Bersaglio Mobile: Mentana, Travaglio e Damilano, tre grandi firme perse nel bla bla di Matteo Renzi

Caro Enrico Mentana, commentando su twitter la puntata di ieri di Bersaglio Mobile (su La7) con ospite Matteo Renzi, ad un certo punto ho fatto la previsione che l’ospite Renzi, di lì a poco, avrebbe provveduto a lanciare la pubblicità. E così è accaduto! No, non sono un mago, ho semplicemente visto come l’ospite Renzi, il politico Renzi, il probabile prossimo Presidente del Consiglio Renzi, ha abilmente preso in mano le redini della tua trasmissione impossessandosene. Dalle ore 21,15 a oltre la mezzanotte tu, Marco Travaglio e Marco Damilano, tre prestigiosi giornalisti, siete stati in balia del politico più chiacchierino del momento. Chi si aspettava un fuoco di fila di domande destabilizzanti è rimasto deluso.

Il politico Matteo Renzi ha giocato con voi come fa con tutti i giornalisti. Gli viene posta una domanda? E lui parte con le sue lunghe dissertazioni fatte di aneddoti, storielle, dati, battutine, rimandi, tormentoni. Una studiatissima strategia comunicativa basata sul flusso continuo di parole gestite abilmente con ritmi e tempi da intrattenitore di razza. Impossibile non paragonarlo a Silvio Berlusconi. Se poi, colui che è ritenuto un grande giornalista come Marco Travaglio, ogni volta che fa una domanda si lascia andare ad un editoriale, allora il politico chiacchierino va a nozze e si attacca all’argomento che più lo soddisfa in base al vastissimo repertorio che ha in memoria. Il politico chiacchierino ha potuto contare anche sul tuo stile di conduzione generosamente accondiscendente, sempre pronto a rispondere con una battutina alle sue battutine e ad accompagnarle con la tua risatella di approvazione e soddisfazione. Caro Enrico Mentana, avevi allestito una puntata di Bersaglio Mobile in cui l’esponente del PD Matteo Renzi avrebbe “dovuto” colpire ed affondare un bersaglio immobile chiamato PD e invece in tal senso è stato un buco nell’acqua. Non che non abbia sparato sul PD, ma lo ha fatto con le solite bordate che spara da oltre un anno, da quando ha lanciato la sfida a Bersani per le primarie. Colpi che hanno già determinato i loro effetti che, se tutto va bene per Renzi, vedremo concretizzarsi al prossimo congresso del PD. La trasmissione era cominciata con Matteo Renzi che “contestava” la scenografia in cui lui faceva da bersaglio davanti alla sagoma da poligono. Ma sul suo volto si leggeva la consapevolezza che sarebbe stato in grado di respingere i colpi e rispedirli ai mittenti: tu, Travaglio e Damilano. A proposito di Marco Damilano, il contributo alla puntata della firma di punta dell’Espresso è stato meno decisivo del gol della bandiera di una squadra che sta perdendo 10 a 0. Ti farà piacere l’uso di questa metafora calcistica che sia tu che Renzi usate molto. Renzi, per rafforzare il concetto che d’ora in poi si chiuderà in un silenzio stampa, ha detto “da domani sarò in silenzio stampa come l’Italia dell’82”. Si riferiva alla nazionale di calcio guidata da Bearzot che poi vinse il Mundial in Spagna. Questa storia che il politico chiacchierino Matteo Renzi da oggi entra in silenzio stampa è l’unica vera notizia che è uscita da oltre 3 ore di trasmissione (sempre che Renzi rispetti l’intenzione) Caro Enrico Mentana, l’intervista che Renzi ti ha concesso è stata identica a quelle concesse al Tg5 e a Monica Maggioni. Niente di nuovo sotto il sole del politico più chiacchierino del momento. Di questa lunga esibizione di potenza comunicativa mi ha impressionato soprattutto la scarsa voglia di contrastarlo tua, di Travaglio e di Damilano che esemplifico citando i due momenti in cui a me è parsa insopportabile. Il primo, quando Renzi ha parlato del momento storico che viviamo citando la straordinarietà dell’evento di avere due papi, con voi tre grandi firme ad ascoltarlo attentamente e con interesse come se stesse parlando un grande teologo. Il secondo, quando gli avete fatto la domanda cattivissima sul perché è andato ad incontrare Angela Merkel e lui vi ha impartito una lezione di politica tedesca spiegandovi il perché ed il per come la Merkel vincerà di nuovo le elezioni tedesche. E voi tre grandi firme ad ascoltarlo attentamente e con interesse come se stesse parlando un grande politico. Caro Enrico Mentana, prima di andare a dormire ho dovuto assistere anche alla telefonata del senatore del Movimento 5 Stelle Maurizio Romani che hai fatto intervenire per confrontarsi con Renzi sulla storia dell’affitto di Ponte Vecchio alla Ferrari. Un unico, vano, tentativo di animare una trasmissione il cui giusto destino è quello di ammuffire su YouTube.

5 risposte a "Bersaglio Mobile: Mentana, Travaglio e Damilano, tre grandi firme perse nel bla bla di Matteo Renzi"

  1. morgana 20 luglio 2013 / 05:24

    finalmente Travaglio senza fiero cipiglio e meno innamorato di se’ stesso… si è tenuto a rispettosa distanza da quel multiforme ingegno di Renzi ! Anche Mentana sembrava riverente davanti a cotanto piccolo genio. Ho apprezzato.

  2. tecla 19 luglio 2013 / 10:59

    Mamma mia che brutta serata hai passato 😉

    • akio 19 luglio 2013 / 11:57

      più che brutta, sfiancante.

Rispondi a tecla Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.