Lo show della crisi del governo Renzi piomba sulla programmazione tv natalizia ed è meglio di un cinepanettone

Cari direttori di tutte le reti televisive e di tutti i telegiornali, sulla programmazione natalizia del 2016 si è abbattuta come una tempesta perfetta la crisi di governo con l’annuncio delle dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi a seguito della sconfitta “dei SI” al referendum costituzionale. La sua era una riforma costituzionale scritta male, non condivisa con le opposizioni, presentata con arroganza e personalizzando il risultato del referendum confermativo.

L’idea che mi sono fatto è che Matteo Renzi si è dimesso non perché lo aveva promesso ma perché perfino lui, così egocentrico e presuntuoso, ha capito di non avere le capacità di uno statista. Questa sconfitta ci dice anche che la sua presa sul pubblico televisivo va scemando. Se è vero che in piena ascesa politica gli ho assegnato “il Caro Televip 2014” è altrettanto vero che durante la campagna referendaria 2016 la sua presenza totalizzante in tv non gli ha fatto vincere questa sfida politica.

Così come devono leccarsi le ferite la maggior parte dei programmi tv e dei telegiornali che, per dirla con un eufemismo, erano un tantinello a favore della riforma renziana. L’aspetto più interessante di questa crisi è che piomba nel bel mezzo delle festività natalizie e, con tutte le sue ritualità istituzionali ed i retroscena per la formazione del nuovo governo, catalizzerà l’attenzione meglio di qualsiasi cinepanettone natalizio. Io, ad esempio, stavo per comprare i dvd con le stagioni 3 e 4 di House of Cards ma a questo punto, perché accontentarmi di una serie se posso godermi il liveshow della politica italiana che in queste occasioni sa dare il meglio e che, grazie all’avvento di Matteo Renzi, dei grillini e alla armata Brancaleone del centrodestra, garantisce uno spettacolo televisivo unico dal punto di vista dell’intrattenimento leggero? Ieri ad esempio la maratona di Enrico Mentana organizzata per documentare la consegna delle dimissioni di Renzi al capo dello stato Mattarella è stata meglio di qualsiasi cinepanettone. Il TgLa7 come sempre ha brillato per i tanti limiti tecnici dei collegamenti a anche Mentana, ormai logorato dalla sua svolta renziana, non riesce più ad andare oltre lo spettacolino con battutine tra lui ed i suoi inviati Paolo Celata e Alessandra Sardoni cosa che manda in estasi i #webeti sui social che ne esaltano più le gesta comiche che quelle professionali. Ieri una vera e propria chicca da cinepanettone è stato il momento in cui Mentana aspettava l’uscita dell’auto di Renzi da Palazzo Chigi dopo l’ultimo consiglio dei ministri, per dare in diretta “il rito dell’auto del premier che sale al Quirinale” per incontrare il presidente della Repubblica e rassegnare le dimissioni (al momento “congelate”, perché deve prima essere approvata la legge di stabilità). L’inviato Paolo Celata ha documentato in diretta l’uscita di un corteo di auto blu con tanto di super scorta ma non ha potuto affermare con certezza che quello fosse il corteo di auto di Matteo Renzi perché “le auto avevano i vetri oscurati”. Il direttore Mentana gli ha dato manforte dicendo che effettivamente poteva trattarsi anche dell’auto del ministro dell’Interno Angelino Alfano, uno dei ministri che avrebbe potuto avere una scorta così imponente. Ma l’inviato Celata ha tirato fuori un asso dalla manica. Ha chiesto ad una fotografa di poter inquadrare il monitor della sua macchina fotografica visto che con il suo teleobiettivo ed il flash era riuscita a perforare l’oscurità di quei vetri e a confermare che nell’auto c’era Matteo Renzi. E come lo ha fatto? Dicendo alla fotografa “possiamo inquadrare la tua foto? E’ per il TgLa7 di Mentana”.
Intanto Mentana dallo studio non rinunciava alla sua vena da battutaro e diceva “Celata per cosa stai spendendo il mio nome?”. Celata gli ha spiegato che la fotografa gli avrebbe fatto inquadrare la sua macchina fotografica mostrando la fotografia che confermava la presenza di Renzi nell’auto che loro avevano mostrato in diretta. Detto, fatto. La telecamera del TgLa7 di Mentana si è buttata di corsa sul monitor della reflex della giovane fotografa mentre in studio Mentana dirigeva la regia come faceva Emilio Fede ai tempi d’oro: “Regia! Non inquadrate me! Mandiamola a tutto schermo!”. Una scena comica di suo che si è conclusa con una grande battuta “a soggetto” di un non protagonista. Mentre la telecamera faceva la panoramica passando dalla macchina fotografica all’inviato Celata, si è udita la voce fuori campo di un fotografo molto più scafato della giovane fotografa che le diceva: “Ahò! Fatte pagà!”.
Cari direttori di tutte le reti televisive e di tutti i telegiornali, chissà quante perle ci regaleranno politici, giornalisti e “non protagonisti” durante questa crisi e fino al giuramento del nuovo governo. Quest’anno le feste di Natale saranno molto impegnative per voi che fate tv perché non potrete limitarvi a trasmettere solo i soliti film e i soliti show in attesa del peppe-peppe-peppe-ppè! di Capodanno. Insieme al bambinello nascerà anche un nuovo governo e agli italiani lo racconterete voi di tutte le reti tv e di tutti i tg, con la vostra capacità unica di fare ridere. Anche se non raggiungerete le vette da ultrà come negli ultimi 1000 giorni in cui avete avuto come punto di riferimento artistico Matteo Renzi.

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3 thoughts on “Lo show della crisi del governo Renzi piomba sulla programmazione tv natalizia ed è meglio di un cinepanettone

  1. viga1976 ha detto:

    Sai una cosa? Come tutte le belle cose la parabola renziana-leopoldiana è durata poco. Per fortuna per certi aspetti, ma è anche vero che molte risate genuine ce le hanno regalate.
    Tipo non pensare che il voto anche qualora fosse stato contro il governo, non è per populismso o nel nome delle matite copiative. Pesa il Job Act, ad esempio. Questi invece si sentono sotto la pressione dei nemici che hanno monopolizzato la campagna elettorale, su facebook ho letto anche questo, sicché analfabeti funzionali che vedevano analfabeti funzionali in ogni ove.
    Ora governo tecnico, cambio di direzione nel pd, lunga vacanza per i renziani più ottusi e poi: daje che lo spettacolo ricomincia
    Ci sarà un leader da odiare, ci sarà un santo laico da venerare.

    • akio ha detto:

      Caro Viga, e come scrisse Trilussa

      Ninna nanna, nanna ninna,
      er pupetto vò la zinna,
      dormi dormi, cocco bello,
      se no chiamo Farfarello,
      Farfarello e Gujermone
      che se mette a pecorone
      Gujermone e Cecco Peppe
      che s’aregge co’ le zeppe:

      co’ le zeppe de un impero
      mezzo giallo e mezzo nero;
      ninna nanna, pija sonno,
      che se dormi nun vedrai
      tante infamie e tanti guai
      che succedeno ner monno,
      fra le spade e li fucili
      de li popoli civili.

      Ninna nanna, tu nun senti
      li sospiri e li lamenti
      de la gente che se scanna
      per un matto che comanna,
      che se scanna e che s’ammazza
      a vantaggio de la razza,
      o a vantaggio de una fede,
      per un Dio che nun se vede,

      ma che serve da riparo
      ar sovrano macellaro;
      che quer covo d’assassini
      che c’insanguina la tera
      sa benone che la guera
      è un gran giro de quatrini
      che prepara le risorse
      pe li ladri de le borse.

      Fa la ninna, cocco bello,
      finché dura ‘sto macello,
      fa la ninna, che domani
      rivedremo li sovrani
      che se scambieno la stima,
      boni amichi come prima;
      so’ cuggini, e fra parenti
      nun se fanno complimenti!

      Torneranno più cordiali
      li rapporti personali
      e, riuniti infra de loro,
      senza l’ombra de un rimorso,
      ce faranno un ber discorso
      su la pace e sur lavoro
      pe’ quer popolo cojone
      risparmiato dar cannone.

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