La brutta notizia è che Edicola Fiore finisce, la bella notizia è che torna ad ottobre

Cari responsabile dei contenuti non sportivi di Sky e direttore delle produzioni originali Sky Andrea Scrosati e Nils Hartmann, eravate presenti alla prima puntata del 2017 di Edicola Fiore e negli ultimi giorni entrambi avete di nuovo presenziato (da single) in prossimità della chiusura di uno dei programmi di punta di Sky. La vostra presenza all’inizio e alla fine di Edicola Fiore ci dice che Fiorello, come ho scritto nel mio tweet del 20 marzo scorso, “sta in una botte de fero”, ma anche voi con lui.

Edicola Fiore ed E poi c’è Cattelan sono due riuscitissimi format originali di intrattenimento leggero firmati da Sky che hanno illuminato tutta la stagione televisiva 2016/2017. Ieri Fiorello ha annunciato il ritorno del programma ad ottobre e questo vuol dire che dopo una prima stagione intera è entrato nella struttura dei palinsesti Sky come un punto fermo.

Quella che si conclude venerdì prossimo è stata una edizione al limite della perfezione. Fare i live tweeting (seguirà post con tutti i tweet di Caro Televip) di questa edizione di Edicola Fiore è stato un divertimento per il telespettatore che sono ma anche un aggiornamento “professionale” per il blogger tv (per diletto) che è in me. E’ impossibile fare l’elenco completo delle trovate che fanno di Edicola Fiore un programma unico. Così come è impossibile fare l’elenco completo degli ospiti illustri, sconosciuti ed emergenti che hanno partecipato al programma nelle due tranche e mezza del 2016 (la prima, di prova, da maggio a giugno e poi da ottobre a metà dicembre) e del 2017 (da marzo a maggio). E’ possibile dire invece che il format ormai è maturo e ampiamente consolidato in tutte le sue parti abilmente smontate e rimontate da un gruppo di autori eccellenti: Giovanni Benincasa, Francesco Bozzi, Pierluigi Montebelli, Federico Taddia, Claudio Fois e lo stesso Rosario Fiorello. L’impianto produttivo che avete messo a disposizione di Fiorello non è così “economico” come potrebbe far pensare la location on the road. A tal proposito colgo l’occasione per fare autocritica. Ai primi tentativi di Fiorello di fare un micro show, sono stato tra quelli che hanno scritto che Fiorello dovrebbe fare solo i grandi show. Il livello raggiunto da Edicola Fiore dimostra che aveva ragione Fiorello a credere in questo progetto che, con l’aiuto di Sky, non ha nulla da invidiare ad un grande show in studio con annessi e connessi. A mia parziale giustificazione devo ricordare a me stesso e a chi lo avesse dimenticato quanto fosse forte l’immagine del Fiorello in abito da sera nei grandi show Rai che duettava con Dustin Hoffman e Liza Minnelli. Vederlo poi al baretto a fare le riprese con lo smartphone e il gruppo di anziani sconosciuti a fargli da cornice, inizialmente è stato uno shock. Ma il lavoro e la qualità pagano sempre e, su questa idea di programma, Fiorello ha investito tutte le sue energie di grande personaggio della tv che sa, può e vuole essere attuale, rinnovandosi, in continuità con il proprio vissuto professionale. Cari responsabile dei contenuti non sportivi di Sky e direttore delle produzioni originali Sky Andrea Scrosati e Nils Hartmann, se Fiorello ha proposto a voi questo progetto televisivo è perché sapeva che Sky oggi è la realtà televisiva più “smart”, pronta anche a rischiare su un programma che va in onda in diretta per mezz’ora dalle 7.30 alle 8 e poi in versione serale allungata e montata con i contributi girati al termine della diretta. La versione serale di Edicola Fiore e il vostro Singing in the car con Lodovica Comello, sono stati le novità più significative e apprezzabili dell’access prime time televisivo in chiaro nella stagione che si chiude (si sono alternati su TV8, Singing in the car tornerà lunedì prossimo e farà un bel pezzo di strada estiva e spero torni anche a settembre e nel 2018). La sfida degli ascolti in quella fascia oraria che precede la prima serata è strategica e ancora “impossibile” per una emittente come TV8. Ma c’è un ma. E’ con programmi come Edicola Fiore e Singing in the car e con personaggi come Fiorello e Lodovica Comello che si possono scardinare le abitudini dei telespettatori e offrire loro una via d’uscita dal tunnel della ripetitività pluridecennale che fa sembrare ogni giorno uguale all’altro. Guardando Edicola Fiore non hai mai la sensazione del già visto. In ogni puntata c’è sempre un passo in avanti, c’è sempre una intuizione nuova, c’è sempre una sensazione di contemporaneità viva, di finestra sul mondo attuale, solo apparentemente circoscritto al baretto. L’abilità di Fiorello e degli autori di Edicola Fiore è di fare una tv pensata, scritta e realizzata per essere intrattenimento puro, leggero, spensierato, divertente, coinvolgente. Una tv che con basi così solide però può permettersi anche di trasformarsi in un attimo, se e quando serve, in uno spazio televisivo che parla di contenuti importanti e li offre all’attenzione dell’opinione pubblica come deve fare un mezzo di comunicazione come la televisione che entra nelle case di così tante persone. Cari responsabile dei contenuti non sportivi di Sky e direttore delle produzioni originali Sky Andrea Scrosati e Nils Hartmann, a consolarmi per la fine di Edicola Fiore c’è la buonissima notizia che da lunedì 22 maggio su TV8 alle 20.30 torna la “mia” Lodovica Comello con il suo Singing in the car. A Sky, a Fiorello e a tutto il team di Edicola Fiore, un lungo e sincero applauso in standing ovation: è così che si fa la televisione.

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