Giovanni Floris con Di Martedì e Massimo Giannini con Ballarò: non saranno loro ad innovare il talk show politico

Caro Giovanni Floris, ho seguito solo a partire dalle ore 23 la super sfida tra il tuo Di Martedì (su La7) e il tuo Ballarò, ora di Massimo Giannini (su Rai 3).  Per gli ascolti, la sfida l’hanno vinta Ballarò/Giannini con 2milioni e 500mila spettatori e l’11,7% di share mentre tu hai raccolto le briciole, 750mila spettatori ed il 3,5% di share. Per me invece avete pareggiato 0 a 0.


Questa mattina vedendovi on-line ho recuperato il tempo perso ed ho perso tempo.

I tanti proclami della vigilia si sono concretizzati in due talk show classici, l’uno uguale all’altro e senza alcuna novità. Il tuo avversario è quello che in tal senso ha deluso di più. Durante l’estate è stato preso dall’annuncite con cui ha annunciato le grandi novità di Ballarò: risultato? Un noiosissimo avvio con servizietti, collegamentini, intervistine (a Prodi!!!) e un intervento/intervista con Roberto Benigni che a leggere i live tweeting è stata più che deludente. Un intervento/intervista che non è possibile al momento rivedere on line nemmeno su Rai Replay, probabilmente per un qualche veto di Benigni; boh e pure mah. Dalle 23 in poi, Ballarò è stato lo stesso identico talk show politico che facevi tu con la differenza che a condurlo c’era uno poco pratico come Massimo Giannini. Che non fosse il suo mestiere fare il conduttore di talk show mi era chiaro già il giorno in cui ne è stato annunciato l’ingaggio da parte di Rai 3. Ieri ha faticato a gestire le esuberanze di Brunetta e Landini che per un conduttore televisivo è un po’ come per un giornalista di carta stampata faticare a scrivere i necrologi. Più lo vedevo nel suo tentativo imbarazzato di provare a fare il conduttore e più mi convincevo che con una Luisella Costamagna al suo posto ieri sera Ballarò sarebbe partito con i fuochi d’artificio e non con una camomilla tiepida e senza zucchero. Caro Giovanni Floris, in quanto al tuo Di Martedì c’è ben poco da dire. Ai difetti strutturali che aveva il tuo Ballarò già nel 2011 e nel 2012, si è aggiunto un difetto tecnico stratosferico che ieri ha segnato in modo disastroso il tuo debutto in prima serata su La7. La puntata è stata funestata per tutta la sua durata da un rumore di sottofondo, molto probabilmente l’impianto di condizionamento dello studio, talmente alto che quando ha parlato Eugenio Scalfari la sua voce flebile si è impastata con il rumore. In quello studio La7 ha fatto altre trasmissioni sempre con lo stesso problema che a quanto pare non riesce a risolvere. Anzi nel caso di Di Martedì la situazione è peggiorata. Come è possibile che un broadcaster come La7 non abbia fatto delle prove, delle simulazioni? A qualsiasi tecnico audio alle prime armi avrebbe dovuto essere subito evidente quel problema! Vogliamo dare la colpa all’editore Urbano Cairo che risparmia sui tecnici e sulle tecnologie ma paga te come un calciatore del Real Madrid? Caro Giovanni Floris, nel male ieri sera hai fatto la storia, perché la prima puntata del tuo Di Martedì è stata la trasmissione con il peggior audio dal 1954 ad oggi.

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