Ci risiamo: l’ennesima Domenica Sportiva che non è all’altezza del suo passato e non ha futuro

Caro direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli, la prima puntata della edizione 2017/18 della Domenica Sportiva condotta da Giorgia Cardinaletti è andata oltre ogni mia più pessimistica previsione. Il primo problema è proprio la conduttrice, incapace di non ostentare la sicurezza della numero 1 che non è.

Occupa il centro del tavolo gestendo la scaletta in un modo meccanico che tenta di nascondere esagerando con i sorrisi larghissimi che le induriscono la mascella quadrata anziché ingentilirla.

Qualcuno le dica che la misura giusta del suo sorriso in tv è quello appena accennato che le fa uscire le fossette. Ha dichiarato a Chiara Maffioletti del Corriere della Sera (20/8/17) che non vuole puntare sui selfie sui social network ma sui contenuti. Ho faticato a trovarne uno nelle sue domande. Quello più vicino ad una parvenza di contenuto è questa domanda posta all’allenatore del Milan Montella: “È la Juventus che ha un Bonucci in meno o è il Milan che ha un Bonucci in più?”. La risposta che mi sono dato io è stata: “È la Domenica Sportiva che ha una Cardinaletti di troppo”. Uno degli spazi talk che avete “ideato” s’intitola “Chiacchiere da VAR” (la cosiddetta moviola in campo novità del campionato di Serie A). Un titolo che dovrebbe rimandare alla frase fatta “chiacchiere da bar” e questa cosa piace così tanto alla Cardinaletti che la ripete in continuazione con la soddisfazione di chi è convinta di avere in mano il tormentone giornalistico dell’anno. Cardinaletti a parte, è tutta la struttura del programma ad essere debolissima, come già da molti anni. Non riuscite a trovare un’idea per raccontare in modo nuovo e originale quello che gli altri (Sky e Mediaset) hanno già ampiamente raccontato. Chi come me si aspettava in testa alla scaletta solo una clip con i gol (al posto dei “servizi” su ogni partita) e poi il racconto della giornata sportiva (non solo calcio) fatto da uno pratico del settore come Riccardo Cucchi, si è ritrovato a vedere un racconto romanzato dall’ attore Gianfelice Facchetti (figlio di Giacinto) del lancio del pallone di Francesco Totti in tribuna nel giorno del suo addio al calcio. È riuscito nella non facile impresa di non emozionare il romanista tottiano che sono. Cucchi è relegato al ruolo di affiancatore della Cardinaletti. Marco Tardelli è l’opinionista che mette un po’ di pepe nei suoi interventi ma anche lui deve fare i conti con la schiavitù del dare subito la linea agli spogliatoi del posticipo non appena appaiono in video gli allenatori. Mario Sconcerti è ormai l’ombra del brillante commentatore che era a Sky. L’idea che mi sono fatto è che Ilaria D’Amico sapesse “sfruttarlo” al meglio e che a lui facesse un gran piacere essere “sfruttato” dalla D’Amico. Caro direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli, la Domenica Sportiva non può dipendere esclusivamente dal post partita del posticipo che dovrebbe essere liquidato in molto meno tempo. Il programma s’intitola La Domenica Sportiva non “Interviste dopo il posticipo”. Per essere coerente con il suo titolo, la sua storia e la sua presenza su una rete del servizio pubblico, dovrebbe andare oltre e fare un racconto originale, unico e che gli altri non fanno. Dovrebbe avere in ogni puntata ospiti di prestigio che gli altri non hanno, la cui partecipazione possa andare ad arricchire le Teche Rai e far parlare del programma anche a livello internazionale. Ospiti top e interviste esclusive annunciate giorni prima in modo da creare l’attesa per l’evento. La prima Domenica Sportiva condotta da Alessandro Antinelli aveva avuto questa felice intuizione anche se poi ha sprecato ospiti come Lindsey Vonn. Ogni puntata della Domenica Sportiva dovrebbe essere ricca di spunti di discussione per tutti: pubblico, social, stampa. Ogni puntata della Domenica Sportiva dovrebbe avere effetti di lunga durata. Caro direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli, insisto tanto sul concetto di “racconto” perché la “narrazione” era uno dei tuoi obiettivi programmatici. Da scrittore e uomo di cultura, tu giureresti che questa Domenica Sportiva così strutturata è in grado di lasciare nelle Teche Rai racconti originali e di lunga durata? A me francamente sembra un programma per il quale non vale la pena sintonizzarsi su Rai 2. E anche per la stagione tv 2017/18, per me La Domenica Sportiva c’è o non c’è è lo stesso.

Ps. Caro direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli, su twitter il giornalista di Rai Sport Roberto Pacchetti ha scritto che non mi fa onore aver auspicato un flop di ascolti per questa Domenica Sportiva. A parte il fatto che il mio onore non si sente scalfito dall’augurare un flop ad un programma per cui pago anche il canone alla Rai, rispondo al signor Pacchetti, che per voi che fate tivù ormai contano solo i numeri dell’Auditel e solo un flop vi farà intraprendere una nuova strada (ahimè ormai il prossimo anno se va bene).

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2 thoughts on “Ci risiamo: l’ennesima Domenica Sportiva che non è all’altezza del suo passato e non ha futuro

  1. Giuseppe C. Budetta 21 agosto 2017 / 15:27

    SPORT-RAI
    Le conduttrici di sport-tivù? Non capiscono niente di calcio. Stanno lì per raccomandazione. In RAI, si entra per raccomandazione e si fa carriera per raccomandazione. Il resto non conta, figuriamoci nel settore dell’informazione sportiva. E’ molto se queste avvenenti conduttrici sanno leggere i risultati delle partite.

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