Il costo dei giornali aumenta e con esso aumentano le responsabilità di Barbara d’Urso nel sistema dell’informazione italiana

Cara Barbara D’’Urso, il mese di agosto 2013 si è aperto con l’aumento di 10 centesimi del costo dei principali quotidiani d’informazione. Per leggere un giornale ci vogliono 1,30 euro, tranne quando ci viene imposto di acquistarli con i magazine allegati, in tal caso dobbiamo pagare 1,60 euro. Se una persona volesse acquistare un solo quotidiano tutti i giorni, spenderebbe intorno ai 40 euro al mese. Non mi interessa analizzare le documentatissime motivazioni di questo aumento perché in questo caso quello che conta è solo l’effetto. L’informazione fatta attraverso i quotidiani è definitivamente da considerarsi ad uso di una élite di persone.

L’informazione giornalistica attraverso i quotidiani viene unanimemente considerata “informazione di qualità” e non sto qui a ripetere i tantissimi motivi per cui condivido questa affermazione. Quello che mi interessa in questo momento è sensibilizzare tutti voi che fate informazione in tv rispetto all’aumento di responsabilità che vi attende. La stragrande maggioranza della popolazione (non solo quella anziana) si informa prevalentemente attraverso la tv. Non sarà certo l’aumento dei quotidiani ad invertire questa tendenza da tempo consolidata. I quotidiani dovrebbero puntare a catturare il pubblico giovane da fidelizzare anche nella prospettiva di aumentare il pubblico che li acquista on-line. Le offerte informative in rete sono infinite ma i quotidiani continuano ad avere una autorevolezza indiscussa anche tra il pubblico della rete. Il costo di un servizio però è sempre di più una delle variabili attraverso cui il pubblico sceglie da chi farselo offrire. L’informazione è da considerare alla pari dei grandi servizi offerti a pagamento al pubblico. Le pagine dei giornali sono piene di articoli sulla concorrenza che si fanno i diversi produttori di servizi a colpi di offerte e di costi: dalle aziende del gas e dell’elettricità alle compagnie telefoniche, assicurative e petrolifere! I quotidiani no. I quotidiani costano tutti 1,30 (tranne rarissime eccezioni). L’auspicio è che si estingua definitivamente quanto prima la versione cartacea e che il passaggio ai quotidiani on-line porti ad una concorrenza basata sulla qualità dei contenuti ma anche sul prezzo del giornale. La strada è ancora lunga perché gli editori dei giornali italiani hanno deciso di allungare la propria agonia. Chissà se l’acquisto del Washington Post da parte di Jeff Bezos darà una scossa anche all’attività delle sinapsi degli editori di quotidiani italiani. Nel frattempo l’aumento del costo dei quotidiani cartacei, che diventano ad uso esclusivo di una élite, conferma una certezza: la centralità della televisione nel sistema informativo italiano. Cara Barbara D’’Urso, e qui entri in gioco tu che oggi sei la centralità della centralità del sistema informativo italiano. Si, ci sono decine e decine di edizioni di telegiornali. Si, ci sono decine e decine di trasmissioni di approfondimento giornalistico. Si, ci sono pure un paio di reti all-news sul digitale terrestre gratuito. Ma chi è che fa informazione tutti i pomeriggi per tre ore di fila con la sola pausa del sabato? Chi è che si presenta al centro del suo studio tv tutti i giorni con i giornali in mano per dire alla grande platea delle “sciure” di aver selezionato “insieme alla redazione giornalistica di Pomeriggio Cinque” la notizia del giorno da approfondire? Quest’anno l’analogo pomeriggio di Rai 1 riuscirà ancora di meno a farti la concorrenza, visto che sarà condotto da Paola Perego e questo non farà che evidenziare la validità della tua preparazione giornalistica. Cara Barbara D’’Urso, il fatto che tu possa vantarti di offrire un servizio di informazione all’Italia è legittimato dalla grande stampa quotidiana che, anche attraverso la scelta di diventare un servizio d’élite, ha delegato a te il gravoso compito di fare una informazione accessibile a tutti.

6 risposte a "Il costo dei giornali aumenta e con esso aumentano le responsabilità di Barbara d’Urso nel sistema dell’informazione italiana"

  1. tristantzara 12 agosto 2013 / 14:45

    Non sono del tutto con te, gli internauti che bloggano inseriscono links dei pezzi che compaiono sui quotidiani ma non ne hanno quasi mai questa grande venerazione, lo fanno per aprire un loro post di dibattito (secondo me) ; l’informazione di qualità (intendo scavare sulla notizia e non solo metterla sul titolo e commentarla con un personale punto di vista perciò poco neutrale) la si reperisce per me da anni sul web avendo l’accortezza di seguire blog o siti fatti bene. Per i prezzi io li leverei come i finanziamenti pubblici all’editoria che essi si beccano mentre inseriscono quintalate di mezze pagine di pubblicità, guarda Repubblica (e non solo)che cos’è diventata rispetto a 15 anni fa. Negli Usa si sta potenziando l’edizione online ma senza ricalcare pari pari il suo vestito cartaceo mettendo blog di altri argomenti, cronache metropolitane o cittadine ora dopo ora segnalate dai cittadini stessi, cioè usano il web per rafforzare le vendite di carta. ciao D
    Ot : blogfest 2013 a Rimini quest’anno, ci si vede là ?

    • akio 12 agosto 2013 / 15:31

      io invece sono completamente d”accordo con tutto il tuo commento. Come sai in molti mie frasi “nascondo” ironia. E’ verissimo quello che dici sull’uso che i blog fanno die link ai pezzi dei quotidiani on line ma questo è un modo per conferirgli autorevolezza esattamente il modo che prevede il web ovvero quello dei link (valutazione quantitativa). se parliamo di qualità invece torniamo alla valutazione soggettiva e allora in riferimento alla rete parliamo di “reputazione” e su questo, concordo con te, moltissimi siti e blogger ne hanno decisamente di più dei quotidiani on line e cartacei. i contenuti dei quotidiani on-line dovranno per forza essere differenti rispetto alla scrittura tradizionale ed anche su questo sono con te. sui prezzi sottoscrivo parola per parola. ciao tris!
      ps.blogfest rimini è molto più accessibile di riva del garda e quindi molto più fattibile. poi però c’è sempre il discorso degli impegni di lavoro vorrei andare un giorno prima e fermarmi un giorno dopo per vivermela con tranquillità e non mordi e fuggi. però mi farebbe molto piacere conoscere molti dei blogger con i quali ormai da anni ci legge a vicenda.

  2. blue 12 agosto 2013 / 12:16

    Arrabbiata io pure!
    Invece di incentivare l’acquisto e dunque la lettura mi sembra si faccia la gara per disamorare… 😦

    • akio 12 agosto 2013 / 15:32

      io non vedo un giovane con il giornale in mano da anni! (raramente qualcuno con il corriere dello sport)

  3. tecla 12 agosto 2013 / 07:10

    Che tristezza 😦

    • akio 12 agosto 2013 / 08:16

      tristezza e anche un po’ di rabbia, da parte mia.

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