Per un pugno di libri di Rai 3: quando Geppi Cucciari capirà che deve fare da spalla a Piero Dorfles forse il programma migliorerà

Cara Geppi Cucciari, Per un pugno di libri (Rai 3 sabato ore 17) può sembrare un programma televisivo facile da condurre e invece non lo è affatto. Apparentemente lascia molto spazio al conduttore ma se il conduttore si lascia prendere la mano resta imprigionato in quello spazio senza trovare una via d’uscita brillante. Questo a te accade puntualmente. Ti senti investita del ruolo di maga maghella della brillantezza e ad ogni tua frase imbocchi il vicolo cieco della battuttina ad ogni costo, della chiosa superflua, della puntualizzazione banale che, oltre a rallentare il ritmo della trasmissione (costringi le classi in studio ad applaudirti continuamente), la snaturano.

Le puntate che hai già condotto non ti sono servite a renderti conto che il contrappunto ironico a Per un pugno di libri lo fa il professor Piero Dorfles e non il conduttore. E’ lui che riprende con severa ironia gli studenti che dicono corbellerie letterarie e che fanno scena muta davanti ai titoli dei libri più conosciuti della storia. Se il conduttore si mette a fare la gara di battute e contrappunti con Dorfles, perde. Lo aveva ben capito Neri Marcorè che, nonostante fosse un attore a cui non mancavano di certo le battute brillanti e pungenti, interpretava il suo compito di conduttore con misura e stando un passo dietro a Dorfles. Non dico che la sua fosse una conduzione “seriosa” ma di certo non si sentiva in dovere di infilare una battuta o una espressione pseudo comica a commento di ogni frase come, ahimè, fai tu. Che non fosse facile sostituire Neri Marcorè alla conduzione di Per un pugno di libri lo avevo scritto e riscritto. La prima a uscire sconfitta dalla conduzione di Per un pugno di libri è stata Veronica Pivetti; troppo maestrina e ilare a prescindere. Ora arrivi tu: troppo Geppi Cucciari nella cristalleria. Non c’è un minuto di Per un pugno di libri in cui ti metti al servizio della trasmissione facendo quell’indispensabile passo indietro. La tua è una presenza invadente e manca di spontaneità e capacità di improvvisazione. Sei schiava della cartellina che ti hanno scritto gli autori. La prima qualità di Neri Marcorè come conduttore di Per un pugno di libri, era quella di usare la cartellina solo per leggere le domande e di inserirsi con i suoi interventi in appoggio a Piero Dorfles; non di buttarla per forza, ogni volta, sul ridere. Cara Geppi Cucciari, come Luciana Littizzetto, sei imprigionata in un personaggio televisivo che riproponi in tutte le trasmissioni. Se vuoi fare la conduttrice televisiva devi uscire dal personaggio Geppi Cucciari “comica” e tirarlo fuori con parsimonia. Per un pugno di libri può essere un’ottima occasione per iniziare a farlo: ti basta sottrarre anziché aggiungere elementi alla tua presenza. Per il momento, l’unico aspetto positivo della tua conduzione di Per un pugno di libri è il tuo aspetto. Hai abbandonato qualsiasi velleità fashion and slim. Non sei più la elegantissima e magrissima Geppi Cucciari di G’ Day che aveva perso la sua veracità un po’ buzzicona; sei meglio cicciosa che stilosa.

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4 risposte a "Per un pugno di libri di Rai 3: quando Geppi Cucciari capirà che deve fare da spalla a Piero Dorfles forse il programma migliorerà"

  1. Flavia Tornari Zanette 25 febbraio 2014 / 16:34

    Concordo pienamente con Akio: affiancare Piero Dorfles con intelligenza e misura non è facilissimo, anche perché richiede la capacità di affrancarsi dalle proprie caratteristiche consuete e di successo. Ci riusciva bene Marcorè, che sapeva essere ironico, ma insieme sobrio e mai invadente. Le donne (mi dispiace doverlo ammettere) sono rimaste invece legate ciascuna al proprio clichè televisivo: Veronica Pivetti sembrava la versione riveduta e corretta della “maestrina dalla penna rossa” di deamicisiana memoria; Geppi Cucciari (simpatica e brillante in altri contesti) pare non aver capito ancora che non si tratta di un programma comico…anche perché a volte ci sarebbe da piangere su certe lacune letterarie dei ragazzi.

  2. tecla 25 febbraio 2014 / 11:55

    Sono d’accordo con te. Geppi un po’ sopra le righe, ma talmente meglio della Pivetti che quasi non me ne accorgo. Ciao.

    • akio 25 febbraio 2014 / 17:48

      care tecla e flavia, a me stupusce il fatto che non lo capisca! boh e pure mah

  3. viga1976 25 febbraio 2014 / 11:39

    la littizzetto 2.0
    A me non è mai piaciuto. Rammento anche il buon Patrizio Roversi,come conduttore del programma

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