A proposito della suscettibilità dei conduttori e dei personaggi televisivi di oggi

L’esplosione del fenomeno social tv ha costretto molti personaggi televisivi a rapportarsi quotidianamente con una valanga di complimenti e altrettante critiche provenienti dal “popolo dei social”.

Anche il conduttore o il personaggio televisivo più indifferente al “popolo dei social”, prima o poi cede alla tentazione di ringraziare per una lusinga o di ribattere ad una critica.
L’interazione è nella natura di questo media e prima o poi la usa anche chi è allergico ad interagire, ovvero, chi sa quanto è rischioso in termini di comunicazione.

Con una semplificazione che spesso dimostra ipocrisia, molti conduttori e personaggi televisivi fanno passare il concetto di critiche=haters.

È un modo furbo e scorretto per chiuderla lì e per non accettare le critiche che oggi sono fatte da opinioni espresse dai telespettatori sui social media e dai critici professionisti della stampa sui quotidiani e sul web.

Gli haters esistono ma definire come tali quelli che tutti i giorni esprimono anche con severità le proprie opinioni critiche nei confronti dei personaggi televisivi è quanto di più scorretto si possa fare.

La scorrettezza di chi fa questo giochino non si limita a delegittimare il blogger o il profilo social di turno ma si estende anche al lavoro dei critici professionisti certificati come giornalisti. Si ha sempre di più la sensazione che i personaggi televisivi considerino i critici professionisti alla stregua degli haters.

Assistiamo sempre più frequentemente a dei botta e risposta social tra personaggi tv ed i giornalisti “colpevoli” di averli criticati. E questa contestazione della critica deve essere ormai diventata una specie di regola se persino Aldo Grasso, il critico televisivo più longevo ed autorevole in attività, si vede costretto a scrivere nella sua rubrica A fil di rete un pezzo intitolato: “Quando le critiche non urtavano la suscettibilità dei conduttori” (Corriere della Sera del 7 agosto 2022).

Frequentando i social media dal 2007 (e scrivendo su un blog dal 2003) ho visto la escalation che ha portato i personaggi televisivi dalla indifferenza verso i social al monitoraggio compulsivo dei social.

C’è chi si risentite per una virgola in un tweet contrario al “favoloso” mondo in cui vuole che gli altri pensano che egli viva.

Il personaggio televisivo suscettibile alle critiche è un fenomeno negativo per tutto il mondo dello spettacolo. Da sempre il giudizio del pubblico e dei critici professionisti è parte essenziale della carriera di chi fa televisione.

In alcuni casi la suscettibilità si trasforma in una indiretta ma rude e concreta forma di intimidazione verso chi con i propri commenti critica il personaggio televisivo. Ove non c’è il reato di diffamazione, la Costituzione della Repubblica Italiana tutela la libertà di opinione come dice chiaramente l’art 21:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Chiedersi se i personaggi televisivi suscettibili sappiano il valore dell’articolo 21 è il minimo. Il massimo sarebbe che “i suscettibili” ponessero maggiore attenzione alle critiche e le analizzassero in funzione del miglioramento del loro lavoro che ne fa dei personaggi pubblici.

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