Ballando con le stelle di Rai 1 è lontano dalla crossmedialità di una Rai che vuole essere media company

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, la presenza di Selvaggia Lucarelli in qualità di giudice e di Roberta Bruzzone in qualità di opinionista, mi escludono automaticamente dal target del pubblico della edizione 2017 di Ballando con le stelle. Ho seguito la prima puntata solo per vedere la novità rappresentata dal ruolo di Valerio Scanu in qualità di co-conduttore social. Un format da museo delle cere come Ballando con le stelle ha bisogno di spunti innovativi e la crossmedialità in diretta tra tv e social network ha un potenziale notevole e tutto da inventare per la tv italiana.

Speravo che la funzione di Scanu fosse di portare l’universo social in tv e invece mi sono ritrovato davanti al solito tentativo di portare la tv sui social.

Credevo ci sarebbe stato un approccio più “antropologico”, una sorta di anello di congiunzione tra le due specie di mezzi di comunicazione, la tv classica ed i social network, con i secondi in primo piano per far fare uno scatto in avanti alla concezione preistorica di fruizione televisiva. Quello che mi aspettavo era di vedere due differenti Ballando con le stelle in contemporanea su due diversi device. Uno in onda su Rai 1 e l’altro in varie forme mutanti sui social network. Avrei voluto vedere il massimo della crossmedialità che una Rai che ambisce a diventare media company deve essere in grado di offrire. Per me è normale guardare la tv e contemporaneamente consultare i social network e non solo perché faccio il live tweeting dei programmi. E’ la lettura dei social network che spesso indirizza le mie serate televisive tra divano e tv. Guardo un programma ma nello stesso tempo seguo gli hashtag o i link che scorrono su Twitter e questi spesso mi indirizzano su altre offerte di intrattenimento. L’annuncio che Ballando con le stelle avrebbe avuto una co-conduzione social per me voleva dire restare inchiodato allo smartphone a vedere un altro Ballando con le stelle rispetto a quello che stava trasmettendo Rai 1. Invece ho visto un insufficiente backstage di Ballando con le stelle.
Nella prima puntata, i contributi video social di Valerio Scanu sono stati i seguenti.
Sulla pagina Facebook del programma 6 brevi filmati:
il primo di lancio “tra poco vedremo”, il secondo una intervista a caldo ad Anna La Rosa, il terzo un saluto all’ospite Roberto Mancini nel suo camerino, il quarto con i commenti di Bruzzone, Mayer, Smith, Lucarelli alle prime esibizioni, il quinto una presentazione del coro e dell’ orchestra di Paolo Belli, il sesto un saluto al termine della puntata.
Sul suo account Twitter i video di Scanu sono stati 2. Il primo pomposamente annunciato come “Tutto quello che non avete mai visto in TV su #BallandoConLeStelle ora è in diretta sui social” che è consistito nel farci vedere l’ingresso in studio della giuria e degli opinionisti da dietro le quinte. Del secondo video ti dico qualche riga sotto.
Sul Twitter di Ballando con le stelle i contributi video social di Valerio Scanu sono stati due. Il primo una mini intervista che gli ha fatto l’account di Milly Carlucci in qualità di “cronista del web” in cui il co-conduttore racconta le difficoltà del suo ruolo. A tal proposito ti comunico che anche l’account di Milly Carlucci fa filmati intervistando a caldo le coppie in gara. Il secondo, un lancio in cui dice: “Ragazzi ci state seguendo? State twittando? Mi raccomando commentate insieme a noi e fateci sapere. Ci scusiamo per gli sbrocchi di prima ma purtroppo quelli non li controlliamo”.
Il co-conduttore social si riferisce al secondo video postato sul suo Twitter, l’unico contributo degno del suo ruolo, ovvero il dialogo con Giuliana De Sio che ha pubblicato via Periscope (per il resto il Twitter del co-conduttore social è arricchito da qualche tweet con foto, retweet e da un suo balletto semi gif con Samanta Togni).
Nel dialogo con Giuliana De Sio, il co-conduttore social Valerio Scanu cerca di officiare il matrimonio tra i social e il programma con questo botta e risposta:

De Sio: guardate, il primo che dice una cosa offensiva gli do un pugno in un occhio

Scanu: lo sai che su twitter, io sono una vittima di twitter, perché quando vado in tv me ne dicono di ogni. Tu però siccome sei ironica, sei una strafiga, che te frega, devi rispondere. C’è uno di questi stronzi che ha scritto “la De Sio quando balla semb”

Voce fuori campo 1: ma non puoi evitare adesso magari?

Scanu: No perché devo evitare?

De Sio: la televisione italiana è questa, noi ci siamo prestati a questo gioco

Scanu: No, questi sono i social network. Guarda a me me ne dicono di ogni

De Sio: beh ce ne sarà pure qualcun altro che dice qualche altra cosa

Scanu: A me mi chiamavano Lady Oscar, mi chiamavano Georgie, che te frega

De Sio: no va bene ragazzi dai. No perché se comincia così poi finisce se comincia così che l’impostazione è questa, poi non se finisce più
Scanu: vabbè dai, niente

Voce fuori campo 2: magari lo facciamo dopo. Adesso la facciamo cambiare

De Sio: no perché se comincia così dall’inizio, quella faccenda dagli addosso, perché adesso è partita questa macchinetta qua. Se è partita sta macchinetta, io qua non ce resto

Voce fuori campo 2: possiamo farlo senza magari rispondere a quello, non lo so

De Sio: a si, si, dai, vabbè

Scanu: a, si, no, tranquilla

fine video

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, quello che rende interessante questo video non è tanto l’abbozzo di polemica e i timori tanto preventivi quanto giustificati di Giuliana De Sio, ma l’intervento delle due voci fuori campo che tendono a vanificare i tentativi di Valerio Scanu di far affrontare alla De Sio la prova del fuoco della risposta allo “stronzo” (Scanu dixit) del social network. Se è vero come dice Giuliana De Sio che ci saranno stati anche commenti a lei favorevoli è anche vero che dare spazio alle critiche social più irriverenti sarebbe la fotografia più vera come testimonianza del matrimonio tra tv e social tv. Non dico che lo spazio social di Scanu debba avere come fulcro lo scontro tra i social e i concorrenti ma escluderlo fin dal primo momento è un fallimento di quello spazio che così diventa solo un limitatissimo occhio di uno smartphone dietro le quinte del programma e non un programma nel programma come dovrebbe essere un esperimento crossmediale.

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, come sempre nel mio essere critico aggiungo un contributo come telespettatore e blogger tv che vorrebbe vedere un miglioramento di una idea potenzialmente ottima. Io amplierei lo spazio di Valerio Scanu facendone un racconto live con blocchi ben più corposi di dieci filmatini. I blocchi live dovrebbero mostrarci un Valerio Scanu più simile ai telespettatori smart come me che seguono la trasmissione sia in tv che leggendo e commentando sui social. Scanu dovrebbe mostrarci come lui guarda quello che avviene in trasmissione e contemporaneamente monitorare l’hashtag #BallandoConLe Stelle per farsi una doppia idea, la sua e quella dei social, utile a intervistare a caldo i protagonisti, senza fronzoli introduttivi ma con il dinamismo che quel ruolo dovrebbe avere per essere davvero innovativo. Il ruolo di Scanu dovrebbe essere più orientato a fare da collante tra quello che accade nello studio tv e quella che è la percezione del pubblico social nel bene e nel male. E la seconda trasmissione, quella social, dovrebbe avere delle finestre aperte in quella tradizionale per far capire al pubblico tradizionale che la televisione sta cambiando e che Rai 1 prima o poi cambierà (si spera). Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, non è con dieci filmatini dal backstage postati su 3 social e 3 differenti account che si compie il matrimonio tra social e tv. E’ costruendo la fusione fredda in diretta tra i due media che quel matrimonio diventa una vera novità e una abitudine di fruizione veramente smart rispetto all’offerta televisiva tradizionale. Questo matrimonio così come lo intendo io è molto più difficile da realizzare rispetto ai dieci filmatini di Scanu nella prima puntata ma è l’obiettivo minimo che la rete ammiraglia Rai deve porsi se vuole costruire delle basi di crossmedialità che, come sai, è ben altra cosa che avere un sito, degli account social e mettere su Rai Play le puntate e le clip dei programmi tv. E comunque, filmatino per filmatino, io a quelli postati dal co-conduttore social Valerio Scanu preferisco quello che hai postato tu per dirci che a Ballando con le stelle “ballano anche le telecamere e i fantastici operatori Rai!”.

 

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