Ginnaste (e ginnasti), vite parallele verso le Olimpiadi di Londra.

Cara regista di Ginnaste Vite Parellele Sara Ristori, la seconda serie che hai girato mantiene inalterate le caratteristiche che me l’hanno fatta piacere da subito. Siete riusciti a superare i due ostacoli più insidiosi: l’assenza dell’effetto novità e la ripetitività delle situazioni. Ci sono tre nuove ginnaste Emily, Serena e Francesca che fanno squadra con Sara e Carlotta, due delle protagoniste della prima edizione. Stavolta date maggiore spazio anche ai giovanissimi della squadra maschile che sono, per il momento, il punto debole del programma ed il perché ce lo spiegano proprio loro dicendoci che i maschi affrontano la vita sportiva con maggiore propensione al “ca**eggio”. A questa ammissione io aggiungerei una spiccata propensione al divismo che sembra essere meno presente nelle ragazze. Continua a leggere