I 67 minuti di intervista registrata di Enrico Mentana a Beppe Grillo non valgono i pochi minuti di tentativo di intervista in diretta di Ilaria D’Amico

Caro Enrico Mentana, tra poco usciranno gli ascolti del tuo Bersaglio Mobile (La7) di ieri sera e saprai quantificare il numero di italiani che smaniavano dalla voglia di ascoltare la tua intervista a Beppe Grillo. Prima di mandarla in onda ti sei appuntato un paio di medaglie sul petto. La prima: con questa intervista, hai detto, comincia ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni europee 2014. La seconda: hai spiegato come è accaduto che Grillo ti abbia scelto per il suo ritorno in tv nelle vesti di leader politico.

Tu, mercoledì pomeriggio, te ne stavi nel tuo ufficio e ti è venuta l’idea meravigliosa di telefonare a Beppe Grillo per chiedergli un’intervista. Lui ti ha risposto con cordialità, si è preso un paio di ore di tempo per riflettere e poi ti ha richiamando dandoti l’ok per una intervista registrata a casa sua. Tu ti sei armato di telecamere, addirittura con i microfoni funzionanti, una vera rarità per La7,e lo hai raggiunto nella sua residenza marittima (così l’hai chiamata). A fare da sfondo ai vostri faccioni, due tende rosso porpora alla Bin Laden. Oggi tutti i giornali e tutte le tv riprendono la tua grande intervista in esclusiva anche se è ormai evidente che sarà un’esclusiva molto temporanea perché Beppe Grillo ed il suo guru Casaleggio hanno deciso di andare in tv per arginare l’effetto Renzi e d’ora in poi si concederanno come non hanno mai fatto prima. Ecco, a proposito del “come non hanno mai fatto prima”, credo che converrai con me che la tua sarebbe stata una vera esclusiva se Beppe Grillo si fosse presentato nel tuo studio, in diretta, con quella brutta sagoma scenografica di Bersaglio mobile sullo sfondo e avesse risposto alle tue domande, a quelle degli altri giornalisti e se si fosse dimostrato disponibile al confronto dialettico con altri politici. No, Beppe Grillo, lo ha ripetuto anche a te, non partecipa ai talk show perché sono dei pollai dove non lo fanno parlare e lui ha bisogno di tanto tempo per esprimere i suoi pensierini politici. Caro Enrico Mentana, hai tenuto a precisare che Beppe Grillo non ha posto alcuna condizione e così hai potuto fare domande, contro-domande e tutto quello che un giornalista desidera di più. Io, come telespettatore avrei preferito vedertelo intervistare in diretta. Beppe Grillo è un comico nato in tv che come politico soffre moltissimo la diretta televisiva. Non riesce ad integrarsi con i tempi e le capacità comunicative di altri interlocutori siano essi conduttori, giornalisti o altri politici. La dimensione televisiva di Beppe Grillo come leader del Movimento 5 Stelle è quella del comizio ripreso dalle tv, quello della battutina a microfoni unificati all’uscita del suo camper, quello dell’intervista faccia a faccia con un giornalista molto ben disposto verso di lui perché gli ha dato l’esclusiva. Proprio come è accaduto ieri sera con te e il tuo volto ad ogni inquadratura mostrava l’estasi professionale. Caro Enrico Mentana, goditi pure i risultati di ascolto di ieri sera ma sappi che per me i tuoi 67 minuti di intervista registrata a Beppe Grillo non valgono i pochi minuti in diretta in cui Ilaria D’Amico provò ad intervistarlo nella sua trasmissione Exit (sempre su La7). Era l’inizio di aprile del 2009 e Ilaria D’Amico, con grande presunzione, tentò di portare a casa l’esclusiva. Beppe Grillo era in collegamento e mostrò tutto il suo brutto della diretta ma quello di Ilaria D’Amico, nonostante l’insuccesso e l’incapacità di gestire quella diretta, è da considerarsi una vera esclusiva rispetto alla tua. Per rendere omaggio a quell’insuccesso di Ilaria D’Amico ripubblico il mio post del 2009 che, alla luce della partecipazione di Grillo al tuo Bersaglio mobile, deve essere rivalutata. La D’Amico lo ebbe per pochi minuti ma furono intensissimi e significativi dell’incapacità televisiva del politico Beppe Grillo.  

da carotelevip.splinder.com del 2 aprile 2009

Ilaria D’Amico muta al cospetto di Beppe Grillo

Cara Ilaria D’Amico, con la presunzione dei più presuntuosi, hai creduto che saresti stata in grado di gestire un collegamento in diretta con Beppe Grillo e invece gli hai fatto da valletta muta. Solo dopo 9 minuti di monologo ininterrotto, sei riuscita ad infilare una cosa che sembrava vagamente una domanda ma lui è ripartito per conto suo (per altri 4 minuti buoni). Solo quando ha avuto bisogno di bere un sorso d’acqua, sei riuscita a riprendere la parola, e gli hai ricordato che si era detto disponibile ad un confronto con i tuoi ospiti in studio (lui era a Bruxelles). Non appena ha cominciato a parlare Bruno Tabacci dell’UdC (per dire che lui le battaglie sulla trasparenza del sistema bancario le ha cominciate nel 2001 “quando c’era un silenzio assordante”), Grillo se n’è andato lasciandoti una trasmissione sbriciolata tra le mani. Per un po’ hai sperato in un suo ritorno “stiamo ancora cercando di capire se Beppe Grillo è ancora in collegamento con noi” e quando ti è stato chiaro che il suo blitz era bello che finito, allora ti sei giustificata con il pubblico e con i politici in studio: “le condizioni con Grillo erano quelle di un confronto libero e aperto”. In mattinata avevi rilasciato dichiarazioni tronfie: “Gli abbiamo proposto l’intervista, lui era molto stimolato, abbiamo confrontato argomenti e punti di vista e lui era sempre più coinvolto. Alla fine ha accettato di fare la diretta. I rischi li abbiamo considerati, ma abbiamo notato che c’è una voglia nuova, in lui. Come se fosse passato dalla ‘politica del vaffanculo’ a quella della proposta. Questo si integra bene con la cifra di Exit, quella di mettere a confronto idee contro e idee pro… Per me la partecipazione di Grillo è una grande conquista” (da repubblica.it del 1/4/09). Cara Ilaria D’Amico, per te sarà pure stata una conquista ma a dire Veni, Vidi, Vici è stato lui, davanti al quale, hai volutamente tenuto a freno la spavalda sicurezza con cui solitamente ti poni al centro dello studio. L’hai sacrificata sull’altare degli ascolti televisivi, sperando che Grillo rispettasse l’accordo di prestarsi ad un contraddittorio. Ma così non è stato e tu con il trascorrere dei minuti sei passata dal ruolo di conduttrice a quello di reggi-cartellina. Fossi in te questa cosa non la aggiungerei nel curriculum; che rimane pur sempre un gran bel curriculum.

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Una risposta a "I 67 minuti di intervista registrata di Enrico Mentana a Beppe Grillo non valgono i pochi minuti di tentativo di intervista in diretta di Ilaria D’Amico"

  1. tonia 22 marzo 2014 / 10:45

    Ha ragione….la D’amico ha un gran bel curriculum…

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