Matteo Renzi ci mette il cuore: l’accordo sulla legge elettorale si troverà. Lo ha detto, con pochissima convinzione, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber.

Cara Lilli Dietlinde Gruber, se anche una intervistatrice esperta come te non riesce a prendere la giusta misura per gestire Matteo Renzi in diretta, allora la speranza di vederlo rispondere concretamente ad una domanda, diventa un sogno irrealizzabile. Ieri lo hai ospitato a Otto e Mezzo e per 35 minuti filati si è visto e sentito il solito Renzi che dice tutto e il contrario di tutto su tutto e tutti. Il fatto che stesse andando in onda su La7 dava una continuità televisiva alla tv delle vacanze natalizie durante la quale avete trasmesso tutte le repliche di Crozza nel Paese delle Meraviglie di cui la parodia del Matteo “ del fare” Renzi è uno dei pezzi forti. Ti dirò, ieri a Otto e Mezzo, Renzi ha detto molte meno cose della parodia di Crozza.

La dichiarazione più esaltante che ha rilasciato è che non accetta il diktat di Silvio Berlusconi di un accordo sulla legge elettorale in cambio delle elezioni anticipate. Già, la legge elettorale. In questo momento è il tema politico più importante visto che la Consulta ha detto che la legge elettorale in vigore è semplicemente incostituzionale. Non appena saranno pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, il Parlamento dovrà dare all’Italia una nuova legge elettorale. Cara Lilli Dietlinde Gruber, che sia un argomento fondamentale in questo momento ti è chiarissimo ed infatti hai iniziato la puntata parlando della legge elettorale. Peccato che il tanto spazio dedicato a questo tema sia stato gestito da Matteo Renzi con il suo solito bla bla bla in politichese strettissimo, tipico di chi è in trattativa con tutti i partiti e non può sbilanciarsi. Eppure ad aiutarti ad intervistarlo avevi chiamato la persona giusta, Lina Palmerini de Il Sole 24 Ore che gli ha fatto la domanda più spinosa:

“Siccome l’aspettativa su di lei è molto grande, cioè, arriva Renzi e fa la differenza nella politica italiana, io le volevo chiedere se a febbraio non si riuscisse a trovare un’intesa sulla legge elettorale, lei è disposto a trarne le conseguenze? Nel senso di dire, perfetto, il parlamento per l’ennesima volta ha fallito, non riusciamo a metterci d’accordo sulla legge elettorale, si vada al voto. Perché altrimenti non si capisce tutto questo pressing, questa pressione, dove porta. Se non porta a niente che poi non succede nulla…”.

Renzi che non aveva alcuna intenzione di rispondere ha ritirato fuori il significato profondo delle primarie del PD:

“La vittoria alle primarie è stata un po’ strana. Gli italiani che hanno votato alle primarie del PD hanno dato il segnale che la politica ha l’ultima occasione per risultare credibile…”.

Cara Lilli Dietlinde Gruber, mi sei piaciuta perché non lo hai fatto andare avanti ulteriormente ed hai tentato di portarlo a rispondere alla domanda della tua collega:

“Renzi però che cosa succede nel momento in cui la politica non sarà così responsabile e per esempio, ancora una volta non cambierà la legge elettorale? Lei a quel punto è disposto anche a chiedere le elezioni anticipate?”.

Il battutista Renzi (“Fassina chi?”) non avendo alcuna intenzione di rispondere ha accompagnato, con il suo sorriso magico (alla Mandrake di Febbre da cavallo), questa non risposta:

“Vi vedo tornate dalle vacanze con grande ottimismo. Come potete chiedermi subito cosa succede se non funziona? Per evitare lo scenario che voi, del tutto legittimamente dipingete, un po’ pessimistico, ma in modo legittimo, io che cosa ho messo sul piatto? Anziché dire, questa è la mia legge elettorale, si fa così, che sarebbe un atto di arroganza, ho detto scusate, prendiamo tre leggi elettorali diverse su cui in passato tutti i partiti politici si son detti disponibili, perché non deve funzionare? Non mi potete chiedere Ah! che succede se non funziona? Per me funziona, ci metto il cuore, mi aggrappo a tutte le possibilità perché i cittadini l’8 dicembre ci hanno dato una bella speranza non buttiamo via anche quella”.

Cara Lilli Dietlinde Gruber, la trasmissione è proseguita con una inutile sequenza di altre domande e altre non risposte come da copione renziano. Ha continuato, fino all’ultimo secondo a sua disposizione prima della chiusura della trasmissione, a snocciolare la lunghissima lista delle cose che intende fare per salvare l’Italia. Ecco, mancano due secondi alla fine della puntata. Matteo Renzi è soddisfattissimo, sente di aver portato a casa l’ennesima apparizione televisiva per alimentare il suo mito ma in quei due secondi la giornalista Lina Palmerini lo infilza interrompendo il suo sterile bla bla bla con una chiosa tagliente e definitiva:

“Ma non c’è la legge elettorale, non c’è la legge elettorale…” (rinforzando il concetto con eloquenti gesti delle braccia).

Cara Lilli Dietlinde Gruber, complimenti per la scelta dell’ospite Lina Palmerini. Spero che anche gli altri conduttori di talk show la chiameranno quando avranno ospite Matteo Renzi così almeno ci sarà qualcuno che gli dice in faccia che non risponde alle domande.

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