Guerra Israele-Hamas: l’ottimo lavoro giornalistico di Lucia Goracci e Annamaria Esposito di RaiNews24

Care Lucia Goracci e Annamaria Esposito di RaiNews24, state facendo un ottimo lavoro giornalistico da Gaza e da Gerusalemme per raccontare la guerra tra Israele e Hamas. Una guerra di cui non si vede ancora la fine dopo settimane di combattimenti. Avete appena fatto un collegamento in diretta, in contemporanea, per descrivere come è stata vissuta la notte scorsa che ha avuto come caratteristica quella di essere stata una notte senza bombardamenti né razzi.

Tu cara Lucia Goracci, ti sei addirittura tolta il giubbotto antiproiettile che indossi sempre (ieri hai rischiato grosso durante un trasferimento in auto sotto il tiro dell’esercito israeliano) e ci hai detto che la tregua non dichiarata sta reggendo, più delle tregue dichiarate. Peccato che dopo pochi minuti, sempre in diretta, sono piovuti dal cielo dei volantini che generalmente la aviazione israeliana fa arrivare sulle zone che poi saranno colpite per avvisare la popolazione civile. Finora i volantini sono serviti a poco visto che le vittime palestinesi sono arrivate a quota 1000. Qualche minuto dopo eri di nuovo in diretta e con il volantino in mano ce lo hai letto. Non era un volantino di avviso di bombardamento ma di propaganda in cui Israele pubblica la lista dei seguaci di Hamas che sono il suo obiettivo. Tu, cara Annamaria Esposito, da Gerusalemme, documenti soprattutto come la popolazione israeliana di confine convive con le sirene che annunciano l’arrivo dei razzi di Hamas. Ieri ho seguito con interesse il reportage in cui hai intervistato la fotografa Dana Bar On che vive nel kibbutz di nir Am nel sud di Israele al confine con la Striscia di Gaza, dove spesso arrivano i razzi di Hamas e dove è stata scoperta l’uscita di uno dei tunnel con cui l’esercito di Hamas entra in territorio israeliano. Care Lucia Goracci e Annamaria Esposito di RaiNews24, da Gaza e da Gerusalemme state facendo un lavoro accurato in condizioni difficili. Ogni vostro collegamento, ogni vostro servizio, è una testimonianza giornalistica preziosa per il pubblico italiano che non vuole pensare solo alle vacanze e al calcio mercato. In questo momento, siete l’unica ragione per seguire una RaiNews24 sempre più appiattita sulla descrizione della “guerra” del premier Renzi contro “i gufi” che non la pensano come lui. Un vostro minuto in video vale 1000 minuti in video di Senio Bonini

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5 thoughts on “Guerra Israele-Hamas: l’ottimo lavoro giornalistico di Lucia Goracci e Annamaria Esposito di RaiNews24

  1. Vinz 2 agosto 2014 / 11:25

    Se poi qualcuno vuole convincermi che tra un rapinatore e Breivik il terrorista sia il rapinatore, allora non ha senso che stia nemmeno ad ascoltarlo.

  2. Vinz 1 agosto 2014 / 21:22

    Peccato però che, per le persone più attente, la signora Annamaria Esposito fa un netto distinguo: Israeliani da una parte e ‘Terroristi’ dall’altra.
    Alla luce delle centinaia di bambini morti, delle scuole bombardate, dei rifugi dell’ONU rasi al suolo, e della sperequazione in ordine alla quantità di civili uccisi, mi piacerebbe chiedere spiegazioni alla suddetta Annamaria Esposito in merito all’attribuzione del termine ‘Terroristi’. Forse ha fatto un po’ di confusione. Ottimo lavoro giornalistico? Mah…

    • akio 2 agosto 2014 / 07:41

      Caro Vinz, le cronache dai due fronti sono fatte per riportare i punti di vista, le ragioni e i torti dei due fronti. Lucia Goracci compensa bene Annamaria Esposito e insieme danno l’idea della complessità della situazione tra Israele e Hamas. Io sono stato a Gerusalemme e in Palestina. Ho attraversato il euro. La situazione è davvero difficile. Il terrore c’è da entrambe le parti.

      • Vinz 2 agosto 2014 / 11:13

        Akio, non c’è storia. Un giornalista obiettivo dovrebbe parlare di Israeliani e Palestinesi. Se definisce questi ultimi terroristi a priori, quando sono i primi a uccidere i bambini, la sua analisi, in termini elettivi, è priva di attendibilità in quanto finalizzata ad esprimere un giudizio prima ancora di riferire la notizia. Questo metodo era applicato durante la seconda guerra mondiale dalle due grandi dittarure europee. Per quanto concerne il resto, da ateo ritengo assurdo ogni conflitto nel nome di un amico immaginario. Personalmente non ‘tifo’ per nessuno e ripudio la guerra. Ma allo stesso tempo non sopporto chi si adopera perché essa trovi delle motivazioni quando queste non ci sono. E se anche ci fossero… beh, andiamoci piano… la guerra trova una sua giustificazione nel fallimento della diplomazia e/o negli interessi economici della parte più forte, mai di quella debole, checché se ne dica. E questo a prescindere da tutto.

      • akio 4 agosto 2014 / 09:56

        Caro Vinz, dopo il tuo primo commento, ho seguito ancora più attentamente le corrispondenze della Esposito e non ha mai dico mai pronunciato la parola terroristi ha parlato sempre di Hamas e Israele. In quanto al confronto tra un rapinatore e Breivik francamente non capisco cosa vuoi dire. Io nel mio post non ho giustificato niente e nessuno! Sia chiaro.

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