Uno Mattina e “il summit” del Vaticano sugli abusi dei preti sui minori: 10 minuti del tutto insoddisfacenti

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, sembra ieri che mi lamentavo per lo spazio dato da Uno Mattina al film premio Oscar Il caso Spotlight. Sembra ieri che chiedevo a Franco Di Mare di parlare, nel suo corsivo Sarò Franco, del cardinale Pell e del processo ai preti australiani. Ed invece era il 2016.

Ieri, 19 febbraio 2019, ad Uno Mattina hanno dedicato ben 10 minuti al “summit”che si tiene in questi giorni in Vaticano sul tema della difesa dei minori dagli abusi, ivi compresi quelli sessuali compiuti dai sacerdoti.

Purtroppo però sono stati 10 minuti del tutto insoddisfacenti. È stato dato uno spazio esagerato alle argomentazioni del giornalista “canonista” Filippo Di Giacomo che, partendo dalla deformazione professionale della sua specializzazione, ha di fatto sminuito in termini numerici la quantità di casi che riguardano i sacerdoti della Chiesa Cattolica:

“I dati abbracciano un’insieme di realtà che possiamo definire globali. Forse è importante sapere questo. Che fatto cento, i numeri di abusi sui minori, quelli che riguardano gli ambiti confessionali che non sono solo la Chiesa Cattolica, perché nei tribunali in questi anni si parlava solo dei preti ma ci sono andati anche rabbini, imam e come sappiamo ultimamente la Chiesa Battista degli stati del Sudamerica, 700 casi negli ultimi vent’anni. Fatto diciamo cento, il numero, quello che riguarda gli ambiti confessionali, toccano intorno al 5%, in realtà sarebbero più bassi, intorno al 3.7%. Però diciamo il 5% per arrotondare. Altri 17 casi riguardano gli ambiti scolastici e sportivi. Tutti gli altri ambiti riguardano la famiglia”.

Caro Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini, io mi sarei aspettato che i conduttori Franco Di Mare e Benedetta Rinaldi dicessero che, anche quel 5% arrotondato, è assolutamente inaccettabile ed è da denunciare e da condannare. Non lo hanno fatto. In studio c’era anche la giornalista Stefania Falasca di Avvenire che per fortuna ha detto chiaro e tondo che l’obiettivo di questo “summit” deve essere:

“Spezzare il codice del silenzio, l’omertà. Una vera e propria piaga. La linea di demarcazione è questa adesso per la Chiesa. Non si può più avere un atteggiamento che possa coprire, che possa silenziare”.

La co-conduttrice Benedetta Rinaldi dopo aver sottolineato che il giornalista “canonista” ha fatto bene a dare quei dati, ha tentato di portare la discussione sul focus “vittime”, essenzialmente i minori abusati dai sacerdoti:

“C’è anche da dire che al di là dei numeri e delle statistiche che giustamente Filippo Di Giacomo ha fatto bene a ricordare, però ci sono storie e ci sono vite a volte anche distrutte per sempre. Ecco queste vite daranno la loro testimonianza ogni giorno all’interno di questo incontro di cui stiamo parlando”.

Oh! Finalmente il focus va sulle vittime, sui minori! Mi son detto. E invece no. Il giornalista “canonista” Filippo Di Giacomo ha spostato il “focus” sui preti accusati ingiustamente:

“Ci sono anche i preti accusati ingiustamente che si sono suicidati sono vittime anche quelle, io sono testimone di almeno due casi”.

Caro Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini, tu capisci perché un telespettatore come me poi si inalbera! Io dico, già lo spazio è poco, se poi gli ospiti deviano rispetto alle domande dei conduttori e questi non li riportano sul “focus”, allora quel tempo dedicato all’argomento è del tutto sprecato. Ma il peggio doveva ancora venire. Infatti il giornalista “canonista” Filippo Di Giacomo è ripartito con un altro monologo sulle “conferenze episcopali”, asserendo che

“l’agire giuridico su questo specifico problema è totalmente diverso in 193 paesi. Ci sono tanti paesi in cui il problema, tra virgolette, non viene neanche considerato penalmente rilevante… Forse per la Chiesa è arrivato il momento per trovare una via per canonizzare le leggi penali e civili nei paesi dove questi fatti avvengono. Laddove anche quel fatto non viene considerato penalmente rilevante perché in molti paesi il sesso coi minori non è perseguibile per legge”.

Caro amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, lo vuoi sapere come ha commentato questa affermazione il co-conduttore Franco Di Mare? Con un “Ahimè”. Già, un semplice ahimè. Quando si dice una co-conduzione asciutta. Io mi sarei aspettato una frase tipo “sì ma negli Stati Uniti e in molti altri paesi in cui ci sono scandali sulla pedofilia nella Chiesa le leggi sugli abusi sui minori ci sono. Ecco speriamo vengano condannati presto tutti i sacerdoti che hanno commesso questi reati nei paesi in cui le leggi ci sono”. Questo mi aspettavo da Franco Di Mare che invece si è concentrato sul porre la seguente domanda alla giornalista di Avvenire Stefania Falasca:

“Ai margini di questa vicenda non c’è anche un’eco della battaglia che Papa Francesco conduce contro il potere del clero, contro un certo potere del clero?”.

Anche in questo caso la risposta di Stefania Falasca è stata, per fortuna, chiara e senza giri di parole:

“Gli abusi sessuali nascono dentro un abuso di potere quindi di clericalismo. L’aspetto importante è di far assumere le responsabilità da parte dei vescovi. È chiaro che i casi sono diversi, le culture sono diverse, le conferenze episcopali sono diverse e anche il rapporto con la legislazione civile. Il punto però è prendere responsabilità, rendere conto e la trasparenza. Perché fino ad esso, è chiaro che ci possono essere dei rischi ma finalmente per la prima volta ci si confronta ai vertici tutti. Chiaro che in tre giorni non si possono cambiare le cose”.

La co-conduttrice Benedetta Rinaldi ha pensato bene di chiudere con questa frase: “Però è un gesto importante”. Una specie di “Ahimè”.

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, ora che il Vaticano ci ha fatto un “summit”, certamente nei prossimi giorni Uno Mattina tornerà a parlare di questo importantissimo tema da servizio pubblico Rai. A me sarebbe gradita l’assenza del giornalista “canonista” Filippo Di Giacomo e mi piacerebbe che fosse invitato il rappresentante di una associazione di vittime di sacerdoti che hanno abusato di minori. Così, giusto per dare una mano ai conduttori di Uno Mattina a centrare meglio il “focus”.

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