Anna Maria Tarantola e l’importanza delle critiche dei social network ai programmi della Rai

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, sabato ho rinnovato l’abbonamento/canone alla tv che la Rai riceve dallo Stato Italiano anche per la sua funzione di servizio pubblico.

Il giorno prima avevo ascoltato in streaming sul sito del vostro ufficio stampa, l’intervento che hai fatto al convegno ”L’offerta del Servizio Pubblico” (16/1/15) attraverso il quale tu e il Direttore Generale Luigi Gubitosi avete chiamato a confrontarsi i rappresentanti dei principali servizi pubblici europei, del mondo dell’informazione e della cultura.

Un discorsone di cui, avendo in mano ancora caldo il bollettino del canone appena pagato, mi hanno colpito due passaggi. Il primo è quello in cui parli dell’importanza della creatività e dell’innovazione:

“Creatività e innovazione comportano l’assunzione di coraggio, che certo non ci è mancato nella nostra storia e nel nostro presente, ma che in futuro dovrà diventare un’attitudine più diffusa di cui la nostra organizzazione deve essere intrisa. Un coraggio da applicarsi in tutti i versanti: nei formati, nei linguaggi, nelle storie e nei frammenti di realtà locale o globale che vorremo raccontare, nella denuncia di ciò che non va, nella costruzione della fiducia in sé e nel futuro, nell’aprirci ai cittadini e al mondo esterno”.

Tu capisci che avendo ancora negli occhi e nelle orecchie la prima puntata del talent show Forte Forte Forte, ho trovato un abisso tra la tua teoria e la pratica di Rai 1, la rete ammiraglia che dovrebbe essere l’esempio più efficiente del tuo pensiero. Su questo blog faccio spesso esempi di scarso “coraggio” come lo chiami tu e di mancanza di “creatività” di Rai 1, Rai 2 e Rai 3. L’altro passaggio che mi ha colpito del tuo discorsone al convegno ”L’offerta del Servizio Pubblico” è stato quello in cui hai sottolineato l’importanza di dialogare con il vostro pubblico, con particolare riferimento ai social network:

“La sfida dell’oggi e del domani per Rai è quella di saper dispiegare ogni mezzo a disposizione per dialogare col proprio pubblico, per fidelizzarlo, per rigenerarlo ad ogni passaggio generazionale attraverso tutte le piattaforme accessibili. Le ricerche di mercato (su offerta, immagine e social reputation) e i commenti sui social network e in Rete sono di ausilio sia per misurare i livelli di consenso da parte dei cittadini, ma soprattutto per conoscere le loro preferenze, esigenze, aspettative e per migliorare così la qualità dei contenuti che intendiamo offrire loro. In questo senso abbiamo da sei anni avviato, avvalendoci di società esterne indipendenti, due indagini rispettivamente sulla qualità della nostra offerta e sulla reputazione che si affiancano alle rilevazioni dell’audience. I risultati che emergono sono confortanti, ma ci dicono anche che ci sono aree di miglioramento. Queste indagini confermano l’apprezzamento per programmi di qualità innovativi e non volgari – anche se talora ritenuti “difficili” (da ufficiostampa.rai.it).

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, sarebbe interessante vedere i risultati di questi 6 anni di rilevazioni sulla vostra reputazione sui social network e sulla loro valutazione della qualità della vostra offerta. Quello che ti consiglio, da blogger e abbonato che commenta i programmi Rai su blog, twitter e facebook, è di sensibilizzare di più anche i vostri contrattualizzati sull’importanza dei social network e su come ci si relaziona con essi. Molti televip della Rai sono sui social network  “a titolo personale” ma capisci bene che questa dicitura è ridicola per dei personaggi pubblici che si espongono al commento in tempo reale rispetto a quello che fanno e dicono in tv. Ecco, molti, moltissimi di loro, accettano le critiche come si accetta un attacco di orticaria permanente. Attenzione, non mi riferisco a insulti o minacce, da cui i social purtroppo non sono esenti e che però non devono diventare una scusa per dire che chiunque scrive sui social insulta o minaccia. Anche i televip della Rai dovrebbero imparare a distinguere “i criticoni” dai “killer da tastiera”, o peggio. Troppo spesso leggo lamentele di semplici telespettatori social che “sono stati bloccati” da questo o quel televip Rai per una semplice critica, più o meno, severa. Troppo spesso i televip si rapportano con i telespettatori social rispondendo in un modo che lascia perplessi. Ti faccio l’esempio del mio caso. E’ già da qualche anno che a me non piace più il programma Tv Talk di Rai Cultura che va in onda su Rai 3 (il sabato alle ore 15). Spesso lo critico su questo blog (qui l’elenco dei post) e su twitter (qui una lista dei tweet). Chiunque, leggendomi, può rendersi conto che le mie critiche e osservazioni sono sempre ben motivate, argomentate e soprattutto espresse in modo corretto. Nell’ottobre scorso ho avuto uno scambio di tweet con il conduttore Massimo Bernardini che ben sintetizza il mio e il suo approccio social (il relativo post a te indirizzato).  Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, ti porto l’esempio di Bernardini anche perché so che con lui hai un eccellente rapporto, ti piace molto il suo programma Il tempo e la storia (su Rai Storia) e vi accomuna una radice culturale cattolica. Ecco, il televip Rai Massimo Bernardini a questo mio innocuo tweet “#tvtalk la #RaiCultura che non mi piace” ha risposto così “@carotelevip Datti pace…e rinnova un po’ il repertorio. Buon Natale”. Sarei curioso di sapere come hanno classificato questi due tweet i vostri rilevatori social della reputazione Rai. Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, a tutti i televip Rai che come Bernardini invitano il pubblico social a darsi pace e a rinnovare il repertorio per qualche post e qualche tweet in cui si dice che una  trasmissione Rai non piace, giungano come una mannaia queste tue sacrosante parole:

“i commenti sui social network e in Rete sono di ausilio sia per misurare i livelli di consenso da parte dei cittadini, ma soprattutto per conoscere le loro preferenze, esigenze, aspettative e per migliorare così la qualità dei contenuti che intendiamo offrire loro”.

E che la pace sia con Massimo Bernardini. 

 

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