La nuova Prova del cuoco con Elisa Isoardi: in tv, cambiare si può e si deve ma solo per migliorare. Non è questo il caso.

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Non sono un fan di Antonella Clerici ma le ho sempre riconosciuto di aver condotto La prova del cuoco con la capacità di farsi amare dal vasto pubblico del mezzogiorno di #Rai1, una qualità che è stata per quasi venti anni un patrimonio dell'ammiraglia Rai. La nuova conduttrice titolare del programma, Elisa Isoardi, non mi dà neanche lontanamente la stessa sensazione. La trovo inadatta a questo ruolo che eppure aveva già ricoperto come supplente della Clerici in maternità. Ma allora ebbe ben altro approccio. Sapeva di essere la riserva "provvisoria" e interpretò quel ruolo nell'unico modo che poteva garantirle di farcela: ovvero inserirendosi nell'impianto del programma senza stravolgerlo e affidandosi ai tanti cuochi e personaggi che ne erano i simboli. Quella che sta andando in onda da lunedì scorso per me non è #laprovadelcuoco ma un qualcosa di alieno ad essa che ne porta il titolo, a mio avviso, immeritatamente. Un cambio così radicale di un format consolidato e popolare è un errore clamoroso. Si è forse creduto che questo completo restyling di facciata e di sostanza potesse consentire alla Isoardi di non dover sostenere il confronto da "titolare a titolare" con la Clerici? Niente di più sbagliato. Quasi tutto doveva rimanere come era fino a pochi mesi fa. Solo entrando in punta di piedi in quello che per tanti telespettatori era un mondo incantato, #elisaisoardi poteva provare a diventare una di famiglia e piano piano portare le sue modifiche. Solo rispettando quella liturgia avrebbe poi potuto farla sua e personalizzarla. La struttura del programma era così solida che è stato un vero delitto demolirla. E per costruire cosa? Un ibrido tra gli ultimi due programmi della Isoardi e un cooking show? A tutto questo si aggiunge il modo di porsi di Elisa Isoardi. Se è vero che non la aiuta una fisicità statuaria è anche vero che in tv non c'è niente di peggio di una statua che vuole fare la sciolta. L'effetto goffaggine è inevitabile. Oggi ha messo le mani in un piatto con la naturalezza di una babysitter inesperta che per la prima volta cambia il pannolino con la pupù al primo bambino che le capita di accudire. Ed io, da telespettatore, ne ho sentito l'odore.

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