Sky Atlantic HD comincia con House of Cards ed io comincio dal romanzo di Michael Dobbs

Caro amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, perdere un piccolo canale come Babel Tv a voi vi fa il solletico visto che mercoledì lancerete un canale dedicato alle Serie Tv che si chiama Sky Atlantic HD (canale 110). Il palinsesto iniziale avrà i seguenti titoli: House of Cards, Il Trono di Spade 4, Venuto al Mondo Extended Version, Gomorra – La serie, Boardwalk Empire, The Crazy OnesTrue Detective, Masters of Sex, Top of The Lake, The Fall, Les Revenants, I Borgia,The Bridge e The Killing, Banshee e Magic City .

Ad inaugurare la programmazione di Sky Atlantic HD sarà la serie House of Cards ispirata all’omonimo bestseller di  Michael Dobbs che ha collaborato anche alla sceneggiatura della serie oltre ad esserne uno dei produttori esecutivi.

Il romanzo di Dobbs, ambientato in Gran Bretagna, ha già avuto una versione tv fatta dalla BBC nel 1990. Ora arriva la versione all’americana prodotta dal colosso dello streaming Netflix, riscritta da Beau Willimon e con protagonista il premio Oscar Kevin Spacey. Non avendo Sky mi perderò questa prima visione ma essendo un appassionato di serie tv sugli intrighi politici , ho acquistato il libro di Dobbs e me lo sto gustando con avidità. Pur essendo un romanzo del 1989, è attualissimo ed ha tutti gli ingredienti necessari per ritrovarci lo sporco della politica più sporca nella versione meno edulcorata possibile. La corsa al potere nella sua dimensione più ripugnante ma che senti, pagina dopo pagina, così verosimile da non poter fare a meno di pensare che sia vera, verissima. In ogni personaggio, situazione, ricatto, tradimento, reato, delitto, speculazione, tradimento, violenza, tratteggiati da Dobbs, non puoi fare a meno di dare un nome e cognome legato all’attualità politica di qualsiasi paese al mondo. Ho letto le prime duecento pagine e da tre giorni non compro giornali perché mi sembra che un romanzo del 1989 sia più attuale di un editoriale di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano o di una inchiesta sparata in prima pagina da Il Giornale o da Libero. Nel romanzo di  Michael Dobbs mancano il potere di internet e dei social network ma tutti gli altri poteri che il potere manipola e da cui viene manipolato ci sono tutti: dagli apparati dei partiti agli interessi imprenditoriali; dalla tv ai giornali, dalle agenzie pubblicitarie ai sondaggi; dai lobbisti ai finanziatori più o meno occulti; e tutto il l’inimmaginabile che esiste da quando esiste il potere. Ha detto Michael Dobbs:

“Ho iniziato a scrivere House of Cards più di 25 anni fa. L’attività politica è sostanzialmente cambiata da allora, soprattutto con l’emergere dei social media e le notizie disponibili 24 ore al giorno. Ma la cosa più importante è ciò che non varia. L’ambizione, il desiderio, la morale, la malvagità, la lealtà, il dovere, il tradimento – e lussuria – sono tutti gli elementi necessari ai politici per mettere le mani sulle leve appiccicose del potere e portare a termine i progetti. Il potere richiede un compromesso, il compromesso richiede un passo indietro dai propri principi, e anche con il primo passo in politica ci si assesta su un pendio scivoloso verso il basso. La politica non è cambiata nel corso dei secoli, motivo per cui Shakespeare è ancora così attuale” (dall’intervista a Michael Dobbs diCallsheet.co/uk tradotta qui da Giulia Verde).

Caro amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, in un momento in cui i politici dicono che bisogna ridare credibilità alla politica, tu trasmetti House of Cards che mina la credibilità dei politici e della politica in tutte le sue forme e rappresentazioni. Molti tuoi colleghi presidenti e direttori di network televisivi non saranno contenti.

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