Benvenuti al Nord e Zelig: repetita non iuvant

Caro Claudio Bisio, andare a vedere Benvenuti al Nord non mi ha ben disposto alla visione della puntata numero 100 di Zelig. Il film è uno dei peggiori sequel della storia del cinema italiano e non aiuta il pubblico ad avere fiducia sulla qualità dei film numero 2. Sarebbe anche ingiusto confrontarlo con Benvenuti al Sud che non meritava un seguito così scadente. La logica commerciale evidentemente ha prevalso. Produttore, regista e attori non hanno resistito al fascino del facile successo di botteghino sfruttando la fiducia acquisita con il primo film. Niente più di questo esercizio di egoismo può alimentare diffidenza nel pubblico cinematografico che, nonostante il caro biglietto, esce per vedere un film. La mia generosità mi spinge a limitarmi a dire che il film ha una storiella fragilissima e che i vostri personaggi hanno perso la loro forza propulsiva vivendo nel ricordo del passato. L’ambientazione milanese è inconsistente e non rende giustizia alla bellissima Milano. Dialoghi, interpretazioni e regia sono talmente blandi da far pensare che non avevate proprio voglia di farlo questo film. L’inizio, con gli skaters in Piazza Duomo sembrava l’inizio dei film di Renato Pozzetto e Adriano Celentano. Per un attimo ho perfino creduto che fosse un omaggio ma, se lo è stato, è poco riuscito come tutte le altre scimmiottature del cinema italiano che avete inserito nel film (l’arrivo della delegazione familiare di Alessandro Siani proveniente da Castellabate avrebbe dovuto essere un omaggio a Totò e Peppino? Ma mi faccia il piacere!). Con il finale il regista mi ha dato il colpo di grazia: Emma di Maria De Filippi che canta Nel blu dipinto di blu per le strade di Milano mentre vanno i titoli di coda con i vostri nomi abbinati a quelli dei personaggi. I volti degli spettatori che uscivano dal cinema erano tutto un programma. La maggior parte di noi avrebbe voluto dire ai telespettatori che facevano la fila per entrare: “Nun entrate! Fateve ridà li sòrdi!”. Con questo stato d’animo, al rientro a casa ho messo su Canale 5 dove stavate autocelebrando le 100 puntate di Zelig; un sequel, di un sequel, di un sequel, di un sequel… La sensazione è stata peggiore di quella che ho avuto nel vedere la prima puntata dell’edizione 2012. Sono capitato nel momento in cui sul palco affiancavi l’omino con il megafonino che urla “Donne!!!” e ti spendevi per ricordare al pubblico televisivo che lui nella storia di Zelig è stato anche uno degli uomini con la tutina che, spalle al pubblico, facevano avanti e indietro con il bacino. L’ingresso di Anna Maria Barbera “Sconsolata”, accolta come se fosse una diva, mi ha immediatamente convinto che continuare a vedere Zelig mi avrebbe rovinato la serata definitivamente. Ma quando una serata comincia male non può che finire malissimo. Lo zapping accidentale ha fatto affondare la mia serata nel momento in cui sono capitato su Retequattro, dove Salvo sottilissimo Sottile stava facendo il Quarto grado alla Costa Concordia. Ovviamente, non volendo vedere Bonolis ospite della sua amica conduttrice Paola Perego nonché moglie del suo agente, ho rimesso subito su Zelig. Benvenuti ad una brutta serata.

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3 risposte a "Benvenuti al Nord e Zelig: repetita non iuvant"

  1. viga1976 21 gennaio 2012 / 14:51

    ieri era la sera dell’attentato al povero viga 1976.Tutto quello che detesta profondamente in tv,solo per illo:zelig,sottile,saviano,bignardi.Per fortuna ho evitato essendo ospite di amici.
    Si,una cena ,due risate,un po’di ricordi.L’uomo non nasce con la tv,l’ipad o altre cose e sopravvive ad esse.Ha bisogno di amici
    Quelli sani di mente,mica quelli che vincerebbero al concorso di donnette isteriche-qualsiasi sia il loro sesso-o talentati male.

    http://malgoverno.wordpress.com

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

  2. massenzio 21 gennaio 2012 / 10:42

    Ma per niente al mondo….già il primo era un pessimo rifacimento del film francese, e la parte migliore era quella che si vedeva nei trailer….no, ieri sera è tornata la cara Daria, solo che un’ora e passa di Saviano ha finito per comprimere il resto…

    • akio 21 gennaio 2012 / 11:05

      l’originale francese decisamente meglio… il primo comunque qualche spunto lo aveva se non altro le quadrature dei panorami e qualche battuta dei caratteristi (scapece o bancomat per prendere i soldi senza itta o sanghe). daria? anche lei in quanto a sequel… 1 ora e passa di saviano mi dici? e che gli ha fatto il quarto grado?

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