200.000 euro a puntata. Il 7 novembre 2023, il direttore approfondimento Rai Paolo Corsini rispondendo alla Commissione Parlamentare di Vigilanza ha confermato che il costo a puntata del programma Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo è di 200.000 euro.
Il signor Paolo Corsini, direttore approfondimento Rai, ha anche affermato che per giudicare i risultati di ascolto di una “nuova iniziativa editoriale” si deve aspettare almeno 6/8 puntate. Non bastano 5 puntate flop per chiudere un nuovo programma di approfondimento Rai: ne servono 6/8.
Al costo di 200.000 euro a puntata, se si aspetterà di mandarne in onda 8 puntate, Avanti Popolo sarà un flop da “solo” 1 milione e 600 mila euro anziché 6 milioni e 400 mila euro, costo totale delle 32 puntate previste ad inizio progetto.
Il signor Paolo Corsini, direttore approfondimento Rai, ha detto che ai nuovi programmi bisogna dare tempo. E questo tempo nel caso di Avanti Popolo pare che costerà come minimo 1 milione e 600 mila euro. Continuo a ripeterlo nella speranza di convincermi che non sia vero.
Non riesco a fare a meno di provare rabbia nei confronti di una Rai che spende almeno 1 milione e 600 mila euro prima di chiudere un programma come Avanti Popolo solo perché servono 6/8 puntate per giudicarne i risultati.
Per me, come abbonato della Rai, una spesa del genere è una assurdità incomprensibile.
Mi chiedo: una gestione manageriale che manda in onda almeno 6/8 puntate di un flop colossale, è una esclusiva della tv pubblica italiana o esistono dei modelli di riferimento anche a livello internazionale, pubblici o privati?
Caro signor Paolo Corsini direttore approfondimento Rai, per un beffardo scherzo del destino ieri mentre tu rispondevi alla Commissione Parlamentare di Vigilanza, andava in onda la quinta puntata di Avanti Popolo che ha raggiunto il punto più basso dei suoi già bassissimi ascolti : 1.8% di share (31 ottobre 2.7%;
25 ottobre 2.6%; 17 ottobre 4.28%, puntata con Fabrizio Corona; 10 ottobre 3.6%).
Quando si dice il “destino beffardo”.
Continuare a mandare in onda questo programma è una responsabilità a cui anche il più audace direttore Rai dovrebbe rinunciare.