serviva quando ha parlato del futuro dell’Inter “con o senza Conte”. Sì ti sei inserita ripetendo “con o senza Conte?”, ma lo hai fatto con una vocetta tanto educata quanto poco efficace e Conte ha proseguito fino a far emergere la concreta possibilità di un suo addio all’Inter ma non certo per merito delle tue domande senza grinta. Cara Anna Billò, per sostituire Ilaria D’Amico serve un po’ di sana “cattiveria” giornalistica. Ce l’hai?

C’è tempo per… e la crisi di eccellenza di Rai 1

In una estate resa pesantissima dal ritorno alla crescita dei dati sulle persone positive al COVID-19, un po’ di leggerezza televisiva non può che far bene. La leggerezza è un valore assoluto nell’intrattenimento televisivo di qualità. C’è tempo per… programma nel daytime del mattino estivo di Rai 1 dovrebbe svolgere questa funzione. Non ci riesce.

Quello che riesco a percepire, in mezzo alla confusione a ciclo continuo generata dai conduttori che si parlano sopra e che parlano sopra agli ospiti, è una unica inequivocabile caratteristica: la voglia spropositata di emergere, di mettersi in evidenza, che hanno i due conduttori Beppe Convertini e Anna Falchi. Tale caratteristica ha l’unico merito di non farmi pensare a quello che dicono perché rimango imbambolato davanti alla loro esuberante convizione di essere quanto di più meraviglioso la Rai possa offrire al suo pubblico. “Non è possibile che questo programma e questi conduttori stiano andando in onda su Rai 1”, mi dico. Per me Rai 1 è sinonimo di eccellenza televisiva e mi ritrovo davanti a due conduttori eccelsi nella lettura del gobbo che è comunque la cosa migliore che possono fare visto che quando improvvisano i loro pensierini mi sembrano usciti dal diario della prima media. Non riescono a valorizzare i filmati delle Teche Rai nonostante gli autori puntino a selezionare sempre esibizioni di grandi artisti. Non riescono a rapportarsi con gli ospiti senza cercare costantemente il proprio primo piano, senza accavallare le proprie battutine e risate (Anna Falchi) e senza esaltare il proprio ruolo con un timbro di voce impostato tipo seconda lezione di recitazione (Beppe Convertini). Peggio di tutto ciò solo i momenti in cui i due si lodano a vicenda. Mi ritrovo a fissare quel logo in alto a sinistra che per me è il simbolo dell’eccellenza televisiva: RAI1HD. E per me continuerà ad esserlo, nonostante C’è tempo per…, Beppe Convertini e Anna Falchi. Perché amo la Rai ed è nei momenti di difficoltà e di crisi che si dimostra il proprio amore.

Nel momento principale del caso di cronaca dell’estate, il collegamento in diretta di RaiNews24 funziona e quello di Rai 1 no.

Oggi La vita in diretta estate non poteva commettere errori e uno, il più grande, lo ha commesso. Alle 12.15 arriva la notizia che è stato ritrovato il corpo di un bambino a Caronia, zona dove è stato già ritrovato il corpo di Viviana Parisi mamma di Giole che, ad oggi, risulta scomparso. #lavitaindirettaestate dal 3 agosto segue il caso con ore e ore di collegamenti, servizi e opinioni in studio.

Oggi quindi il programma di #Rai1 aveva il compito di coprire al massimo delle sue possibilità la notizia. I momenti essenziali da dare in diretta erano due. Il primo: la salita della bara dal luogo del ritrovamento. Il secondo: le dichiarazioni in diretta del Procuratore Capo di Patti.

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C’è tempo per… nel day time estivo del mattino di Rai 1 condotto da Beppe Convertini e Anna Falchi. Tre tweet di Caro Televip.

Beppe Convertini dice alla moglie di Drupi, Dorina, di apprezzare molto il suo coraggio di avere da donna i capelli bianchi. Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, io non apprezzo il tuo coraggio di mandare in onda questo conduttore.

Il collegamento con Mal non funziona e Anna Falchi fa questa battuta: “Si sente mal”. E la accompagna con una sonora risata di autocompiacimento. La Rai 1 estiva di Stefano Coletta ha picchi a livello asilo.

Sto guardando C’è tempo per… e l’idea che mi sono fatto è che la scrittura e la qualità della conduzione non sono delle priorità dei programmi della Rai 1 di Stefano Coletta.

I dati di ascolto di Ogni mattina su TV8 diventano due: un “giochetto” vecchio come il cucco

Dopo la puntata di esordio ho scritto che sulla prima parte, quella dalle 10 alle 11.55, ci si poteva lavorare mentre invece la seconda parte dalle 12.30 alle 14, dopo il Tg8, era “completamente da cancellare. Irrecuperabile”.

Dopo oltre un mese di programmazione gli ascolti complessivi delle due parti di programma erano inchiodati tra l’1 e l’1.3% di share. Poiché gli ascolti sono fondamentali per mantenere in vita il programma e bloccare una eventuale fuga degli inserzionisti pubblicitari, si è intrapresa la strada della divisione nominativa del programma così da farlo diventare per l’Auditel “due programmi” e quindi far rilevare 2 dati differenti. Ciò ha evidenziato, anche a noi che non avevamo i dati parziali, che la prima parte fa un ascolto che supera il 2% e la seconda parte resta inchiodata all’1%. Il “giochetto” della divisione in parti di un programma per valorizzare gli ascolti è vecchio come il cucco. Non mi sorprende che una tv commerciale lo adotti. Anche se non posso fare a meno di citare Totò: “Caro lei! È la somma che fa il totale!”. Quello che mi sorprende è che la rete abbia deciso di non chiudere la seconda parte. Spera che possa crescere? La trasformerà facendola diventare un gioiello di innovazione ed efficacia televisiva? Boh e pure mah. Quello che so è che di chi fa questi giochetti per salvare un programma vecchio, inutile e brutto non ho fiducia. Più che mai quindi spero in un abbandono totale da parte degli inserzionisti pubblicitari e nella chiusura pure della prima parte che un po’ mi piaceva. Da telespettatore, avere fiducia in chi fa televisione per me è fondamentale. E, per quanto legittimo e logico, un “giochetto” come questo sugli ascolti a me toglie ogni fiducia in chi fa un programma di intrattenimento ma anche e soprattutto di informazione.

Andrea Delogu e quel dettaglio nella difficile arte della conduzione televisiva con caratteristiche giornalistiche

A La vita in diretta estate la cronaca nerissima è di casa e se il condannato di un delitto che ha riempito centinaia di ore di tutte le emittenti televisive, chiede la revisione del processo, non può non occuparsene. La conduttrice Andrea Delogu gestisce questo spazio in cui ospita una criminologa e due avvocati della difesa.

È ben preparata e riesce a dare il giusto spazio agli interventi di ognuno facendo un buon contrappunto e rilanciando da scaletta i temi principali del caso. Fino a quando non scoppia la diatriba tra la criminologa e un avvocato sul fatto che i reperti da analizzare siano o meno idonei per delle nuove analisi. La criminologa dice che non lo sono, come scritto nelle sentenze, mentre l’avvocato dice che non è vero. Inizia un tira e molla imbarazzante per Andrea Delogu che per quanto possa essersi preparata, ovviamente, non è in grado di dare ragione a uno o all’altra su un tecnicismo così complesso. Il problema è che i due professionisti non mollano la presa su un punto che ritengono fondamentale e sul quale entrambi vogliono avere ragione. Delogu mette le mani avanti e per prima cosa chiede agli ospiti di parlare uno alla volta. E dà la parola alla criminologa che rilancia immediatamente il suo punto di vista facendo inquietare non poco il suo interlocutore. È bagarre e la conduttrice fatica a far abbassare i toni: “Ci torneremo e con le carte in mano”. Si poteva gestire meglio questo contrasto? Non credo. Però, visto che si lasciavano i telespettatori con un importante interrogativo senza risposta, credo che per chiarezza avrebbe dovuto essere lei a riassumere i due punti di vista prima di chiudere quello spazio. È questo che dovrebbe fare una conduttrice-giornalista. Andrea Delogu è giornalista?

Una estate tv Rai striminzita, come sempre: ma quest’anno si potrà dare la colpa al virus COVID-19

Non si può pretendere che l’estate televisiva 2020 sia migliore delle precedenti perché l’emergenza sanitaria causata dal virus COVID-19 ha stroncato la stagione tv regolare a febbraio e ai piani alti di tutte le emittenti televisive i pensieri sono stati ben altri che rendere interessante la programmazione estiva. Qualsiasi novità dovesse esserci, sarà più che una mosca bianca.

Le pretese nei confronti della Rai hanno comunque sempre un senso. Quello che sta trasmettendo era stato per buonissima parte già programmato prima dell’emergenza sanitaria. La struttura produttiva Rai soffre di una elefantiasi cronica che nessuna governance e management è mai riuscita a snellire. Anzi, l’aver indebolito le strutture produttive e creative interne a vantaggio delle mega società esterne, sta mostrando tutti i suoi limiti e non ci voleva una pandemia per scoprirlo. Da anni, anch’io, nel mio piccolissimo, ho sollecitato la Rai a ridare vita alla “fabbrica delle idee” interna; energie sprecate, le mie. Che cosa esce dalla fabbrichetta delle idee della Rai? Striminzitic Show, il Teche teche tè personale di Renzo Arbore su Rai 2, ovvero l’auto-celebrazione di quando aveva delle eccellenti idee televisive. È per me inconcepibile che la dirigenza Rai non utilizzi i tre mesi della stagione televisiva estiva per sperimentare nuovi programmi, nuove idee, nuovi artisti, nuove conduzioni, nuove soluzioni tecniche e produttive che prevedano la centralità delle risorse e delle strutture interne.