Bruno Vespa, grazie a due selfie e mezzo, è il trionfatore delle elezioni Europee 2014

Caro Bruno Vespa, nell’ultimo mese mi sono tenuto alla larga da qualsiasi tentazione di scrivere dei post su come i politici italiani hanno usato la tv (e viceversa) in occasione della campagna elettorale per le Elezioni Europee 2014. Niente di nuovo sotto le nubi minacciose della politica. La vera notizia è che, a due giorni dal voto, queste elezioni  un vincitore già ce l’hanno e si chiama Bruno Vespa.

Il tuo è stato un crescendo incontrastato ed hai incassato risultati per te esaltanti di audience e di critica. Ieri, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7, gongolavi come mai hai gongolato; eppure sei un gongolo professionista quando si tratta di auto celebrarti. Stavolta però la auto celebrazione ci sta tutta.

Chi avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che Beppe Grillo, per guadagnare il voto del pubblico moderato, si sarebbe seduto sulla tua sedia bianca di Porta a Porta e avrebbe amabilmente duettato con te facendoti ottenere il boom di ascolti? (quasi il 27% di share con 4 milioni e 270mila spettatori). Per sottolineare il tuo stato di grazia professionale hai scelto la moda del momento: il selfie su twitter. Hai chiesto a Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Matteo Renzi di farsi un autoscatto con te in studio prima dell’intervista. Berlusconi e Grillo hanno accettato; Renzi, no. Il giovane premier fiorentino, arrivando per ultimo, ha scelto di non prestarsi al selfie, per distinguersi dai rivali e per rimarcare che lui riveste il ruolo istituzionale di Presidente del Consiglio. Ma tu non hai abbandonato l’idea che ti aveva lanciato Caro Televip due mesi fa e zitto zitto ti sei acquattato dietro a Renzi mentre era immerso nella lettura dello smartphone e, con un sorriso beffardo, ti sei fatto scattare un selfie a sua insaputa. Caro Bruno Vespa, i due selfie con Berlusconi e Grillo sono di una bruttezza indescrivibile ma mai quanto è brutto quello con cui hai ridicolizzato Renzi immerso nel suo ruolo di premier. E così, mentre la Rai è pronta a toglierti il giovedì, tu tocchi il cielo con tutte le dita perché hai dimostrato sul campo di essere ancora “la terza camera della Repubblica”, quella di cui nessun politico può fare a meno nei momenti caldi della lotta politico-mediatica. E nulla testimonia meglio dei tuoi due selfie e mezzo la tristissima situazione della politica italiana.

 

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