Sanremo 2026 visto nei frammenti social, terza e ultima parte.

Laura Pausini spera che questo Festival la faccia amare di più dagli italiani. Tranquilla potrai fare la vittima ancora per moltissimi anni.

La sala stampa che balla Sal Da Vinci, ovvero, il giornalismo neomelodico. Capisci a me.

Laura Pausini caxxiata dalla direttrice d’orchestra Carolina Bubbico che vuole essere chiama maestra e non maestro. No, con quella bocca non può dire ciò che vuole. E non lo capisce.

Nino Frassica chiamato per prendere il posto del rinunciatario Andrea Pucci: San Remo ha fatto il suo.

Sal Da Vinci mostra la fede sul palco ma in sala stampa dice “la canzone è dedicata a tutti quelli che si amano”. Però con la fede al dito e che si deve vedere.

Carlo Conti dice alla moglie di non comprarsi i jeans perché lui è geloso. Ma come? Non era solo cristiano e democratico? Che fastidio.

Passaggio del testimone in diretta tra Carlo Conti e Stefano De Martino che non solo condurrà Sanremo 2027, ne sarà anche il direttore artistico. La sua ascesa all’Olimpo dello spettacolo italiano è il miracolo per cui Maria mangiacaramelle De Filippi potrebbe essere beatificata.

Non potevano aspettare nemmeno un secondo dopo la fine del Festival. Dovevano annunciarlo lì, ai piedi del palco dell’Ariston durante la finale. Ostentare il potere è una cifra stilistica difficile da controllare.

Fiorello ha immediatamente chiamato al telefono Stefano De Martino perché lui è un esibizionista della notizia pro domo sua.

Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026 riportando così la canzone italiana al secolo scorso.

A Napoli festeggiano la vittoria di Sal Da Vinci in assenza di scudetto e Champions.

Ultimo Festival di Carlo Conti. Ma gli faranno fare altri 20 Tale e Quale Show.

“Andiamo a cercare il focolaio dei festini bilaterali”.
La battuta più riuscita del Festival è di Elettra Lamborghini.
The End.

Sanremo 2026 visto nei frammenti social, seconda parte.

Partendo da un livello ed ascolti bassi, il Festival del 2027 con Stefano De Martino alla conduzione è già un successo.

Fiorello si mette sempre in mezzo anche nell’insuccesso degli altri. Peraltro da lui auspicato nell’ultimo Sanremo di Amadeus. Coerenza sempre e solo pro domo sua.

Quindi Raf ha portato la figlia ballerina sul palco nella serata delle cover e il figlio è co-autore della canzone in gara. Cosa resterà di questo suo Festival.

Resuscitare la polemica Pausini-Grignani è proprio attaccasse ar fumo d’apippa.

Masini e Fedez favoriti per la vittoria. È già scritto: “La rivincita dei dannati”.

Sembra, pare, dicono che anche quest’anno sono in molte e in molti a sgomitare per sedere e farsi inquadrare in prima fila. Penso alla dura, angosciante e triste vita dei raccomandatori.

Ultim’ora: Carlo Conti potrebbe condurre anche l’edizione 2027. Ci saranno le elezioni politiche e serve un normalizzatore. De Martino e Gennarino potrebbero essere interpretati come troppo di parte?

Il duetto cover di Gianni Morandi e Tredici Pietro: ma quelli che sono stati annunciati come “con Galeffi, Fudasca e Band”, un padre non ce l’hanno?

Laura Pausini nelle conferenze stampa risponde a qualsiasi critica con quella dose minima di supponenza che la fa sembrare molto peggio di quella che sembra.

La modella russa Irina Shayk evita i commenti a carattere politico perché è venuta al Festival per celebrare l’amore, la musica, l’unità e l’energia positiva. Già, tutto ciò che il suo presidente Putin ha tolto all’Ucraina.

Francesca Fagnani che infila “che belva si sente” nella cover di “Parole, parole, parole” con Fulminacci è una auto-citazione divertente come le battute che non fanno ridere di Alessandro Siani.

Finisce Sanremo e inizia una guerra, con Usa e Israele che attaccano l’Iran. Non si può stare un attimo tranquilli.

Sanremo 2026 visto nei frammenti social, prima parte.

Anche chi come me non ha guardato nemmeno un minuto del Festival di Sanremo 2026 in televisione, non può sfuggire ai frammenti di cui sono pieni i social media.

Quindi un po’ di Festival, a pezzetti piccoli piccoli, l’ho visto anch’io.

La cosa positiva è che sui social puoi facilmente scrollare ed evitare tutte le parti che non ti interessano: nel mio caso ogni volta che vedo Laura Pausini.

La iper-frammentazione in teoria dovrebbe favorire la proposizione del “meglio di”, ma in pratica no.

Però qualche certezza ce l’ho anche dopo aver visto il Festival a pezzettini.

Dieci secondi di Lillo Petrolo valgono di più dell’intera carriera di Alessandro Siani.

La carriera di Vincenzo Schettini come influencer divulgatore è definitivamente finita all’una di una notte sul palco dell’Ariston. Ed è un bene per la scuola e la cultura italiana.

Il meglio della musica leggera italiana non è quella presentata a Sanremo. E non da oggi.

Elettra Lamborghini presa a piccolissime dosi è una star del nonsense.

Un bacio tra due donne è ancora una notizia. Boh e pure mah.

Per dimostrare quanto è inutile il Dopo Festival basta pensare che lo hanno fatto condurre a Nicola Savino.

Nella versione playback, le parole della canzone di Ditonellapiaga un po’ si capiscono.

Leo Gassmann non è simpatico  nonostante sia tifoso della Roma e Alessandro Gassmann rimane un grande rosicone.

L’Eurovision Song Contest quest’anno non lo vinciamo.

Perdere milioni di telespettatori ad ogni puntata è il risultato di un prodotto e di un cast non all’altezza della tradizione degli ultimi anni dello show. Difendere ad oltranza questo risultato non è professionale.

Tocca rimpiangere Emma, Elodie, Annalisa e Alessandra Amoroso. No, la Amoroso no.

Se il meglio è la performance di Tony Pitoni e Ditonellapiaga nella serata delle cover, che hanno vinto, beh allora Pucci vostri.

La Milly-Rai è perdente e non solo negli ascolti

Ogni sconfitta, nella sfida degli ascolti, di Ballando con le stelle contro Tu sì que vales la considero umiliante per la Rai.

Una Rai che è incapace di realizzare uno show del sabato sera, nuovo e originale pensato dalla “prima azienda culturale del Paese” per il pubblico che vorrebbe un intrattenimento leggero di qualità.

Non un format acquistato e adattato al pubblico italiano, riproposto per 20 anni peggiorandone l’impostazione per virare sulla centralità delle discussioni tra giudici e concorrenti.

Non c’è un componente del cast fisso che reputo meritevole di un elogio, di un plauso, di stima.

Ma è la conduttrice e autrice principale Milly Carlucci il simbolo indiscusso di una Rai molto più che discutibile.

Continuare a darle il potere di andare in onda con questo programma è una resa incondizionata: la Rai è incapace di farne a meno e di trovare una alternativa solida e differente alla sua conduzione più immobile di una esposizione del Madame Tussauds.

Simboli culturali del livello di Ballando con le stelle sono gli interventi della giudice Selvaggia Lucarelli e dell’opinionista del popolo Rossella Erra: che vi piacciano o meno, loro sono loro e voi non siete.

Quello che più infastidisce dell’ostinazione della Rai nel trasmettere questo show è l’impegno produttivo che occorre per realizzarne 13 puntate in diretta.

Chi gestisce i budget della Rai si prende davvero una grande responsabilità.

Abbassarsi al livello qualitativo della concorrenza commerciale per batterla e non riuscirci è, dal mio punto di vista, biasimevole.

Presentare nelle nuove vesti di bravissima vip ballerina Barbara d’Urso, fino a ieri (a ragione o meno) simbolo della televisione trash firmata Mediaset è, dal mio punto di vista, biasimevole.

La Rai che spalma sugli altri show del daytime i protagonisti di questo show perdente, non solo negli ascolti è, dal mio punto di vista, biasimevole.

Cosa resterà nelle Teche Rai di qualitativamente indimenticabile dopo tante edizioni di Ballando con le stelle?

La Milly-Rai: una televisione simil-commerciale che non ce l’ha fatta.

Bella Ma’ di sera di Pierluigi Diaco al 2.6% di share su Rai 2. A tutto dovrebbe esserci un limite ma a quanto pare non in questa Rai. La peggiore Rai di sempre.

L’idea che mi sono fatto è che Bella Ma’ di Pierluigi Diaco, sia nella versione pomeridiana che in quella serale, è uno degli esempi di una Rai che produce contenuti per sottrazione di tutto quello che di interessante ci sarebbe da dire.

Un programma con un conduttore che dà l’impressione di sentirsi il personaggio più intelligente della televisione, impressione seconda solo alla evidente impossibilità di esserlo.

Pierluigi Diaco è nelle primissime posizioni nella mia personalissima lista dei “perché questo va in onda sulla Rai tutti i giorni da anni?”.
Una lista tanto inutile quanto scontata poiché ritengo la Rai di oggi la peggiore di sempre, visto che non sa trovare di meglio.

Bella Ma’ è un programma stantio dal primo all’ultimo minuto che, è un mio sentire, non avrebbe senso su Rai 2 nemmeno se fosse utilizzato come riempitivo del palinsesto notturno alle 3 del mattino.

Eppure, la Rai lo manda in onda non solo di pomeriggio dal lunedì al venerdì ma anche la domenica in primetime.
Qualsiasi motivazione ci sia alla base di questa scelta, la Rai non può continuare a sostenerla regalando così tanti punti di share ad una concorrenza domenicale fiacca.

Firmato Akio di Caro Televip, un abbonato inorridito al solo pensiero di accendere la TV e trovare Pierluigi Diaco ed un programma come Bella Ma’ sulla Rai.

Barbara d’Urso concorrente di Ballando con le stelle 2025: così Rai 1 completa la sua trasformazione in brutta copia di Canale 5.

Il mito dei grandi show del sabato sera di Rai 1 si starà rivoltando nella tomba.
Sì perché sia chiaro; Rai 1 ha ucciso e sepolto la grandissima storia dei varietà del sabato sera da quando, venti anni fa, ha elevato a padrona del sabato sera Milly Carlucci con il suo bruttissimo Ballando con le stelle.

Sotto la pelle di uno show con ballerini vip, c’è da sempre, la peggiore anima della tv trash e Milly Carlucci l’ha alimentata e strutturata fino a farla diventare un pozzo di tv trash senza fondo.
Da venti edizioni, Ballando con le stelle è lo show peggiore del sabato sera che la Rai Radiotelevisione Italiana abbia mai trasmesso.

Nel DNA di Ballando con le stelle c’è il populismo televisivo più inguardabile ed inascoltabile. C’è il peggio delle polemiche tra giuria e concorrenti, c’è il peggio delle opinioni espresse, c’è il peggio dei meccanismi televisivi per alzare gli ascolti. Milly Carlucci è l’artefice di tutto questo creato per un pubblico ormai assuefatto alle bassezze televisive più degradate nei contenuti e nella forma.

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Estate televisiva 2025: i trionfi di Canale 5 contro una Rai mediocre e immobile.

In televisione gli ascolti contano, anche d’estate. E se gli ascolti sono eccezionali come quelli di Temptation Island e della Ruota della Fortuna, chi li fa (Mediaset) può esultare e chi li subisce (Rai) dovrebbe abbassare di molto lo stipendio ai direttori e ai dirigenti.

Il successo di Temptation Island a luglio non è un caso. È frutto di un lavoro accuratissimo e mirato costruito per quel 30% e oltre di pubblico che oggi solo Maria mangiacaramelle De Filippi è in grado di accontentare. Ed è la conferma che senza di lei Mediaset non avrebbe ragione di esistere.

Il successo del restyling della vecchia La Ruota della Fortuna, riproposta in access prime time contro Techetechetè il bollito di tutti i bolliti di Rai 1, è il jolly pescato da Pier Silvio Berlusconi un manager che ha sbagliato tanto, troppo, ma che con una concorrenza estiva inesistente potrà a fine anno tirare somme più che positive in termini di ascolti totali.

A questi vanno aggiunti i successi pomeridiani delle turcate, ovvero le soap opera turche, Forbidden Fruit, La Forza di una Donna (che batte di 3 punti di share Estate in Diretta) e Io Sono Farah.

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La Rai elimina Citofonare Rai2 dai palinsesti. Con colpevole ritardo. Tutto ciò che ha scritto Caro Televip sul programma dal 2021 al 2025.

Alla presentazione dei Palinsesti Rai per la stagione 2025-2026, la Rai non ha presentato Citofonare Rai 2 condotto da Paola Perego e Simona Ventura.


Mai come in questo caso vale il detto “io lo avevo sperato fin da subito, ovvero dal 10 ottobre 2021”.


Di seguito, tutte le opinioni di Akio di Caro Televip sul programma.

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Il nuovo programma del mezzogiorno domenicale di Rai 2 condotto da Simona Ventura e Paola Perego s’intitola #citofonarerai2 titolo da tv condominiale in sintonia con gli ascolti che le conduttrici hanno fatto negli ultimi loro programmi sulla stessa rete.
(19lug21)

#CitofonareRai2 ha esordito con il 3.95% di share. Non ho visto il programma perché ritengo completamente superati gli stili di conduzione di Simona Ventura e Paola Perego. Due professioniste che un tempo facevano ben altri ascolti. Unire le forze non basta. (4ott21)

L’intervista di Simona Ventura e Paola Perego a Giancarlo Magalli che inizia sul tempo che passa è uno dei momenti più tristi delle proposte televisive del 2021 #CitofonareRai2 (10ott21)

La qualità della recitazione di #CitofonareRai2 Bau! Bau!
(10ott21)

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La crisi tra Valeria Marini e la madre: la Domenica delle Palme secondo nonna-bis Mara Venier e Domenica In

Nonna-bis Mara Venier non dovrebbe più essere alla conduzione di Domenica In per così tanti motivi che è impossibile elencarli tutti. Il format di lei che intervista i suoi amici a ripetizione ogni anno è, francamente, orribile.

Ogni anno dichiara che è la sua ultima edizione di Domenica In per poi dire “però se mi vogliono, rimango”. Non succede nemmeno nelle barzellette più scontate.

Non si contano le volte che ha intervistato il suo amico Al Bano per raccontarne la vita che è stata già raccontata all’infinito.

Ma la caratteristica che più mi irrita come telespettatore è il modo con cui conduce i momenti leggeri e quelli “commoventi”.

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Eleonora Daniele ha annunciato la morte di Papa Francesco con il suo stile di conduzione: quando la tv emozionale non sa dare una notizia.

Chi come me scrive post sulla televisione da un po’ di anni non si è meravigliato del modo in cui Eleonora Daniele ha dato in diretta la notizia della morte di Papa Francesco.

Lei è così. Così va in onda tutti i giorni, tutte le mattina con Storie Italiane su Rai 1.
La sua è una televisione emozionale in cui i drammi umani sono all’ordine del giorno.
Eleonora Daniele vive con intensità i drammi che racconta e se le arriva tra capo e collo la notizia della morte di un papa lei fa quello che sa fare perché lo fa tutti i giorni da anni:  le pause con le parole scandite lentamente tra una pausa e l’altra e sul volto tutta la sofferenza umana.

Lo fa da anni figuriamoci se non lo avrebbe fatto per annunciare la morte del papa.
Lei è così e così va in onda da anni.

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