Il giornalismo televisivo ai tempi di Matteo Renzi: il caso Gianni Riotta, Parallelo Italia 47 35

Caro Gianni Riotta, si è concluso il tuo programma estivo di approfondimento giornalistico in prima serata su Rai 3 intitolato Parallelo Italia 47 35.

Un insuccesso di pubblico (l’ultima puntata ha totalizzato 681 mila spettatori e il 3.38% di share, in media con le altre puntate) e di critica [Aldo Grasso] [Mariano Sabatini] [Marida Caterini] da far accaponare la barba anche ad un giornalista di lungo corso come te.

Cosa resterà di questa trasmissione itinerante per raccontare l’Italia dal parallelo 47 al 35 che delimitano geograficamente il nostro paese da Nord a Sud? Resteranno la bottiglietta di plastica lanciata sul palco a Napoli durante l’esibizione di Malika Ayane e le tue due interviste al premier Matteo Renzi piazzate strategicamente alla prima e all’ultima puntata a mo’ di sigillo sulla valenza istituzionale del tuo operato. Alla prima intervista ho dedicato ben 8 tweet, per giudicare la seconda  me ne è bastato uno solo:

“Resistentissime le ginocchiere usate da #Riotta per le 2 interviste a #Renzi con cui ha aperto e chiuso #paralleloitalia #Rai3 #giornalismo”.

Massimo Galanto di Tv Blog ha ben riassunto l’intensità giornalistica che ha animato la seconda intervista  e ne ha fatto tesoro per il proprio futuro professionale. Queste tue due interviste al premier Renzi hanno dato una nuova sfumatura alla funzione del giornalismo come orsacchiotto da guardia del potere. Orsacchiotto tu ed orsacchiotto Renzi. Eccovi uno di fronte all’altro. Entrambi desiderosi di miele. Spetta a te versare la prima abbondante colata di miele sulla strada che separa la tua poltrona presidenziale dalla sua e l’orsetto premier non perde un secondo a leccare il dolce nettare fino alla fine dei suoi monologhi per poi alzarsi felice su due zampe con la lingua di fuori a leccarsi i baffi sorridendo alla telecamera per mostrare al pubblico quanto è stato bravo. Non c’è domanda dell’orsetto giornalista che non provochi nell’orsetto premier l’estasi comunicativa. C’è sintonia tra di voi quasi quanta ce  n’è stata tra il quasi premier orsetto Renzi e l’allora direttore di RaiNews24, l’orsacchiotta da guardia del potere Monica Maggioni, oggi nominata presidente della Rai dal Governo Renzi. Per queste due interviste meriteresti di tornare a dirigere il Tg1, ma che dico il Tg1, tu hai i numeri per dirigere la Newsroom 1 della Rai. Caro Gianni Riotta, di te si dice che sei uno dei pochi giornalisti italiani con l’impronta all’americana; l’impronta dell’orsacchiotto con le zampette sporche di miele, mica l’impronta del cane da guardia del potere con le zampette sporche di sangue che ringhia e colpisce il potere come in House of Cards. Conosci House of Cards, vero? Si, quella serie americana che racconta tutto il peggio del potere politico e di cui Obama non si perde una puntata. Si, quella serie che piace tanto anche al nostro premier orsacchiotto Matteo Renzi. Caro Gianni Riotta, ecco, in quella serie americana di successo per te non ci sarebbe mai posto come non ce n’è nel giornalismo televisivo di successo.

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