diMartedì su La7: Maria De Filippi, ideatrice della figura del tronista, ha spiegato perché Matteo Renzi ha successo in tv

Cara Maria De Filippi, in qualità di “esperta di comunicazione televisiva” sei stata intervistata da Emanuela Giovannini per la trasmissione di Martedì di Giovanni Floris in onda su La7. E’ andata in onda quasi alla fine della puntata di martedì scorso (qui a 2 ore e 13 minuti) come contributo alla discussione durante l’intervista faccia a faccia tra Floris ed il prof. Stefano Rodotà che parlavano, indovina un po’ di chi? Ma è ovvio! Del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Al momento di affrontare il tema di come Renzi comunica in televisione, Floris ha interrotto l’intervista a Rodotà invitandolo ad ascoltare la tua analisi: “professore, le faccio vedere una intervista a Maria De Filippi che di comunicazione se ne intende”.

Non ricordo altre tue interviste televisive di questo genere. Evidentemente hai sentito che non potevi sottrarti al ruolo di colei che per prima ha ospitato Matteo Renzi in uno show non politico come Amici, quando era il sindaco di Firenze in rampa di lancio verso il potere assoluto. Ed è proprio da quella ospitata che ha preso spunto la prima domanda di Emanuela Giovannini:

“Lei è stata la prima ad ospitare Matteo Renzi in tv quando era ancora sindaco di Firenze. Come l’ha trovato nell’intervista da Barbara d’Urso, cambiato?”.

Cara Maria De Filippi, l’ospitata da Barbara d’Urso a Domenica Live è entrata di diritto nella galassia televisiva della storia politica di Renzi e la tua risposta la consacra come tale in modo confusamente inequivocabile:

 “Quando è venuto da noi è venuto come sindaco e se non ricordo male fece semplicemente un messaggio di speranza, non doveva parlare dei soldi alle neo mamme. Ecco, in questo è cambiato, nel senso che ha fatto la scelta di usare il mezzo televisivo per dire delle cose che normalmente non so Prodi, piuttosto che un Enrico Letta, non penso scegliessero una strada del genere. Non penso che l’avrebbero scelta mai.

Cara Maria De Filippi, la giornalista Giovannini, fedele alla missione affidatale da Floris, ha messo l’accento sul fatto che sei una che si intende di televisione e allora la seconda domanda te l’ha fatta sul target:

“Scegliere un programma della domenica pomeriggio, della rete ammiraglia Mediaset, che vuol dire? Che pubblico c’è?”.

Tu fedele ad una regola ferrea della comunicazione televisiva hai risposto nell’unico modo in cui sai parlare al pubblico, ovvero, con parole e concetti semplici, basici, elementari: 

Beh, il pubblico della domenica pomeriggio sicuramente non è un pubblico giovane. E’ difficile che i ragazzini, i ragazzi, stiano a casa la domenica pomeriggio. Sicuramente sono mamme e nonne.

A questo punto l’intervista è decollata e la giornalista ha alzato il tiro, invitandoti a fare una profonda riflessione sulla comunicazione politica degli ultimi anni:

“Il primo politico che ha scelto di venire in un suo programma televisivo è stato Piero Fassino, come è cambiata la politica?”.

Intanto la regia di di Martedì ha la felicissima idea di mettere in un piccolo riquadro l’immagine del prof. Stefano Rodotà che ascolta attentamente la tua intervista registrata e, l’interpretazione di quello che sta pensando mentre tu parli, è un esercizio che ho trovato divertentissimo fare soprattutto in riferimento a questa tua risposta così pregna di significati :

“E’ cambiata tanto, quando Fassino venne e accettò di venire, andò su tutte le pagine dei giornali, criticato perché venne a C’è Posta per Te per rivedere una balia. La vecchia sinistra, Letta, Prodi, Valter Veltroni, erano tutt’altro che dei cretini e tutt’altro che non preparati. Erano a volte un po’ discostati dalla realtà, pensavano che necessariamente per sembrare seri si dovessero fare scelte che potevano essere lette solo in tal senso. Allora, magari, partecipare ad un programma come Amici non sarebbero venuti perché magari l’intelighènzia non lo avrebbe reputato serio per il ruolo che avevano e per quello che facevano. Renzi in questo è diverso perché ha capito che invece non c’è questa condanna, semplicemente allarghi il pubblico”.

Cara Maria De Filippi, brava hai fatto bene a dire chiaro e tondo che  la vecchia intelighènzia della vecchia sinistra ha questo brutto difetto di voler sembrare seria anche in televisione. Un bel po’ di allegria politica al pubblico della televisione piace e il 40.8% preso alle elezioni europee dal Partito Democratico guidato da Matteo Renzi è lì a dimostrarlo. L’intervista, dopo la fase di analisi, prevede la fase di proposta e la domanda di Emanuela Giovannini è di quelle che ti inchiodano al tuo ruolo di esperta di comunicazione: “In che cosa Renzi rischia di sbagliare?”. E’ una domandona ma una esperta di comunicazione come te ha la rispostona: 

“Quando parli, meno parli, meno rischi. Meno dici, meno poi hai sbagliato. Lui parla, lui dice e quindi a volte prende degli impegni. C’è chi è stato zitto sempre e non ha mai dato un impegno, s’è preso un impegno, ha rischiato di meno, ha sbagliato di meno”. 

Cara Maria De Filippi, la giornalista Emanuela Giovannini è consapevole che da questa tua analisi la sinistra italiana esce nazional popolarmente massacrata e allora ti offre la possibilità di compensare massacrando anche la destra con questa domanda finale: “Come vede il futuro di Silvio Berlusconi?”. Tu senza battere ciglio hai risposto: 

“Il futuro di Silvio Berlusconi è Berlusconi. E’ difficile dire che Berlusconi non ha futuro. E finché non c’è forse qualcuno in grado di ricoprire il suo ruolo, è difficile che lui non abbia futuro. Non esiste secondo me un Renzi attualmente che possa prendere il suo posto”.  

Cara Maria De Filippi, quello che mi ha frastornato di questa tua intervista, non sono state le tue risposte da esperta di comunicazione ma l’eccessivo approccio serioso con cui l’hai affrontata, un atteggiamento identico a quello della vecchia intelighènzia della vecchia sinistra. Dal confronto con la brillantezza del vecchio Rodotà non ne sei uscita bene. Se solo non fosse così intellighente potresti provare a convincerlo a sedersi sul trono di Uomini e Donne Over. E’ una trasmissione che avrebbe tanto bisogno di un po’ di sana e vecchia intelligenza.

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