Stasera Casa Mika 2 e la difficoltà di confermarsi ad alti livelli

Caro ex direttore di Rai 1 oggi direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, sono stato il primo a dirti che Stasera Casa Mika era uno show degno della migliore Rai 1. L’edizione dello scorso anno lo era e l’ho inserito nei migliori programmi della stagione.

Ma per chi fa tv oggi il difficile è confermarsi, soprattutto se il buon lavoro di una prima edizione alimenta le aspettative al rialzo del pubblico.

Stasera Casa Mika ha un pubblico a cui piace la qualità ed è un pubblico esigente che si aspetta di ritrovare lo stesso livello e qualcosa di più ad un anno di distanza. Ed io sono tra il pubblico esigente a cui piace la qualità. Mentre vedevo la sigla con sullo sfondo la mega scritta MIKA mi sono venute in mente le parole di Fiorello che, parlando di un suo possibile ritorno al varietà su un canale Rai, ha detto che non farebbe un varietà di prima serata con la scrittona FIORELLO sullo sfondo ma uno show di un’ora secca nella seconda serata di un tempo quella che andava dalle ore 22.30 alle 23.30. Fiorello è uno che conosce bene i desideri del pubblico. La prima puntata della seconda edizione di Casa Mika non è stata all’altezza di quella mega scritta. La scrittura è il primo problema: non sostiene le idee peraltro poco divertenti ed originali. Lo sketch di Mika e Riccardo Scamarcio in cucina che suonano le pentole per individuare la più adatta a fare le orecchiette con le cime di rapa, oltre a risultare noiosa ha dimostrato tutte le lacune degli autori. Il Mika tassista è stata una delle situazioni brillanti della prima edizione ma non doveva essere riproposta. Un Mika panettiere o fruttivendolo avrebbe rinnovato quella “idea”. La presenza di Luciana Littizzetto è l’elemento più distruttivo. Ogni volta che si relaziona con Mika è tutto un già visto a Che tempo che fa con Fabio Fazio. Il suo monologo su un tema importante come il bullismo si è perso nell’immensa ripetitività dei meccanismi comunicativi e comici di “Lucianina” che non accenna a voler crescere a livello comunicativo e comico. Un duetto musicale con Elisa non basta a sostenere un programma di tre ore (il duetto con Rita Pavone men che meno). Caro ex direttore di Rai 1 oggi direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, questa mattina poi gli ascolti hanno detto che Stasera Casa Mika è partito con il 9% di share contro il 14% della prima puntata della prima edizione. Nessun discorso sulla concorrenza della fiction su Rai 1 e della partita di Champions League in chiaro può giustificare una partenza così bassa di uno show di punta e molto atteso. Quando un programma mi piace io non guardo gli ascolti e in questo caso, come per il tuo Celebration, credo che l’offerta Rai sia di qualità rispetto a quella Mediaset. Però a leggere i costi di Stasera Casa Mika in rapporto all’ascolto del debutto c’è da chiedersi se i dirigenti Rai sono esenti da colpe nella previsione e nella collocazione. Certo, tu sei arrivato da pochi giorni a Rai 2 e ti ritrovi uno show voluto e impostato da Ilaria Dallatana. Però viste le difficoltà che hai avuto a modificare in corsa i programmi di Rai 1 che non andavano bene, direi che Stasera Casa Mika 2 non potrà migliorare più di tanto.

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3 thoughts on “Stasera Casa Mika 2 e la difficoltà di confermarsi ad alti livelli

  1. Emma 3 novembre 2017 / 12:11

    Mi sembra che si voglia cercare il pelo nell’uovo a tutti i costi. Quello di Mika è uno show a tutto tondo, ben costruito e ben condotto. Se poi qualche parte non è stata propriamente brillante come altre – e tante sono brillanti- dipende anche dalla poca elasticità o naturalezza di qualche ospite.
    Non facciamo però un tiro al bersaglio, non è dignitoso davvero.
    Bravo Mika.

    • akio 3 novembre 2017 / 11:20

      Io non faccio mai il tiro al bersaglio. Esprimo opinioni ben motivate.

  2. Giuseppe C. Budetta 2 novembre 2017 / 12:00

    QUALITA – RAI
    Programmi – RAI che incoraggerebbero il capitale umano? In apparenza, sì. Sotto – sotto è solo una pantomima, una fiction che finisce per avvantaggiare gli amici degli amici. Solo in alcuni settori dello sport, come per le squadre di calcio e relativi allenatori, vale il merito. In questo però, la RAI non c’entra. Menomale…che non c’entra.

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