Manhunt il film documentario HBO sulla caccia ventennale a Bin Laden. David Letterman intervista l’ex agente Cia Nada Bakos. Quando si dice fare una domanda diretta: “Clinton ebbe queste informazioni ma le ignorò?”.

Caro David Letterman, al Late Show hai ospitato Nada Bakos una delle ex analiste e agenti CIA protagoniste del film-documentario Manhunt – The search for Bin Laden di Greg Barker realizzato per la rete televisiva americana HBO. Il film-documentario parla del lavoro di intelligence condotto dal gruppo di analiste e agenti soprannominato The Sisterhood (La Sorellanza) che sono state le prime (nel 1993 in occasione del primo attacco al World Trade Center) ad identificare il gruppo terroristico di Al Qaeda con a capo Osama Bin Laden. Manhunt, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2013, racconta i venti anni di caccia a Bin Laden dal punto di vista di chi aveva lanciato l’allarme su un possibile 11 settembre molto prima che avvenisse. Il gruppo stilò rapporti scritti che non sono stati considerati come avrebbero dovuto.

Nada Bakos ti ha detto di aver scritto personalmente alcuni di quei rapporti che, per quanto ne sa lei, finivano sulla scrivania dello studio ovale già durante la presidenza di Bill Clinton (precisamente tra la fine della presidenza Clinton e l’inizio della presidenza Bush). Caro David Letterman, tu scherzi molto ma quando fai il serio punti decisamente al cuore dei fatti. Riporto il brano più significativo della tua intervista a Nada Bakos (in onda su CBS il 29 aprile 2013 e su Rai 5 sottotitolata in italiano il 1 maggio 2013, da cui ho preso il dialogo, QUI dal minuto 28. In coda al post l’intervista in versione originale dal canale Youtube del Late Show): 

David Letterman: ” Ho trovato interessante quella parte del film in cui Osama Bin Laden annuncia pubblicamente di aver dichiarato guerra agli Stati Uniti. Credo che fosse andato in onda su Al Jazeera. E’ avvenuto anni prima dell’attacco a New York o di quello di Washington. Perché non abbiamo preso più seriamente quell’annuncio?”

Nada Bakos: “Questa è una bella domanda. Era un’intervista fatta da Peter Berken per la CNN. Ottenne di poterla mandare in onda su un canale americano. Col senno di poi è stato chiaro cosa stesse accadendo, ma al tempo non era così chiaro. Allora c’era una manciata di analisti di Al Qaeda che seguiva Bin Laden e sapeva quale fosse il suo intento”.

David Letterman: “Nel film viene mostrato il rapporto originale dell’intelligence in cui si legge ‘la minaccia di un attacco reale è imminente’. La Cia lo comunicò direttamente al presidente?

Nada Bakos: “Si, in casi come questo vanno direttamente dal presidente”.

David Letterman: “Era il periodo di passaggio tra il governo Clinton e il governo Bush? Esatto? Clinton ebbe queste informazioni, ma le ignorò?”.

Nada Bakos: “Si, lui ebbe accesso ad alcuni dei rapporti iniziali. La Cia era sulle tracce di Al Qaeda fin dai primi anni ’90”.

David Letterman: “Sapevano che aveva in mente qualcosa, ma nessuno lo prese abbastanza sul serio. C’è un’altra cosa che il film evidenzia bene. E cioè che tutti si addossarono la colpa a vicenda. Dissero di non sapere nulla, ma in realtà era tutto scritto nero su bianco”.

Nada Bakos: “Si credo che questo sia un passaggio cruciale del film. La Cia non è una istituzione che si occupa di prendere decisioni, ma si limita a fornire informazioni a coloro che devono prenderle. A posteriori può sembrare una cosa semplice, ma nessuno sapeva luogo o momento preciso del previsto attacco”.

David Letterman: “Quindi una volta che la triste verità è venuta alla luce, ci siamo messi sulle tracce del cervello dell’operazione. Abbiamo iniziato la caccia al responsabile degli attacchi”.

Caro David Letterman, grazie. Grazie perché, da italiano che da quando è nato convive con omissioni, scaricabarili, indagini della magistratura, inchieste giornalistiche, polemiche e critiche sui cosiddetti Misteri d’Italia, non posso che consolarmi con la superficialità con cui gli Stati Uniti, a detta di Nada Bakos, hanno sottovalutato il principe del terrore.

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