La troppa tv inizia a logorare i renzini prezzemolini. Pina Picierno ad Agorà: “Io potrei dire, non lo farò, che la Camusso è eletta con tessere, diciamo, false”.

Caro Gerardo Greco, Agorà di Rai 3 da qualche ora è su tutti i siti dei principali quotidiani on line, meritatamente, anche se a tua insaputa. Tu stavi chiudendo la puntata di questa mattina e la eurodeputata Pd Pina Picierno se n’è uscita con un attacco bomba alla leader della Cgil Susanna Camusso.

Un’uscita che alimenterà anche gli altri talk show oltre che i telegiornali di oggi.

La Picierno è una renzina prezzemolina tra le più attive nella compagnia di giro degli ospiti dei talk show politici e non ce l’ha fatta ad aspettare che Matteo Renzi rispondesse alla Camusso che oggi ha rilasciato una intervista a La Repubblica con questo titolo di fuoco: “Renzi è a Palazzo Chigi per volere dei poteri forti, lo ha ammesso Marchionne”. No, la Picierno aveva le telecamere di Agorà a disposizione e non ha perso l’occasione di dimostrare la sua dedizione assoluta a Renzi, scegliendosi il ruolo di renzina più veloce del West ed ha sparato:

“No perché sulla piazza anche qua, io ho molto rispetto a differenza di altri per le piazze e le manifestazioni. Mi lasci dire che sono rimasta molto turbata dal leggere le parole stamattina di Camusso che dice  a qualche giornale che Renzi, il governo Renzi, Renzi è al governo per i poteri forti. E allora io potrei ricordare diciamo che la Camusso, io potrei dire, non lo farò che la Camusso è eletta con tessere diciamo false o che quella piazza è stata riempita diciamo con pullman pagati. Non lo farò, non lo farò, però chiedo rispetto, siccome io ho rispetto chiedo rispetto (da Agorà, Rai 3 del 29/10/14)”.

Caro Gerardo Greco, Agorà volgeva al termine e tu non hai potuto cavalcare questa sparata, a tua insaputa. Ma devi esserne comunque fiero perché la puntata di oggi di Agorà è diventata molto importante in quanto ha evidenziato tutta la tensione e la preoccupazione con cui i renzini e le renzine cominciano ad affrontare le platee televisive. L’autunno caldo della politica italiana li costringe a spocarsi l’immagine televisiva perfettina che finora si erano creati; i giovani, i nuovi, i rottamatori, i cambiatori di verso, gli ottimisti, quelli che guardano al futuro. La Picierno è solo la punta di un iceberg pronto ad esplodere. Nelle intenzioni del loro dio politico Matteo Renzi, la presenza televisiva sua e di tutti i renzini e le renzine ammaestrate, è l’arma di distruzione di massa delle resistenze dei gufi e degli oppositori. Nella realtà, la massiccia presenza in televisione a tutte le ore dei renzini, delle renzine e di “lui”, si sta rivelando sempre di più un boomerang. Occupare gli spazi televisivi non per comunicare le azioni di governo ma per alzare i toni e sparare contro i gufi, è difficilissimo da gestire. E’ una strategia di guerriglia comunicativa che il pubblico accetta nel periodo elettorale ma che nelle televisione di tutti i giorni logora soprattutto i politici che in tv ci vanno per spararle grosse. Caro Gerardo Greco, se come si dice i talk show politici sono morti, la responsabilità non è solo di chi li fa che non è capace di rinnovarli ma anche della compagnia di giro dei politici da assalto televisivo che ormai hanno in canna solo pallottole politiche spuntate e passano più tempo a spararle negli studi televisivi che nei loro uffici a lavorare per il Paese.

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