Sanremo 2016: Carlo Conti ora può permettersi di fare il prezioso

Caro Carlo Conti, il grande successo del tuo primo Festival di Sanremo ti spiana la strada per la conduzione del secondo nel 2016. Il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone si è detto pronto a proportelo anche se è a fine mandato.

Evidentemente questo tuo grande successo gli dà la sicurezza che non potrà non essere riconfermato dal nuovo CdA Rai. Tu però prendi tempo.

Ricordi che hai degli impegni imminenti come il ritorno alla conduzione de L’Eredità “voglio tornare a fare compagnia agli italiani prima di cena” hai detto, poi ti aspettano sei puntate in prima serata di Si può fare e la preparazione della nuova edizione di Tale e quale show. La tua strategia per gestire l’enorme successo di Sanremo 2015 è quella di predicare il ritorno alla normalità. Questo approccio umile e prudente è dato dalla consapevolezza che confermarsi per due anni di seguito ad alti livelli in un progetto come il Festival di Sanremo è molto difficile. Fare il prezioso prendendo tempo nel dare la tua disponibilità ad un bis sanremese è anche una piccola, grande, vendetta nei confronti di chi per anni ti ha preferito altri conduttori. Oggi esci da Sanremo 2015 come il numero uno al pari di un Paolo Bonolis o di un Fabio Fazio. Tirartela facendo il prezioso condendo il tutto con una ostentazione di modestia, è l’atteggiamento di colui che sente di essere diventato un intoccabile Rai davanti al quale d’ora in poi si spalancheranno tutte le porte al settimo piano di viale Mazzini, chissà per quanti anni a venire. Hai acquisito un potere contrattuale tale da poter pretendere riconoscimenti economici ma anche di autonomia artistica. La cosa più intelligente che potresti fare in questo momento sarebbe quella di un clamoroso passo indietro non accettando la conduzione del prossimo Festival. Campare di rendita e gestire da imbattuto questo tuo momento d’oro. Tenerti tutti i tuoi programmi ormai più che consolidati e goderti l’intoccabilità che ti sei guadagnato. Ma non ce la farai. Non avrai la forza di dire di no a mamma Rai e alla fine, dopo un mese di riflessione e di riposo, dirai di si e annuncerai la tua disponibilità a fare il salvatore della patria Rai per il secondo anno consecutivo. Caro Carlo Conti, in cuor tuo però sai che il successo del tuo primo Festival ha basi meno solide di quello che sembra. Tu hai fatto solo il Carlo Conti e questo è bastato per amplificare ulteriormente il successo dell’effetto nostalgia che cavalchi già da anni con i tuoi spettacoli televisivi che fanno ascolti che sfiorano il 30%. Non c’è pertanto da meravigliarsi se partendo da quella base di pubblico, riesci quasi a raddoppiare l’audience avendo a disposizione la gestione totale del più grande evento prodotto dalle stratosferiche risorse economiche e professionali della Rai. In un periodo di crisi economica e di grande incertezza per il futuro, il pubblico italiano ha preferito girarsi dall’altra parte per una settimana e guardare il piattume anestetizzante del Festival. Caro Carlo Conti, un anno fa scrivevo: “Caro Carlo Conti, affidare il festival della canzone italiana a te, in questo periodo storico, ha un chiaro significato. E’ un ritorno alla Rai che vuole tranquillizzare e semplificare al massimo la tv nazional-popolare. Nessun conduttore, oggi, può combattere meglio di te  il disfattismo di quelli che Renzi chiama “i gufi” che remano contro il cambiamento epocale professato alle masse dal profeta Matteo con il suo linguaggio da conduttore della tv dei ragazzi”. Temo che l’Italia avrà bisogno ancora per molto di queste tue qualità, ecco perché puoi permetterti di fare tanto il prezioso.

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