Ginnaste, seconda edizione: quanto è bella la tv quando è bella.

Cara Ilaria Bernardini, la seconda stagione di Ginnaste-Vite parallele (programma nato da una tua idea, in onda su Mtv) è bella come e più della prima serie. Inizialmente ho temuto che la ripetitività delle situazioni potesse annoiare ma in poche puntate avete saputo rinnovarvi mantenendo inalterata l’originalità che vi contraddistingue. Il racconto della preparazione olimpica di alcune delle ragazze della squadra italiana di ginnastica artistica è straordinario. Si vive l’intensità emotiva dei grandi atleti, si soffre, si sogna, si lotta, ci si impegna con loro. Chi come me vi segue dalla prima puntata della prima stagione, non può che essere entusiasta di vedere come la televisione riesce ancora a trasmettere emozioni e valori veri documentando una realtà così particolare.

Ho già scritto che Ginnaste ha ridato una dignità alla parola reality abbinata agli show televisivi. Per quanto mi riguarda siete nel ristrettissimo gruppo dell’eccellenza televisiva. Raramente nella storia della tv si è riusciti a rappresentare con compiutezza il racconto sportivo dal suo interno senza snaturarlo e asservirlo alle esigenze televisive. In tal senso va dato merito anche alla Federazione Ginnastica d’Italia che ha saputo darvi un supporto unico e, a quanto vedo, totale. Inoltre avete realizzato un prodotto esportabile e di cui andare fieri come nazione sportiva e televisiva. Ieri mi sono commosso davanti ad Emily che accetta con maturità l’esclusione dalla squadra olimpica dopo tanti anni di sacrifici, rinunce e allenamenti durissimi. Avevo il groppo in gola quando Sara ha dovuto lasciare il centro tecnico federale perché l’anemia non le consente di ottenere l’idoneità alla pratica sportiva agonistica. Il saluto tra lei, gli allenatori e le compagne di squadra è stato quanto di più vero possa esserci oggi in tv. Il modo in cui l’allenatore Paolo, con semplicità e sincerità, ha detto a Sara che doveva fare la valigia e tornare a casa, è stato esemplare, così come la presa di coscienza di Sara; un esempio per i suoi coetanei. Mi ha emozionato vedere Betta guadagnarsi sul campo l’ingresso nel gruppo olimpico nell’ultima gara utile; dopo tanti dubbi e timori il suo lavoro e quello degli allenatori ha pagato. Ha tutta la mia ammirazione la piccola ma grande Vanessa Ferrari, star già affermata della ginnastica a livello mondiale, che si mette sempre a disposizione della squadra e delle sue compagne meno famose. Cara Ilaria Bernardini, oggi che va tanto di moda elencare le eccellenze italiane per valorizzare la nostra Nazione in tempo di crisi economica, politica e sociale, il piccolo programma televisivo Ginnaste-Vite parallele può vantarsi d essere una eccellenza. Per troppi anni la televisione italiana è stata rappresentata dai concorrenti del Grande Fratello. Cara Ilaria Bernardini, grazie a tutto lo staff di Ginnaste-Vite parallele perché in questo mondo di ladri di emozioni televisive voi ci mostrate un gruppo di amiche che non si arrendono mai e che ci aiutano a non arrenderci alla brutta televisione e ai brutti personaggi televisivi.

2 risposte a "Ginnaste, seconda edizione: quanto è bella la tv quando è bella."

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