Sanremo 2026: perché non guarderò il Festival di Sanremo con Laura Pausini conduttrice per tutte e cinque le serate

Carlo Conti ha annunciato, in un video con la diretta interessata, che Laura Pausini sarà la co-conduttrice “ma anche solo conduttrice” per tutte le 5 serate del Festival di Sanremo 2026.

Non sono un fan della Pausini cantante e men che meno della Pausini intrattenitrice televisiva come nel caso del programma Laura & Paola co-condotto con Paola Cortellesi su Rai 1 nel 2016.

Pertanto questo annuncio è la pietra tombale sulla possibilità che io possa seguire il Festival. Vedrò le esibizioni dei cantanti nelle clip di Rai Play ma non ce la posso proprio fare a seguire uno show  di oltre 4 ore per 5 sere di seguito in cui ogni 5 minuti compare la Pausini.

Continua a leggere

Bella Ma’ di sera di Pierluigi Diaco al 2.6% di share su Rai 2. A tutto dovrebbe esserci un limite ma a quanto pare non in questa Rai. La peggiore Rai di sempre.

L’idea che mi sono fatto è che Bella Ma’ di Pierluigi Diaco, sia nella versione pomeridiana che in quella serale, è uno degli esempi di una Rai che produce contenuti per sottrazione di tutto quello che di interessante ci sarebbe da dire.

Un programma con un conduttore che dà l’impressione di sentirsi il personaggio più intelligente della televisione, impressione seconda solo alla evidente impossibilità di esserlo.

Pierluigi Diaco è nelle primissime posizioni nella mia personalissima lista dei “perché questo va in onda sulla Rai tutti i giorni da anni?”.
Una lista tanto inutile quanto scontata poiché ritengo la Rai di oggi la peggiore di sempre, visto che non sa trovare di meglio.

Bella Ma’ è un programma stantio dal primo all’ultimo minuto che, è un mio sentire, non avrebbe senso su Rai 2 nemmeno se fosse utilizzato come riempitivo del palinsesto notturno alle 3 del mattino.

Eppure, la Rai lo manda in onda non solo di pomeriggio dal lunedì al venerdì ma anche la domenica in primetime.
Qualsiasi motivazione ci sia alla base di questa scelta, la Rai non può continuare a sostenerla regalando così tanti punti di share ad una concorrenza domenicale fiacca.

Firmato Akio di Caro Televip, un abbonato inorridito al solo pensiero di accendere la TV e trovare Pierluigi Diaco ed un programma come Bella Ma’ sulla Rai.

Barbara d’Urso concorrente di Ballando con le stelle 2025: così Rai 1 completa la sua trasformazione in brutta copia di Canale 5.

Il mito dei grandi show del sabato sera di Rai 1 si starà rivoltando nella tomba.
Sì perché sia chiaro; Rai 1 ha ucciso e sepolto la grandissima storia dei varietà del sabato sera da quando, venti anni fa, ha elevato a padrona del sabato sera Milly Carlucci con il suo bruttissimo Ballando con le stelle.

Sotto la pelle di uno show con ballerini vip, c’è da sempre, la peggiore anima della tv trash e Milly Carlucci l’ha alimentata e strutturata fino a farla diventare un pozzo di tv trash senza fondo.
Da venti edizioni, Ballando con le stelle è lo show peggiore del sabato sera che la Rai Radiotelevisione Italiana abbia mai trasmesso.

Nel DNA di Ballando con le stelle c’è il populismo televisivo più inguardabile ed inascoltabile. C’è il peggio delle polemiche tra giuria e concorrenti, c’è il peggio delle opinioni espresse, c’è il peggio dei meccanismi televisivi per alzare gli ascolti. Milly Carlucci è l’artefice di tutto questo creato per un pubblico ormai assuefatto alle bassezze televisive più degradate nei contenuti e nella forma.

Continua a leggere

Estate televisiva 2025: i trionfi di Canale 5 contro una Rai mediocre e immobile.

In televisione gli ascolti contano, anche d’estate. E se gli ascolti sono eccezionali come quelli di Temptation Island e della Ruota della Fortuna, chi li fa (Mediaset) può esultare e chi li subisce (Rai) dovrebbe abbassare di molto lo stipendio ai direttori e ai dirigenti.

Il successo di Temptation Island a luglio non è un caso. È frutto di un lavoro accuratissimo e mirato costruito per quel 30% e oltre di pubblico che oggi solo Maria mangiacaramelle De Filippi è in grado di accontentare. Ed è la conferma che senza di lei Mediaset non avrebbe ragione di esistere.

Il successo del restyling della vecchia La Ruota della Fortuna, riproposta in access prime time contro Techetechetè il bollito di tutti i bolliti di Rai 1, è il jolly pescato da Pier Silvio Berlusconi un manager che ha sbagliato tanto, troppo, ma che con una concorrenza estiva inesistente potrà a fine anno tirare somme più che positive in termini di ascolti totali.

A questi vanno aggiunti i successi pomeridiani delle turcate, ovvero le soap opera turche, Forbidden Fruit, La Forza di una Donna (che batte di 3 punti di share Estate in Diretta) e Io Sono Farah.

Continua a leggere

The Couple (una vittoria per due): il reality mega-flop che decreta la fine come conduttrice di prima serata di Ilary Blasi

Cara Ilary Blasi, che come conduttrice avessi dato il massimo del tuo minimo era evidente già da un po’. Però c’è sempre bisogno della conferma definitiva. The Couple (una vittoria per due) è la pietra tombale sulla tua carriera come conduttrice di prima serata e di programmi considerati “importanti” per le reti Mediaset.

La secolare amicizia con Silvia Toffanin non potrà salvarti dall’unica decisione che Pier Silvio Berlusconi come amministratore delegato deve prendere: rinunciare alle prestazioni artistiche della ex letterina, promossa inspiegabilmente a più alti incarichi televisivi. La copia a coppie del Grande Fratello è un flop colossale. Fa ascolti bassissimi (ieri la terza puntata 10.9% di share) e non ne parla nessuno. È uno show, un reality, talmente insignificante che persino il pubblico dei reality più trash che per definizione è di bocca buona, non lo considera degno di essere guardato.

Continua a leggere

Carlo Conti e il flop di Ne vedremo delle belle: mettere la faccia sul trash è quanto di meno adeguato possa fare un conduttore top player.

Caro Carlo Conti, hai dovuto chiudere in anticipo, a causa degli ascolti bassissimi, Ne vedremo delle belle, lo show con 10 showgirl pensionabili.

Sei il frontman di un gruppo dirigente Rai e di autori che con te saranno ricordati nella storia della più brutta televisione fatta dalla Rai Radiotelevisione Italiana.

Aver sbancato gli ascolti con il Festival di Sanremo 2025 non ti giustifica e, soprattutto, non ti autorizza a rovinare la reputazione del sabato sera di Rai 1.

Sì perché, è un mio sentire, con questo show tu e tutti i responsabili di questo insulso progetto siete colpevoli di aver abbassato il livello dell’intrattenimento Rai al livello della Fininvest delle origini.

La Fininvest delle origini è colpevole di aver introdotto nella televisione italiana gli show con protagoniste “le sgallettate”. Modelli di showgirl che hanno rappresentato le donne solo per la prorompente fisicità.

Alcune delle artiste nel cast di Ne vedremo delle belle sono state il simbolo di quella tv.

Che la Rai nel 2025 le abbia celebrate come simbolo delle showgirl di tutta la televisione italiana è una colpa che vi dovrà perseguitare nella coscienza per tutto il resto della vostra carriera.

Per me gli scontri tra showgirl pensionabili di Ne vedremo delle belle su Rai 1, sono stati raccapriccianti, paragonabili a quelli messi in scena da Carlo Verdone nel gallinaio rappresentato nel film Perdiamoci di vista.

Caro Carlo Conti, questo flop te lo meriti tutto e, per quanto mi riguarda, ti relega per il resto della tua carriera nel ruolo di Giampiero Antonazzi che nel film di Carlo Verdone fu interpretato da Aldo Maccione.

Ti auguro che rimanga il tonfo più grande della tua carriera, perché se farai un programma più brutto vorrà dire che sarai diventato pensionabile come le protagoniste di Ne vedremo della belle.

Caro Carlo Conti, tu, i dirigenti Rai e gli autori di questo show incommentabile avete fatto fare una brutta fine al sabato sera di Rai 1.

Una gran brutta fine.

Intrattenimento DayTime e PrimeTime di Rai 1 e Rai 2: è una Rai che non auguro di guardare al mio peggior nemico.

Ne vedremo delle belle, il talent show trash con protagoniste delle showgirl pensionabili, non sarà il punto più basso della storia della Rai Radiotelevisione Italiana.

Visto l’andazzo al ribasso, la Rai saprà fare di peggio.

Lo show con le showgirl pensionabili condotto da Carlo Conti è oggi quanto di più vicino alla tv commerciale delle origini firmata Fininvest. Solo che la tv commerciale di allora era l’occasione per la Rai di proporsi come differente e, soprattutto, come presidio di qualità televisiva.

Continua a leggere

Amadeus giudice del serale di Amici 2025: no, non è un artista simbolo della Rai.

Caro Amadeus, un professionista può scegliere per chi lavorare. Tu hai scelto di lasciare la Rai e di fare pochi spicci di share sul Canale Nove di Warner Bros Discovery per un contratto certamente non da pochi spicci.

Ti era già capitato di lasciare la Rai per cercare fortuna a Mediaset dove avevi già lavorato da giovincello. Ma ti andò male male male e tornasti con la coda tra le gambe in Rai dove ad aprirti le porte trovasti Michele Guardì e I fatti vostri.

Poi mamma Rai ti ha ridato la grande opportunità di tornare ad essere un conduttore top fino ai grandi successi di ben 5 Festival di Sanremo consecutivi compreso quello senza pubblico all’Ariston per colpa del Covid-19.

Da sabato prossimo il libero professionista Amadeus, quasi invisibile sul Canale Nove, tornerà ad avere la massima visibilità in prima serata su Canale 5 come giudice del serale di Amici di Maria de Filippi.

Scelta più che legittima del libero professionista Amadeus.

Per me, da abbonato Rai che non si innamora dei conduttori, la conferma che tu e tanti altri professionisti non siete e non sarete mai simboli della Rai anche quando ci lavorate e dite che la Rai è una cosa meravigliosa.

Siete solo dei liberi professionisti.

Da sabato prossimo sarai un libero professionista che “toglierà” pubblico a Rai 1.

Un innamorato non dovrebbe arrivare a tanto con la sua amatissima.

Caro Amadeus, da abbonato che la Rai la Ama, cito il tuo amatissimo Fiorello “Ti deve andare male, male, male!”, non la partecipazione ad Amici che è un successo certo, “Ti deve andare male, male, male!”, tutto quello che farai in televisione d’ora in poi.

Tutta l’Italia! Tutta l’Italia! Il Sanremo 2025 sovranista di Carlo Conti che di certo qualcuno in Rai ha pensato potesse piacere alla donna sòla al comando.

L’ ossessionante ripetizione dello slogan musicale di Gabry Ponte  “Tutta l’Italia! Tutta l’Italia!” è diventato il manifesto del Festival di Sanremo 2025 normalizzato da un Carlo Conti nazionale-democristiano-populista, oggi simbolo dei nostrani sovranisti canterini.

Sotto la sua ossessiva abbronzatura perenne, batte un cuore al ritmo di una marcetta che dice “Non deve succedere niente di pericolosamente anti-governativo”.

Sanremo 2025 resterà come una delle tappe più significative della carriera di Carlo Conti: un marchio che lo segnerà per sempre.

Solo una cosa poteva salvarlo da questo pessimo inciampo: la vittoria di Giorgia Todrani, la cantante.

Ma si sa: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Continua a leggere

Sanremo 2025: sempre meglio 12 co-conduttori che quei due che hanno monopolizzato gli ultimi 5 anni del Festival

Caro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2025 Carlo Conti, hai annunciato i co-conduttori che ti affiancheranno nelle cinque serate tv più amate dagli italiani: Bianca Balti, Nino Frassica, Cristiano Malgioglio, Elettra Lamborghini, Miriam Leone, Katia Follesa, Mahmood, Geppi Cucciari, Alessia Marcuzzi, Alessandro Cattelan e se ci riesci a convincere (ci riesci, ci riesci) “due amici storici”, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni.
Riempire il palcoscenico di personaggi italiani per una sera è uno dei modi che la Rai negli ultimi anni ha trovato per sostituire gli ospiti stranieri che costano troppo.

I siparietti tra co-conduttori sono diventati “un must” di Sanremo. Ma soprattutto servono per far sfogare la carrettata di autori che scrivono il Festival anche in funzione di tutto il circo mediatico che ne parla a tutte le ore, tutti i giorni, per oltre un mese.

Continua a leggere