Non ce la vedo Bianca Berlinguer come direttore del Tg3 con un PD governato da Matteo Renzi

Cara direttore del Tg3 Bianca Berlinguer, è un momento non proprio idilliaco per essere il direttore del telegiornale più vicino al Partito Democratico. Le storiche divisioni e diatribe interne stanno vivendo una nuova stagione legata all’azione dirompente del rottamatore Matteo Renzi, ormai vicinissimo a diventare segretario del partito erede del Partito Comunista Italiano. Niente di più lontano dalla figura di tuo padre Enrico, grande segretario di quel grande partito. Oggi, guardare a quel P.C.I. è come guardare qualcosa che sembra non essere mai esistito.

Se penso che Matteo Renzi sta per diventare l’uomo che incarnerà quella tradizione di ideali e contenuti (a suo dire, adeguandola ai tempi), mi viene solo un pensiero: che cosa si saranno veramente detti lui e Silvio Berlusconi in quel famoso incontro ad Arcore? Cara direttore del Tg3 Bianca Berlinguer, ieri il PD ha vissuto l’ennesima giornata di auto-rottamazione concedendo in parlamento la fiducia al ministro Cancellieri (a seguito dell’esplosione del caso Cancellieri-Ligresti) dopo che il presidente del consiglio Enrico Letta l’aveva posta come condizione per salvare il suo governo. Al termine del blocco di servizi con cui il Tg3 ha raccontato la situazione, hai fatto questa considerazione di chiusura:

“La fiducia c’è stata ma l’impatto è stato molto forte soprattutto dentro il Partito Democratico. Ieri sera il presidente del consiglio ha partecipato direttamente all’assemblea dei parlamentari e ha detto con molta chiarezza che una sfiducia nei confronti del ministro della giustizia avrebbe significato una sfiducia nei confronti dell’intero governo da lui guidato. A questo punto quindi il partito ha deciso di accantonare quella discussione e questo però naturalmente non senza critiche e polemiche. E quello che è successo ieri sembra un po’ il segnale, anzi è sicuramente il segnale di quello che succederà nei prossimi mesi, soprattutto quando dopo le primarie, Renzi diventerà, potrebbe diventare, il nuovo segretario del partito democratico”.

Cara direttore del Tg3 Bianca Berlinguer, oggi, raccontare il Partito Democratico dalla poltrona di direttore del Tg3, significa fare l’equilibrista camminando sulla punta di un piede su una corda che si sta sfilacciando rapidamente e che porterà alla inevitabile caduta in un precipizio. Ieri Renzi (ospite di Gianluigi Paragone a La Gabbia su La7), con quel suo simpatico modo di fare alla “io so io e voi non siete un Marchese del Grillo”, ha detto:

“Dal 9 dicembre cambia l’agenda del governo Letta”.

Questo vuol dire che è già sicuro di aver vinto le primarie dell’8 dicembre e che non vede l’ora di dettare ufficialmente la linea che finora ha dettato ufficiosamente. Cara direttore del Tg3 Bianca Berlinguer, la tua storia professionale dice che sei sempre stata in grado di tenere ben separate la funzione di giornalista del Tg3 dal cognome che porti. Ma davvero pensi, con quel cognome che porti, di avere la forza di raccontare in qualità di direttore del Tg3 le gesta di Matteo Renzi in qualità di segretario del PD? Ieri, mentre dicevi “Renzi diventerà, potrebbe diventare, il nuovo segretario del Partito Democratico”, ho provato ad interpretare il “non detto” dall’espressione del tuo volto. Non sono riuscito a capire se eri a disagio, rassegnata o se non te ne poteva importare di meno. In cuor mio mi auguro che il tuo fosse disagio e che prossimamente deciderai di far raccontare ad un altro direttore del Tg3 le gesta di Matteo Renzi come segretario del Partito Democratico.

3 risposte a "Non ce la vedo Bianca Berlinguer come direttore del Tg3 con un PD governato da Matteo Renzi"

  1. tristantzara 22 novembre 2013 / 22:48

    Ot : akio forse riapro un blog : secondo te è meglio con wordpress o blogspot ? ciao

    • akio 23 novembre 2013 / 11:27

      ciao tris, io con wordpress mi trovo molto bene

  2. wwayne 21 novembre 2013 / 12:59

    Recentemente mi sono imbattuto in un video in cui Bianca Berlinguer ospitava in studio Mara Carfagna. Quest’ ultima mi sta molto antipatica per il modo in cui é arrivata in politica, per il suo rapporto con Bocchino, per il suo fare la santarellina e la donna di classe dopo il passato che conosciamo eccetera: tuttavia, la Berlinguer l’ ha trattata in modo così indegno che é riuscita a farmela apparire quasi simpatica.
    La Berlinguer é una delle tante persone politicamente schierate (a destra o a sinistra non importa) che non capiscono l’ importanza di rispettare l’ avversario politico. Si può colpire (e affondare) una persona dello schieramento avverso senza colpi bassi, senza cadute di stile, senza maltrattarlo.
    Se invece imbocchi questa strada, ottieni l’ effetto opposto: l’ antipatia che volevi suscitare attorno a quella persona la attirerai su te stesso, e l’ oggetto del tuo attacco invece di venire indebolito dal tuo attacco ne uscirà rafforzato.

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