La conferenza stampa di Non Uccidere 2 e il fantasma di Antonio Campo Dall’Orto 

Caro ex direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2 della serie Non Uccidere aleggiava il tuo fantasma di neo dimissionario. Però ho dovuto aspettare l’intervento del produttore di Freemantle Media Italia Lorenzo Mieli prima di sentire pronunciare il tuo nome e cognome.

La conferenza stampa (vista in streaming) è andata in scena nel solito salone con gli arazzi e con le solite dichiarazioni roboanti delle direttrici interessate: Eleonora Andreatta (Rai Fiction), Iliaria Dallatana (Rai Due), Maria Pia Ammirati (Rai Teche).

Ha iniziato Eleonora Andreatta favoleggiando quanto sia strategica questa serie per la Rai che “spinge l’asticella dell’innovazione ancora più avanti”. Si riferisce innanzitutto al fatto che la stagione 2 di Non Uccidere sarà trasmessa in “box sets” su Rai Play prima della messa in onda su Rai 2. Significa che si potranno vedere in streaming tutti gli episodi a partire dal 1 giugno (visto che il 2 giugno è festa la protagonista Miriam Leone ci ha inviato a fare binge watching tutta la notte ed è la cosa più interessante che ha detto) mentre su Rai 2 andranno in onda 2 episodi alla volta (da 50 minuti ciscuno, non più gli oceanici episodi da 100 minuti della stagione 1) e le prime due serate di programmazione saranno il 12 e il 14 giugno. La Andreatta ha detto che questa scelta va nella direzione della Rai Media Company. A questo punto io già vedevo il tuo fantasma aleggiare volteggiando da un arazzo all’altro perché la Rai Media Company è stato un tuo cavallo di battaglia fino a quando il cavallo di Viale Mazzini non ti ha disarcionato. La Andreatta ha proseguito parlando delle atmosfere “forti, nordiche, nebbiose, come quelle della grande serialità nordica” e dei temi sofisticati ed inquietanti al centro della serie. Altra caratteristica forte di questo prodotto secondo Andreatta è che la Rai è tornata al modello di produzione industriale “lavorare in tempi ridotti a delle serie di alto valore qualitativo”, ed ha fatto gli esempi delle “storiche” Un posto al sole e La Squadra. Il direttore di Produzione Rai Roberto Cecatto nell’elogiare il lavoro del Centro di Produzione Rai di Torino, ha così sintetizzato il concetto di produzione industriale: “Qualità in tempi stretti, 22 settimane per girare 24 episodi, in un clima di serenità e concentrazione sul prodotto e in perfetta integrazione con il team Freemantle”.

La direttrice di Rai 2 Ilaria Dallatana si è detta entusiasta di ospitare Non Uccidere 2 sulla sua rete perché è una serie che non concede sconti e che ha un modello di linguaggio centrato sulla storia ma anche sulla psicologia dei personaggi. La Dallatana è anche entusiasta del fatto che finalmente ci sia una donna protagonista di una fiction di Rai 2 e ha detto di non essere gelosa che il prodotto vada in onda prima su Rai Play perché questo è ancora una volta “un esempio virtuoso di come tante anime Rai si uniscono per offrire un prodotto come lo vuole il pubblico”. Caro ex direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, io continuavo a vedere il tuo fantasma svolazzare per la sala in cerca della giusta citazione ma niente. Maria Pia Ammirati ha ribadito il valore strategico della produzione che può essere vista in forma lineare e non lineare “perché molti nostri telespettatori ci chiedono l’on-line”.

Dentro di me sentivo che era giunto il momento della materializzazione del fantasma Campo Dall’Orto, non dico in carne ed ossa ma almeno in nome e cognome. Ecco, la parola passa ad un dirigente esterno alla Rai, il produttore di Non Uccidere 1 e 2 Lorenzo Mieli di Freemantle Media Italia. Mieli esalta questo “prodotto d’avanguardia… un risultato incredibile… è stato faticosissimo farlo ma stare qui oggi è come ricevere un premio…”. Poi ha infilato la doverosa e lunga lista dei ringraziamenti a cominciare dallo showrunner Claudio Corbucci “uno dei pochi showrunner veri che abbiamo in Italia…” e proseguendo con la protagonista Miriam Leone “fare la star industriale non è facile… è difficile stare su un set sei mesi all’anno e non sei settimane come in un film…”.

Con il ringraziamento alla Rai si è finalmente materializzato il nome e cognome del tuo fantasma: “solo con la Rai si può fare un prodotto industriale così e solo con questa Rai si è potuto fare. Grazie a Campo Dall’Orto senza di lui non si sarebbe potuto immaginare questo prodotto coraggioso e innovativo… fa molto strano vedere che lui non sia qui”. Caro ex direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, non so se questo sarà il primo di una lunga serie di riconoscimenti a posteriori del tuo lavoro alla Rai. Quello che so è che mentre parlavano le tre direttrici, mi sembrava di ascoltare tante delle parole che hai detto come direttore generale e poi Mieli ha fatto il tuo nome come a sigillarle. Insomma, chiunque scriverà la storia della Rai Media Company non potrà non dire che tu le hai dato un avvio concreto. Un risultato superiore a molti altri tuoi predecessori.

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