Dopo Borgen, The Spiral: ovvero, come perdere il gusto delle serate del martedì su La Effe e ritrovarsi a vedere Ballarò su Rai 3

Caro direttore di LaEffe Riccardo Chiattelli, uno degli obiettivi più difficili da raggiungere per una nuova e piccola emittente del digitale terrestre è quello di diventare un’abitudine per i telespettatori. Sono un fan della prima ora di trasmissione di La Effe e durante la giornata passo spesso sul canale 50. Trovo molto utile la possibilità di seguire in orari diversi i programmi che ho perso in prima visione. Però non ho “una serata La Effe”. O meglio, ce l’ho, ma senza continuità. Ho avuto la serata La Effe nei martedì in cui hai trasmesso la serie Borgen e con fiducia sono venuto a vedere The Spiral, la serie che l’ha sostituita, sperando di ritrovare “la mia serata La Effe del martedì”. Niente da fare, dopo un paio di blocchi pubblicitari mi sono ritrovato a vedere Ballarò.

The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, è una serie tv scandinava in 5 puntate che nei lanci prometteva di “mescolare, in un intreccio appassionante, arte, poteri forti e crimine”. Tutti elementi presenti nella fiction solo che Arturo, l’artista “folle” che ne è il protagonista, ha il carisma di una zucchina lessa. Il resto del cast non gli è da meno così ti ritrovi a vedere The Spiral pensando a quanto è triste il mondo dei vegetariani fatto solo di bietina, insalatina, broccoletti, spinaci. Questo Arturo è un artista concettuale che firma con una spirale le sue performance spettacolari ma illegali e che si diverte a rubare opere d’arte per trasformare il furto in una performance artistica. La squadra di poliziotti della Europol che lo deve catturare ha l’entusiasmo ed il dinamismo del menù vegetariano di cui sopra. Risultato, alla terza scena sei già a fremere con le dita sul telecomando poi però giri e trovi Il peccato e la vergogna 2 (Canale 5) e Ballarò (Rai 3) e quando torni fiducioso su La Effe sperando che arrivi un po’ di ciccia a fare da contorno alle verdurine lesse, premi definitivamente il tasto 3 del telecomando. Leggo nelle vostre anticipazioni che The Spiral avrà una svolta dinamica quando Arturo morirà: “Vittima del proprio gioco, l’uomo viene misteriosamente ucciso. La performance artistica prende così una piega criminale sempre più cruenta dove buoni e cattivi si mescolano senza soluzione di continuità, lasciando lo spettatore costantemente con il fiato sospeso”. Peccato che io non ho retto alla noia ed ho cambiato canale perdendomi anche la possibilità di vedere Xanadu – Una famiglia a luci rosse, la serie che presumibilmente è fatta di tanta ciccia e nessuna verdurina lessa, che va in onda subito dopo The Spiral. Caro direttore di LaEffe Riccardo Chiattelli, non è facile per una piccola emittente sostituire una serie come Borgen e, in generale, dare continuità all’impronta che lasciano le cose buone trasmesse. Rimane il fatto che da ieri sera non ho più “la mia serata La Effe del martedì” con la aggravante che alla fine mi ritroverò a vedere Ballarò.

Una risposta a "Dopo Borgen, The Spiral: ovvero, come perdere il gusto delle serate del martedì su La Effe e ritrovarsi a vedere Ballarò su Rai 3"

  1. Tommaso 19 febbraio 2014 / 17:36

    Insomma, verdurine lesse ,broccoletti, carisma di una zucchina lessa, forse un tantino forzata come recensione.
    Io penso che sia una serie affascinante, forse non ha la forza drammaturgica di Borgen, ma i colori, le atmosfere, il mondo dell’ arte concettuale che si interseca con il mercato dell’arte, sicurezza dei musei facilmente espugnabile, giovani costretti a misurarsi con la realtà dopo il piccolo paradiso creato loro da Arturo.
    Forse è una serie che dovrà irrobustirsi, ispessirsi in alcuni protagonisti, ma il Nord dilaga, è ormai moda, forse sarà il caso di evitare l’inflazione.
    Arturo/Victor che spiega il suo gioco con un moleskine in mano, vestito come un esistenzialista, nella luce lattiginosa del Nord è impagabile.
    Poi il Nord Europa perfetto non esiste, ce lo dice Mankell con le storie del suo Wallander, ma ce lo dice anche Michael Booth, giornalista del Guardian, lui con una moglie Danese, impegnato a smitizzare la bella favola della Scandinavia Felix.
    Ma noi viviamo con disincanto ciò che ci piace, e The Spiral ci piace.

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